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Il Dottor Nikola e il “potere” degli incontri

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“Il Dottor Nikola” è uno di quei libri che leggi tutti di un fiato, le cui pagine volano via, ma che poi ti dispiace di aver finito.
Il Dottor Nikola e il “potere” degli incontri

È una mattina di fine febbraio ed esco per lavoro. Il mio appuntamento è alle 11.30, arrivo cinque minuti prima, ma in ogni caso non c’è posto (non c’è mai posto qui) così parcheggio rigorosamente e selvaggiamente in doppia fila come, del resto, ogni volta che vengo. 

Ad ogni modo, colui che mi aspetta mi chiama e mi dice “Entra pure!!” e mi presenta ai suoi ospiti. 

Non svelerò il nome degli ospiti, ma vi dirò invece che ho l’inaspettato privilegio di conoscere, per caso, vignaiolo alsaziano e distributore nonché di assaggiare molti dei vini che hanno deciso di presentare. 

Della batteria il vino che preferisco è, senza dubbio, il Sylvaner.

La mattinata è iniziata meravigliosamente, mi piace un sacco quando gli istanti della giornata si incastrano alla perfezione dando vita a quel bellissimo fluire che immaginato non sarebbe potuto essere migliore di come si è poi presentato. 

In questi momenti provo un’intensa sensazione di benessere e leggerezza e mi sembra davvero che tutte le cose siano al loro posto… vabbé andiamo avanti…

L’appuntamento tra vignaiolo, distributore e mescitore seriale di vino volge al termine e io, invece di iniziare il mio, vengo invitata a “migrare da un’altra parte” e continuare lì.

Succede poi che si liberi addirittura un posto e io possa parcheggiare la mia macchina in modo decoroso. Seguendo il corso degli istanti salgo in macchina del mescitore seriale e raggiungiamo la nostra destinazione.

Durante il tragitto parliamo di un po’ di cose. Di nuovo, mi presenta i soci e mi fa vedere il posto nuovo. 

Qui, grande tuffo nel passato perché lì accanto ho studiato legge tanti tanti anni fa. 

Continuiamo a conversare ed esce il titolo di un libro. A 20 metri c’è appunto una libreria a cui il mescitore mi sembra affezionato. 

Entriamo e, di nuovo, mi vengono presentati i librai. Ad ogni step di questa giornata si apre una porta (il libro che cerchiamo purtroppo non c’è) e quella di adesso si chiama “Il Dottor Nikola”.

“Il Dottor Nikola” di Guy Boothby

Guy Newell Boothby era un giovane scrittore australiano nato nel 1867, che morì prematuramente all’età di 37 anni (1905) a causa di un’influenza; tuttavia ebbe una vita ricca di viaggi e esperienze che gli diedero tanti spunti per le sue numerose scritture.

Il Dottor Nikola” è un avvincente romanzo di avventura con al centro due personaggi principali.

Wilfred Bruce, ragazzo squattrinato che ha cambiato mille lavori nella vita e deve per forza trovarne uno “entro la prossima settimana” altrimenti finirà di fronte al Tribunale di Shanghai, e il Dottor Nikola, ricco arguto e temutissimo uomo, bramoso di conoscenza, il quale propone a Bruce di collaborare con lo scopo di arrivare ai vertici di un’arcana e segreta setta di monaci stregoni, i quali conoscono parecchie cosucce sull’immortalità. 

Nikola è un uomo dal sangue freddo, risoluto, impassibile alle emozioni e impossibile da interpretare, capace di capire immediatamente chi ha di fronte a sé e di ottenere risposte sempre affermative alle sue più singolari richieste. Esagerato e spregiudicato.

Bruce è più terreno e prudente, più essenziale, ma pieno di coraggio, dinamismo e spirito di iniziativa. Onesto e fedele alla parola data, spesso stremato dalle peripezie che i due devono affrontare.

Ebbene, nel corso del racconto, si susseguono infinite prove e ostacoli, travestimenti, e luoghi da raggiungere entro un certo tempo. 

Il tutto accade a ritmo incalzante tra dirupi e strapiombi, scalinate, tende impenetrabili e lunghi corridoi in un sali e scendi emozionale di angoscia, preoccupazioni, paure e successi, dato dalla crescente complicità esistente tra le due, ben diverse, personalità.

Il Dottor Nikola” è uno di quei libri che leggi tutti di un fiato, sebbene ricco di innumerevoli dettagli e particolari. 

È uno di quei libri le cui pagine volano via perché non vedi l’ora di arrivare alla fine e che poi ti dispiace di aver finito, di essere arrivati, perché è terminato il viaggio. 

È uno di quei libri che ti porta lontano, dopo quasi due anni che non puoi andare da nessuna parte o comunque è “davvero una pratica arrivarci tra documenti, green pass e tamponi a campione”.

È uno di quei libri che riinizieresti a leggere immediatamente dopo la parola “fine” per provare a cogliere tutti i particolari che ti sei perso durante il primo tragitto!

Un sentito grazie al mescitore seriale di cui solo un giorno forse svelerò l’identità, ai sapienti librai che mi hanno consigliato questo ritmato romanzo e a Nikola e Bruce per avermi tenuto compagnia durante il picco di un’influenza al 34° giorno del conflitto Russia-Ucraina.