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Anni Interessanti – Momenti di vita italiana. 1960-1975

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La nuova mostra fotografica al Museo di Roma in Trastevere che racconta in 124 scatti e citazioni l'Italia dal 1960 al 1975.
Anni Interessanti - Momenti di vita italiana. 1960-1975

Nuova mostra fotografica al Museo di Roma in Trastevere che già si preannuncia di grande successo.

Allestita sulle pareti che circondano il chiostro, 124 foto in bianco e nero raccontano un periodo di vita italiana attraverso scatti dell’epoca corredati dalle citazioni di letterati – da Elsa Morante a Ennio Flaiano, da Alberto Arbasino a Pier Paolo Pasolini – che quell’epoca, da testimoni e da protagonisti, l’hanno vissuta.

La visita si è avvalsa di una guida d’eccezione, il Prof. Enrico Menduni, curatore della mostra organizzata in collaborazione con Archivio Luce Cinecittà, Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, CSACUniversità degli Studi di Parma, Rai Teche e con il patrocinio del Comune di Parma.

Con la sua ammaliante dialettica caratterizzata da un inconfondibile accento toscano, il prof. Menduni, accademico e saggista, ha illustrato il percorso espositivo arricchendolo di ulteriori dettagli e contributi densi di passione ed entusiasmo.

La mostra è il proseguimento ideale di quella da lui allestita insieme allo stesso staff presso Palazzo Braschi sugli anni 1946-1961 dal titolo “Il Sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre”, chiaro riferimento al film di Dino Risi.

Il titolo “Anni interessanti” richiama invece quello dell’autobiografia dello storico Eric J. Hobsbawm che nelle sue opere sviluppa la trama concentrandosi su episodi minori dai quali riesce a far emergere il quadro storico dell’epoca di riferimento conferendo un punto di vista alternativo e inedito. 

Ed è questo l’obiettivo: raccontare da angolazioni inusuali i contrasti di uno spaccato di vita italiana in un periodo nel quale “le aspettative del recente boom economico vanno a scontrarsi e a confrontarsi con gli anni bui del terrorismo”, quegli Anni di Piombo le cui nubi minacciose cominciano ad incombere nei primi anni ‘70.

I “lavoratori della fotografia”

È il periodo delle foto di agenzia nel quale le più famose – Publifoto, Vedo, Farabola, per citarne alcune – riescono ad accumulare un patrimonio composto da migliaia e migliaia di fotografie per lo più destinate ai giornali e ai rotocalchi dell’epoca. Anche se, di queste, ben poche saranno effettivamente pubblicate nonostante molti di quegli scatti siano particolarmente evocativi ma ritenuti inadeguati da un mercato alla ricerca di contesti sensazionali.

Di conseguenza la grande quantità di materiale realizzata, paradossalmente, penalizza quei fotografi che vengono considerati alla stregua di fornitori e non più di autori, tanto che la maggior parte del materiale conservato, ed esposto in questo caso, non può essere debitamente accreditato e sulle didascalie viene riportato un generico “autore non indicato” o solo il nome dell’agenzia o dell’archivio di provenienza. 

Per questo la mostra è anche un tributo a loro, i cosiddetti “lavoratori della fotografia”, che attraverso gli scatti formato 6×6 o 6×8 delle loro Rolleiflex e Graflex rigorosamente col flash – comincia ad intravedersi qualche Leica che prenderà piede più avanti – hanno contribuito ad immortalare persone, cose, eventi da un punto di vista diverso.

Le immagini

Protagonista principale di queste foto è quindi l’Italia delle automobili, di quando si andava “a cento all’ora”, degli elettrodomestici, dei varietà, dei quiz e degli sceneggiati televisivi, delle canzoni “romantiche” e degli urlatori ma anche dei disastri naturali, dei primi scioperi, dei baciamano e dell’emancipazione femminile, delle censure e delle lotte per i diritti civili, dei primi rapimenti, dei primi attentati.

Dove secondo Elsa Morante “Le libertà non vengono date. Si prendono”.

Un’Italia di contraddizioni raccontata attraverso immagini in contrapposizione tra di loro quando non rappresentative di contraddizione esse stesse. 

L’uomo va sulla luna ma nella foto di famiglia – aristocratica – sono ritratti solo gli esponenti maschili. 

Piazza Colonna e Piazza Montecitorio sono quasi irriconoscibili con il loro tappeto di macchine parcheggiate e sulle strade si formano i primi ingorghi ma la crisi energetica e l’austerity costringono tutti a piedi o in monopattino (antesignano del più moderno elettrico). 

La nuova mostra fotografica al Museo di Roma in Trastevere che racconta in 124 scatti e citazioni l'Italia dal 1960 al 1975.
Ingorghi

La famiglia media appare contenta e spensierata malgrado si profili un’attesa estenuante all’imbarco di un traghetto, si va in vacanza, mentre la famiglia dell’alta borghesia appare decisamente annoiata seppure in una situazione di relax.

