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Vino ai tempi del Covid-19: l’Italia e il boom degli acquisti online

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Il vino è un bene di prima necessità. Ma di che tipo di necessità parliamo? Fisica o emotiva? Mai come oggi, che la pandemia ha indebolito i corpi e scosso gli animi, ci viene da rispondere: entrambe.
Vino ai tempi del Covid-19: l’Italia e il boom degli acquisti online

Italiani e vino: un commensale in più a tavola

Il vino: piacevole bevanda alcolica, protagonista di momenti di convivialità, vero e proprio essere vivente con cui comunicare e instaurare un legame viscerale. Qualsiasi senso assuma e chiunque sia a berlo, il vino è uno dei protagonisti più amati dalle tavole italiane. E lo è da ben prima che ci si potesse interrogare sulla sua qualità e sulla sua funzione sociale. Perché la bella Italia, con il suo clima mite e il suo territorio variegato, il vino lo fa crescere e lo accudisce con amore.

Il bevitore italiano medio è un soggetto semplice, senza troppe pretese, ma che a casa, per sicurezza, una bottiglia la tiene sempre. Più o meno costoso, di qualità a volte opinabile, rosso, bianco, rosato o bollicina, potremmo considerarlo un bene di prima necessità. Ma di che tipo di necessità parliamo? Fisica o emotiva? Mai come oggi, che la pandemia ha indebolito i corpi e scosso gli animi, ci viene da rispondere: entrambe. Perché in fondo, cosa di più della vista di un calice pieno sa sciogliere quella tensione che ogni giorno ci irrigidisce dalla testa ai piedi?

La reclusione, madre di nuove tendenze

A dimostrare la necessità di avvicinarsi al vino o di approfondirne la conoscenza in questo duro momento sono le nuove abitudini degli italiani. Quante volte abbiamo sentito dire “Sono depresso, scendo a comprare una bottiglia e me la scolo da solo” o “Altro che risparmio in lockdown, ho speso tutto su Tannico”? Insomma, per quanto la crisi sanitaria abbia avuto un impatto deleterio sulla nostra economia, sono molti gli italiani che di recente acquistano vino per compensare quella fastidiosa sensazione di noia e solitudine che il Covid ha portato con sé.

Anche qui, comunque, c’è un però: se è vero che quelli che potremmo definire i “bevitori della domenica” hanno fatto del vino un compagno più assiduo, d’altro canto gli acquisti di vino in enoteca e a livello di Horeca sono bruscamente diminuitiA padroneggiare la scena, il mondo del vino online. Una tendenza in crescente aumento negli ultimi 3 anni, che ha raggiunto il suo apice proprio tra il 2020 e il 2021 – anche se in Italia decisamente in ritardo rispetto al resto del mondo.

Vino online: rapido e anti-contagio

Un caso che il Web abbia spopolato? Assolutamente no. Oltre a incentivare la popolazione a rifugiarsi nel piacere di un buon vino per annegare i dispiaceri, la pandemia è una scusa bella e buona per risparmiare tempo e fatiche. Un solo, semplice click basta per ficcare nel carrello i vini più disparati, bisogna giusto sforzarsi a leggere qualche recensione. Tannico, Vivino e Callmewine stracciano le povere enoteche, che tanto si sono prodigate per adattare le loro attività a circostanze sfidanti e imprevedibili.

E non finisce qui: a rendere l’acquisto online ancora più intrigante sono i wine club (tra i più gettonati Winology e Sommelier Wine Box), una tendenza tutta americana che oggi fa scintille anche qui. Il modello più classico consiste in abbonamenti che consentono di ricevere un numero X di bottiglie ogni Y mesi, a propria scelta o a sorpresa (ah, la suspense!). E ancora, il vantaggio di ricevere una bottiglia a temperatura, nell’arco di soli 30 minutiin qualsiasi momento, con Winelivery.

Insomma, i vantaggi ci sono: rapidità, possibilità di acquistare a prezzi inferiori quantità di bottiglie maggiori, ricezione del bottino direttamente a casa, rischio di contagio ridottissimo. Ma qual è il rovescio della medaglia?

Riflessioni: dove stiamo andando?

Restiamo tuttavia un po’ interdetti. Vero, siamo nel ventunesimo secolo e tutto viaggia alla velocità della luce. Ma questa velocità si adatta davvero a un mondo come quello del vino? E specialmente oggi che il mondo del food & wine è in crisi, è giusto acquistare online e contribuire alla produzione e alla commercializzazione di massa a scapito di ristoranti ed enoteche?

Ci preoccupiamo della passione per il vino, quella vera: quella di chi il vino va a comprarlo direttamente dal produttore perché vuole sentirselo “raccontato”, di chi lo acquista nella sua enoteca di fiducia per farsi dare un consiglio sincero, di chi la bottiglia vuole tenerla in mano e osservarne l’etichetta perché è bello iniziare a guardare ancora prima di assaggiare.

E ci preoccupiamo per chi del vino ne fa non solo un mestiere, ma la propria vita: per tutti i proprietari di enoteche che hanno visto ogni certezza scivolare via dalle mani, e per i piccoli e medi produttori vecchio stampo a cui piacciono gli incontri e gli scambi, la complicità di uno sguardo o di una parola. Ci mancano, insomma, quel calore e quella verità che uno schermo non sa e non può comunicare.