Home News Paper Planes: voliamo pagina

Paper Planes: voliamo pagina

763
0
Paper Planes: il podcast che ti porta in viaggio tra i libri e la letteratura. Ideato e diretto da Francesco Collacchi e da Mattia Della Rocca.

Per me il 2021 è stato l’anno dei podcast. Non sono mai stata un’amante della radio (mi ricorda troppo i lunghi viaggi in macchina in cui soffrivo immancabilmente di nausea) e di conseguenza non mi ero mai avvicinata a questa forma di intrattenimento audio. Errore mio!

La loro estrema disponibilità è assimilabile per varietà e facilità di scelta alla pletora di serie tv ormai su piattaforma: un paio di click e sei in compagnia. Tuttavia in più hanno il fantastico aspetto della fruibilità: un podcast ti lascia due sensi su tre (tatto e vista) liberi! Posso ascoltare le notizie e intanto fare la fila alla posta, piegare i panni, portarmi avanti in un lavoro meccanico (non se pericoloso, mi raccomando!).

Nel mio girovagare d’orecchio mi sono affacciata su diversi ambiti: dalla letteratura alla storia, dal cabaret alla parodia, dal femminismo all’attualità. Alcuni mi sono molto piaciuti e quindi li continuo a seguire, altri sono durati poco, il tempo di una puntata (o anche meno).

L’ultima felice scoperta, in ordine di arrivo ma non per importanza o gradimento, è Paper Planes: il podcast che ti porta in viaggio tra i libri e la letteratura. Ideato e diretto da Francesco Collacchi, della Libreria Ubik di Frascati, e da Mattia Della Rocca dell’Università di Tor Vergata.

Paper Planes: il podcast che ti porta in viaggio tra i libri e la letteratura. Ideato e diretto da Francesco Collacchi e da Mattia Della Rocca.
Paper Planes: voliamo pagina

Q1. Da dove è piovuta l’idea di un podcast e di Paper Planes in particolare?

A1. M: Cominci tu?

F: Mi lasci sempre le incombenze… Paper Planes è un po’ una sintesi delle nostre esperienze di vita e professionali. Nasce innanzitutto dalla passione e l’amore per i libri – io sono libraio di seconda generazione e Mattia è uno studioso, docente universitario. E insieme a questo l’amore per quella spinta a voler conoscere nuovi luoghi del mondo, a esplorare mete nuove. 

M: Quando abbiamo incontrato Gabriele Ziantoni di New Sound Level, una radio romana giovane e di altissima qualità, ci è sembrata l’occasione perfetta per “attaccare il pippone”, come si dice a Roma, anche in modulazione di frequenza sui nostri temi preferiti. Ed è nato Paper Planes, col sottotitolo “voliamo pagina”, per raccontare di libri attraverso i viaggi e di viaggi attraverso i libri.

Q2. Ci sono sicuramente due voci. Una corrisponde alla mente ed una al braccio?

A2.  M e F: (ridono)

F: Gradirei che alla domanda rispondesse il collega, mi sembra più corretto deontologicamente.
M: No, è una relazione completamente orizzontale, ormai ai limiti del matrimonio combinato in nome della cultura. In realtà io e Francesco siamo principalmente grandi amici, e tutto quanto viene sempre molto spontaneo, scriviamo insieme e insieme improvvisiamo. Poi c’è anche un gruppo dietro al nostro lavoro “di coppia”: Aldo Azzaro e Fabio Perrone in regia negli studi della radio, e Anna Maria Frezza e Sahara Rossi in redazione. 

F: Tuttavia è vero che giochiamo su due “personaggi” differenti, proprio per poter entrare in sintonia con ascoltatrici e ascoltatori differenti. Però Mattia mi lascia sempre andare da solo a cercare gli sponsor, in improbabili cene sul lago di Albano con direttori di banca e carrozzieri unti di olio per motori… per fortuna poi è arrivata Ubik.

Q3. Mi sembrate gente alquanto impegnata. Quanto tempo vi prende lavorare a questo progetto?

