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Sorso Drink & Food: un angolo di paradiso per bevitori scomposti

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Sorso Drink & Food: un angolo di paradiso per bevitori scomposti
Sorso Drink & Food: un angolo di paradiso per bevitori scomposti

Sostanza e qualità prima della forma

Via Ostiense è un contesto caotico: susseguirsi di semafori, concerti di clacson e lyrics improntate alla romanità, gruppi di studenti starnazzanti, sfilze di grossi bar e ristoranti ambo i lati della strada. In questo girone infernale, però, chi cerca bene (e beve bene) trova: davanti alla Basilica di San Paolo, tra i localetti dell’angusto controviale, c’è Sorso. Dove per gli amanti del buon vino e della buona birra, Caronte e dannati non esistono. Esistono solo bottiglie, calici, boccali, taralli (Dio, i loro taralli!) e taglieri paradisiaci, protetti dalle ali di pochi ma fedeli angeli: Qualità, Passione, Convivialità e Allegria. Non senza un pizzico di ribellione, però. Perché da Sorso, degli outfit in pompa magna e dei formalismi da business men, non importa a nessuno. Non è l’animo di chi quel posto l’ha partorito e cresciuto, né di chi di quel posto ne ha fatto una seconda casa. Da Sorso, è la sostanza che conta: bere e mangiare come si deve, brindare alle gioie e ai dolori, lasciarsi andare, socializzare, amarsi e amare la vita.

Daniele e Danilo: frizzante ed eccentrico duetto

Come nella musica, anche nell’enogastronomia ci vuole armonia. I ragazzi di Sorso, Daniele e Danilo, sono un po’ come i musicisti di un duo jazz, batteria e pianoforte: suoni e frequenze diversi, che insieme danno vita a un pezzo sorprendente, unico nel suo genere. Perché presi singolarmente funzionano, sì, ma insieme fanno scintille. E un locale come Sorso non è lì per esistere: è lì per vivere. A questo, per l’appunto, ci pensano Daniele e Danilo, due amici prima ancora che soci, due personalità opposte ma complementari. Daniele è quel tipo di persona dall’animo prorompente e senza filtri che sorride, parla, spiega e racconta, e che non potresti mai immaginare al di fuori di un’ampia trama di interazioni sociali. Danilo, invece, si schiude più lentamente e il suo “io” lo lascia quasi un po’ velato da un alone di mistero, ma lo fa in maniera genuina e garbata, con un sorriso e un’allegria tutti suoi. E poi c’è Irene, indaffarata in cucina, una donna con la D maiuscola dallo sguardo accogliente e la voce sonora, che rimette in riga tutti: ordine davanti e dietro al bancone, affettatrice sempre in azione e mani mai libere. Tutti, però, condividono la passione per il lavoro che fanno, per il vino e per la birra, per i loro fedeli clienti.

Vini naturali, birre artigianali, pochi ma buoni piatti

Perché, tra i più disparati localetti del controviale, scegliere Sorso? Innanzitutto, perché il suo format soddisfa le esigenze di tutti: di chi ama condividere una o più bottiglie di vino degno di essere definito tale, di chi vuole rinfrescarsi con una pinta ghiacciata di birra artigianale, ma anche di chi è solo di passaggio per uno Spritz rigenerante post lavoro. Le esigenze di un “tutti” da delimitare un po’, forse: di tutti coloro che mettono la qualità di ciò che ingeriscono, che si tratti di bevande alcoliche o di cibi, al primo posto. Nulla, da Sorso, è lasciato al caso. La selezione di vini è sbalorditiva e non fa razzismi regionali né nazionali: in un secondo, dal Lazio sei in Veneto, dall’Italia sei in Slovenia, in Francia o in Georgia. La ricerca, in particolare sui naturali, è profonda e attenta, perché in fondo sei ciò che mangi, ma sei anche ciò che bevi. Ancora meglio, poi, il menù non esiste e i vini te li consiglia e te li racconta Daniele, e a quel punto sei in una botte di ferro: perché ama berli lui almeno quanto ama che li beva tu. Le birre artigianali, dal canto loro, non si lasciano parlare dietro: la disponibilità è sempre in evoluzione e non ci si stanca mai, tra chiare e fresche Pils, IPA più o meno amare, Stout nere o nerissime per i palati più complessi. E qui, ci mette lo zampino Danilo, che ne ha sempre una per sé in mano. Quanto alla proposta food, si segue la filosofia “pochi ma buoni”. Per citarne alcuni: taglieri di salumi e formaggi (mai gli stessi) da condividere, la celeberrima bruschetta con stracciatella, alici e lime (geniale l’aggiunta del lime al posto del solito limone) o quella con il lardo, incredibile “scioglivolezza”, le tipiche tielle di Gaeta e, non plus ultra, la tartare di manzo tagliata al coltello da mani fatate, pura o arricchita da accompagnamenti che non annoiano mai. Ma per poter bere e mangiare tutto… smettete di leggere e andate a provare in persona!

Breve giornata tipo da Sorso

Lo abbiamo definito un locale per bevitori “scomposti” perché, sempre nel rispetto dell’educazione e delle circostanze dettate dal Covid, da Sorso si va con l’animo un po’ squinternato: chiacchierare sonoramente, senza doversi sussurrare nelle orecchie, ordinare una bottiglia sapendo che non sarà né la prima né l’ultima, alzare i calici insieme a Danilo, Daniele e Irene tra un andirivieni e l’altro. Quando arrivi da Sorso, se sei fortunato li trovi tutti e tre: tre esperienze di osservazione molto, molto divertenti. Ti siedi e vedi Daniele che si destreggia tra i tavoli con una bottiglia di vino in mano ogni volta diversa, intento nel suo obiettivo: individuare il vino perfetto per il tuo mood in quel momento, e che sappia regalarti qualcosa di nuovo, che le bottiglie che hai già bevuto non avevano. Se poi aspetti un attimo, vedi uscire Danilo con una serie non indifferente di ordinazioni in mano, paonazzo in volto e con il passo di un centometrista alle Olimpiadi, che, una volta rientrato, non sa più come uscire dal gioco “mixa e spilla” di cui è protagonista. Facendo capolino, trovi Irene, che affetta, taglia, scalda e, appena può, ti lancia uno sguardo complice chiedendoti di rubarla per una sigaretta e riprendere aria. Poi, a quel punto, la serata può iniziare… e chissà come andrà a finire!