I due maggiori rappresentanti del calcio italiano degli anni ‘60, Rivera e Mazzola, in “abiti civili” rassegnati e pensierosi contemplano un libro anziché un pallone. 

La borgata comincia a fare spazio alla “città”. O forse è la città stessa che sta per fagocitare la borgata. 

I giovani hanno voglia di ballare, di divertirsi. Quegli stessi giovani che saranno i primi ad accorrere a Firenze, all’indomani dell’alluvione, per salvare il patrimonio artistico in pericolo.

I bambini in coda che si avviano verso una scuola nella zona del Vajont, distruzione e volontà di ricostruire, tragedia e speranza. 

E ancora la folla, il popolo – nessun personaggio noto, vip o politico, in questi scatti – ai funerali di Mario Riva e Palmiro Togliatti.

La solitudine del paparazzo che attende, forse inutilmente, la sua prossima “preda” accovacciato su un marciapiede si contrappone allo stuolo di fotografi ammassati sotto al palco del Festival di Sanremo intento a riprendere l’abbraccio tra Domenico Modugno e Renato Rascel che in questo caso sono marginali, si trovano ai bordi della foto.

La nuova mostra fotografica al Museo di Roma in Trastevere che racconta in 124 scatti e citazioni l'Italia dal 1960 al 1975.
Anni Interessanti – Momenti di vita italiana. 1960-1975 – Fotografi

Uno scorcio della Chiesa di San Felice da Cantalice visitata da Papa Giovanni XXIII approssimativamente a marzo ’60, lo stesso scorcio che apparirà in una scena del film “Accattone” di Pasolini dello stesso anno. Sacro e profano.

Il muro di giovani – e non dei cantanti e delle band – presenti al primo Festival di Musica Pop del 25-27 maggio 1972, esattamente cinquant’anni fa, organizzato a Villa Pamphili come risposta italiana a quello di Woodstock del 1969. Occhiali a goccia, pantaloni a zampa d’elefante, militari, capelloni e cappelloni. Completamente opposti al gruppetto di ragazzi, in giacca e cravatta e probabilmente anche più giovani, che passeggia con fare divertito e spavaldo a Trastevere nel 1962.

La nuova mostra fotografica al Museo di Roma in Trastevere che racconta in 124 scatti e citazioni l'Italia dal 1960 al 1975.
Anni Interessanti – Momenti di vita italiana. 1960-1975

Una dicotomia ben rappresentata dagli scatti scelti, dove l’approccio positivo risulta essere ancora l’antidoto per sconfiggere quegli eventi negativi che hanno comunque segnato un’epoca. Con la convinzione che quel vuoto che si sta insinuando possa essere colmato dalle attese e dalle speranze salvo poi svegliarsi bruscamente da quel torpore.

In una data ben precisa a fare da spartiacque: 2 novembre 1975, il giorno in cui Pier Paolo Pasolini viene brutalmente assassinato. 

La nuova mostra fotografica al Museo di Roma in Trastevere che racconta in 124 scatti e citazioni l'Italia dal 1960 al 1975.
Anni Interessanti – Momenti di vita italiana. 1960-1975 – Intellettuali e deejay

Proprio Pasolini è ritratto in una delle ultime foto ufficiali – lo scrittore morirà qualche settimana dopo – scattata da Dino Pedriali (uno dei pochi fotografi accreditati nella mostra) in una posa ammiccante accanto alla sua Alfa GT seguita da quella al deejay Piero Cozzi intento a mettere sul piatto un long playing, un 33 giri, insomma un disco,  in una delle prime radio libere che stavano nascendo in quel periodo: da una parte il simbolo di un mondo pessimista, forse inconsapevole di quanto sarebbe accaduto di lì a poco, dall’altra la prospettiva di nuove visioni e di un futuro più leggero.

Così erano gli anni dal 1960 al 1975 per chi li ha vissuti tutti o solo in parte.

 Anni colorati, anni in bianco e nero, anni interessanti.

Fotografati, fino al 16 ottobre.

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Quota vintage – ma non troppo – del team. Travel expert e shopping addicted (in inglese non solo fa più “figo” ma rende di più), trasteverina (d’adozione), (ultras) romanista, a-social (media), testarda. Amante della musica (dal rock alla lirica), delle serie e dei documentari, mi piace “scoprire com’erano” i posti che conosco attraverso i vecchi film. Amo il mare, soprattutto nelle giornate nuvolose, camminare, leggere (e ora anche scrivere!), i mercatini, gli aperitivi, il colore giallo, la nutella, l’ironia (in primis quella di mia sorella), il sarcasmo. Non amo il suono della sveglia, ma per fortuna esiste, l’invadenza di certa gente, le formiche, l’aglio. Il dono della sintesi non mi appartiene…ma era già chiaro, no?!?