A3. M: Impegnati è un eufemismo: siamo millennial nel 2020, praticamente la vita è contro di noi dall’inizio del secolo. Io praticamente insegno tutto il giorno tutti i giorni per università italiane e straniere, e come ti dirà Francesco, il libraio – se lo fai col cuore e la testa come fa lui nella Ubik di Frascati – è un mestiere 24/7. Ma ci siamo ritagliati il nostro spazio bisettimanale, il lunedì notte per scrivere la puntata e nei giorni seguenti, un altro appuntamento per registrare. Ci stiamo organizzando per la convivenza.
F: Comunque, soprattutto l’appuntamento notturno settimanale di fervente attività cerebrale, è diventato uno spazio e un tempo di evasione dai nostri impegni quotidiani lavorativi, che ci permette di viaggiare veramente nel mondo (e fuori) tramite pensiero, fantasia e soprattutto libri. Paper Planes ci ha fatto bene.

Q4. Trattate il tema del viaggio a tutto tondo: dall’Asia alla Luna, dal Viaggio di Formazione all’Inter Rail passando per la Casilina.. si viaggia per scoprire storie, o si viaggia per avere una storia da raccontare al ritorno?

 A4. M: Posso dire una cosa?

F: Dì’, dì’.

M: A me le domande così alla Marzullo mi fanno morire, ho lavorato una vita per essere intervistato per queste domande, è una soddisfazione. [Per così poco! Te ne faccio altre. NdV]

F: [ride] Tra l’altro questa tue soddisfazioni diventano evidenti anche in momenti come quello della lettura dei tarocchi, nella puntata sulla Luna… Secondo me si viaggia per scoprire soprattutto se stessi, mettendosi in relazione con gli altri e il mondo. Uscire dal guscio e dalla comfort zone, viaggiare è in primo luogo quello, e poi c’è il momento della condivisione e della trasmissione di ciò che si è preso. Io quando viaggio penso sempre a cosa poi racconterò a mia figlia Ludovica. 

M: Devo dire che la penso esattamente come Francesco. Se ci pensi la cosa che accomuna viaggi e libri è farti prendere un punto di vista diverso sul mondo. In psicologia lo chiamiamo “perspective taking”, presa di prospettiva, ed è su questo che si basa tutta una serie di capacità cognitive, tra cui quella di saper raccontare a nostra volta storie. È un ciclo fantastico che non si chiude mai.

Q5. Vi accordate facilmente sulle colonne sonore?

A5. MeF: [ridono, di nuovo, poi si guardano e restano in silenzio] Sì! 

F: Guarda, per certi versi Paper Planes è prima musica dei libri

M: Lo sai come nascono le puntate? Lui che fa i piatti, canta Space Oddity di David Bowie e io dall’altra stanza “FACCIAMO LA PUNTATA SUL VIAGGIO SPAZIALE?”

F: Sì, esattamente così. Uno dei cardini su cui io e Mattia costruimmo l’inizio della nostra amicizia fu la musica. Io feci partire Personality Crisis dei New York Dolls nello stereo…

M: … e io gli dissi “è la versione di Vinyl, meglio dell’originale”. La sera andammo a cena insieme, mai più smesso.

Q6. Come selezionate i vostri ospiti?

A6. M: Innanzitutto i nostri ospiti fissi sono le libraie e i librai Ubik, da tutta Italia, che ci sottopongono la loro proposta per il viaggio della puntata in questione. Paper Planes nasce non solo per portare avanti la cultura del libro e della lettura, ma anche per ricordare l’importanza delle librerie, che sono veri e propri centri sociali e culturali su tutto il territorio nazionale. 

F: Per esperienza personale posso dirti che, con una libreria storica attiva da 42 anni sul territorio di Frascati e Roma Sud, in Ubik ho trovato davvero ascolto, possibilità, occasioni di crescita e sviluppo di un discorso serio intorno alla lettura. Quindi, grazie a Barbara Sardella e Isabella Raggi di Ubik, abbiamo selezionato una lista di ospiti che i libri li amano e li conoscono davvero. Poi a questo si sono aggiunti a volte anche nostri amici e autori che abbiamo avuto il piacere di ospitare ai microfoni, come Edoardo Massimo Del Mastro, lo scrittore di viaggi noto come Mente Nomade.

Paper Planes: il podcast che ti porta in viaggio tra i libri e la letteratura. Ideato e diretto da Francesco Collacchi e da Mattia Della Rocca.
Paper Planes: voliamo pagina

Q7. Oltre che amici e colleghi, siete anche compagni di viaggio?

