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Delucidazioni alcoliche tra inesatte convinzioni diffuse: #2aparte

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Delucidazioni alcoliche tra inesatte convinzioni diffuse: #2aparte
Delucidazioni alcoliche tra inesatte convinzioni diffuse: #2aparte

Siamo appena entrati nella terza settimana di socialità e questo mi regala un grande senso di gioia. 

Tutti noi abbiamo voglia di uscire e passare del tempo carino e di qualità, del tempo che ci ricarichi donandoci la giusta energia dopo la reclusione e lo “stop forzato” alle nostre vite. 

Abbiamo voglia di goderci la primavera, le giornate più lunghe, i fiori. Siamo quasi vicini alla realtà di Cenerentola, possiamo spassarcela con la testa sulle spalle fino alle 23. 

Ristoranti e wine bar sono pieni anche se le temperature spesso sono ballerine. Ci si mette anche il meteo a propinare scherzetti, fa freddino per essere metà maggio, ma non importa, noi guardiamo il cielo e mettiamo un ombrello in borsa! 

Più di una volta, in questo periodo, ho visto persone sedute ai loro tavoli con i rispettivi ombrelli a godersi le due ore d’aria dopo la giornata di lavoro, sorridenti e con un bicchiere di vino in mano.

E allora, essendo ufficialmente aperta la stagione dell’aperitivo, vi racconto un altro paio di cosette sperando di “distruggere” qualche altro mendace caposaldo alcolico.

I vini bianchi affinano eccome!

È richiesta assai diffusa chiedere in relazione alla maxi categoria dei vini bianchi, l’ultima annata ossia la vendemmia 2020, considerando la vendemmia 2019 già vecchia da parte di varie enoteche e consumatori. 

I vini industriali di pronta beva, da supermercato, non hanno capacità evolutiva e questo è molto vero. Sono sprovvisti di tale capacità perché nei vigneti intensivi si tende a raggiungere il giusto grado zuccherino degli acini a scapito dell’acidità, fondamentale invece per un affinamento.

In Italia è vietata la capitalizzazione dei mosti – aggiungere zucchero – ma i vini possono essere acidificati rispettando ovviamente limiti ben precisi. Pertanto, raggiungendo il giusto grado zuccherino in vigna, necessario affinché il vino X o Y abbia quei gradi alcolici e possa rientrare in una DOC o DOCG, si rimedia alla sua mancata acidità, appunto acidificandolo, seguendo le pratiche ammesse. E questo perché nessuno ha voglia di bere un vino che non stuzzichi il palato! 

Il vino è fatto di morbidezze e durezze e le durezze hanno un ruolo basilare! Il dolce, in generale, stanca e affatica le papille gustative. Di solito, non ceniamo con una torta intera, mentre invece siamo fisicamente molto più predisposti a mangiare salato. Antipasto e primo, primo e secondo, antipasto e secondo.

Ad ogni modo, ci sono uve a bacca bianca più adatte all’affinamento rispetto ad altre perché nel loro DNA hanno delle caratteristiche diverse e una maggiore acidità, che ne rappresenta lo scheletro, la  spina dorsale senza la quale non si può camminare.

Delucidazioni alcoliche tra inesatte convinzioni diffuse: #2aparte
Delucidazioni alcoliche tra inesatte convinzioni diffuse: #2aparte

Tali uve in particolare sono: il verdicchio, il fiano, il riesling, la ribolla gialla, lo chardonnay. E non a caso vengono utilizzate per la produzione di vini spumanti metodo classico dove il presupposto è ancora una volta la freschezza.

Provate, se ne avete voglia, a comprare una bottiglia di Verdicchio Villa Bucci con qualche anno sulle spalle (scelta più classica) o Le Oche di Fattoria San Lorenzo o Rincrocca di La Staffa volendo bere italiano, e decidete voi stessi come il vino sta, se in forma o no. 

Oppure scegliete un Riesling tedesco della Mosella, Nahe o Rheingau.

Vi renderete conto della loro stoffa e si aprirà un nuovo mondo!

Ricordate però che vale sempre la stessa regola

Massima attenzione alla vigna, alle uve belle e sane, alla resa per ettaro, alle fasi fermentative e all’affinamento previsto dal produttore (acciaio, cemento, barrique, botte grande, anfora) in relazione al vino che vuole produrre.

Con il dolce si bevono vini dolci! Fermi o frizzanti che siano.

Delucidazioni alcoliche tra inesatte convinzioni diffuse: #2aparte
Delucidazioni alcoliche tra inesatte convinzioni diffuse: #2aparte

Sebbene non sia una gran fan dell’abbinamento perfetto, per quanto riguarda i cibi dolci l’abbinamento è per concordanza e non per contrapposizione!

È profondamente sgradevole – ad essere buoni – scegliere come compagno di una bella torta, sia questa una amatissima crostata di frutta o torta della nonna, un vino spumante Dosaggio Zero, Extra Brut o Brut

Lo so che da sempre si fa così, ma se provate a fare attenzione a quello che succede in bocca sarete d’accordo con me. È successo anche a me.

Prendete un pezzetto di torta, godetevelo, masticate e ingoiate. Poi prendete un sorso di spumante, fatelo girare un po’ in bocca, godetevelo e deglutite. 

E ora fate attenzione a che gusto vi rimane. Non è amaro e metallico??? Se vi staccate da quello con cui siamo cresciuti e non ci domandiamo più, se diamo importanza a quel sapore, è un sapore che ci piace?????