A7. M: Io e Francesco ci siamo conosciuti in un viaggio, anche se di un giorno solo, un’escursione controcorrente, nel letto del fiume, risalendo a piedi il Farfa. Un nostro amico ci aveva coinvolto in questa gita organizzata, sponsorizzata come “escursione per professionisti”, solo che gli organizzatori erano i leader del centro anziani locale. È stata un’esperienza che ancora oggi segna le nostre vite, anzi, vorrei mandare un saluto a Gino in ricordo di quella partita di canasta…

F: Mattia ha sdrammatizzato, ma ci siamo conosciuti in un momento in cui i viaggi erano tutti sospesi, io stesso mi ero visto annullare i biglietti per un volo verso Amsterdam, dove dovevo raggiungere un amico per un festival di musica elettronica. La pandemia ha stroncato molte aspirazioni di viaggio dell’ultimo biennio, ma a forza di scrivere puntate di Paper Planes ci siamo fatti un calendario di mete per i prossimi dieci anni.

Q8. Un consiglio pratico per chi non può rinunciare a leggere nonostante le dimensioni del trolley.

A8. F: Per un libraio sponsorizzare l’e-reading è sempre una cosa complessa e controversa, come puoi immaginare. È uno strumento utile, per i lettori “hardcore”, almeno per evitare di spendere 100 euro di imbarco bagagli. Però c’è da dire che io stesso, tra gli scaffali della mia libreria, ho sempre avuto persone che hanno usato gli e-reader in viaggio e poi sono tornati ad acquistare il libro cartaceo. 

M: E lo capisco bene, perché anche io ho un po’ il feticcio del libro di carta, senza nessuna demonizzazione del digitale, anzi. Magari di carta riciclata, magari mettendo in circolo i volumi, regalando i libri che abbiamo letto e creando immensi, fluidi, club del libro. In ogni caso, il mio consiglio in viaggio è il seguente: scegliete un libro, uno soltanto, e dedicatevi anima e corpo solo a quello.

Q9. Un libro e un viaggio imperdibili, con musica di accompagnamento:

A9. F: Questa è la domanda veramente difficile! Personalmente, io ti direi il viaggio in India e Shantaram di Gregory David Roberts, con Across the Universe dei Beatles in sottofondo. Per me è stato il viaggio che ha acceso in me una scintilla di spiritualità, fatto con mio fratello in Rajasthan, ed è proprio la lettura di quel libro e della storia di Greg, e del suo viaggio alla ricerca di una versione migliore di se stesso, ad avermi condotto fin lì.  

M: Io così su due piedi posso solo dirti il mio prossimo viaggio, che sto organizzando per tanti motivi, verso gli Stati Uniti, più precisamente in Louisiana, a New Orleans. Ovviamente nelle cuffie tutto il blues e il soul degli Stati del Sud, e i riff acidi dei Creedence Clearwater Revival.

F: Poi in realtà io sto spingendo Mattia a venire con me a Nur Sultan, in Kazakistan, perché ancora non riesco a riprendermi dalle ricerche fatte per quella puntata… 

M: Facciamo tutto, facciamo tutto, Fra. Intanto però dobbiamo organizzarci per la seconda stagione di Paper Planes, che diventerà un programma in diretta, sempre sulle frequenze dei 90 FM di New Sound Level, a partire dal prossimo marzo.

Paper Planes è disponibile tutti i fine settimana su Spotify, il sabato sui 90 FM di New Sound Level e Francesco e Mattia vi aspettano con contenuti interattivi sul canale Instagram del podcast!

Articolo precedenteMamma + Mamma: genitorialità e legge
Articolo successivoLa Nosiola di Salvetta
Non mi posso firmare con le sole iniziali per ovvi riferimenti sanitari e la cosa mi ha sempre un po’ infastidito. Non mi piacciono i dogmi, le zanzare, il calcio quando non giocano miei amici, il minestrone, le calze, non vivere in un posto di mare, la trap, la fisica, la polemica sterile, qualsiasi temperatura sotto i 25°C, le zanzare, i prepotenti, l’Assassinio di Jesse James, le zanzare. Tutto il resto, volentieri!