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Cambia la sede del Liceo artistico “Juana Romani”, la protesta di un genitore

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Dopo l’approfondimento sulla situazione del Liceo scientifico “Landi”, pubblichiamo la lettera inviata al nostro giornale da un genitore di uno studente del Liceo artistico “Juana Romani” di Velletri, che ha voluto segnalare le problematiche riscontrate dagli alunni, a causa del trasferimento delle classi dallo storico istituto di via Luigi Novelli a quello di via Ferruccio Parri.

Il 15 settembre 2014 è iniziato l’anno scolastico con delle sorprese per gli studenti di alcuni istituti, come in un gioco delle tre carte che qualcuno ha abilmente manovrato. Parlo dell’ex Istituto d’Arte “Juana Romani”, ex Liceo Artistico “Novelli”, ex Liceo Artistico “Cederna”, oggi accorpato al “Cesare Battisti” e sfrattato dalla sua sede storica di via Luigi Novelli perché reputata non idonea a ospitare studenti.

Strano è, che la sede è stata assegnata a succursale del Mancinelli (che l’ha rifiutata) e dell’IPSSAR Tognazzi, che, invece, ha accettato. Bene: il gioco delle tre carte funziona. Perdono sempre gli stessi. I ragazzi del Liceo Artistico frequenteranno la sede di via Parri, un pachiderma buttato lì senza alcun pregio e senza alcuna storia, tanto meno arte, tra l’altro con necessità di manutenzioni (per es. piove dalle finestre e le classi non sono state adeguate all’incremento della popolazione studentesca). Gli studenti non avranno laboratori fino a dicembre, così si dice. Io sono convinta che mancheranno fino a giugno 2015 ed oltre, altrimenti il gioco delle tre carte presenterebbe delle falle!

All’interno dell’ex istituto Juana Romani (chi ci è entrato lo sa!) si restava a bocca aperta ammirando affascinati lavori di oreficeria, ceramica, intarsio su legno, architettura, disegni d’arte che hanno fatto la storia di questo Istituto, trasformato dalla riforma Gelmini in Liceo Artistico e che erano per i ragazzi testimonianza di chi prima di loro, guidato opportunamente, si era impegnato a fare arte.
Chi, non so con quali criteri, ha effettuato questa manovra, ha potuto agire tranquillamente senza che nessun genitore difendesse i propri figli e il diritto di questi ad avere ciò che la scuola promette.

Trasferire i laboratori da via Novelli a via Parri non sarà semplice: il forno in cui vengono cotte le opere in argilla realizzate dai ragazzi, non è sicuramente come un forno delle nostre cucine domestiche. Per un Istituto che ha 35 ore curricolari di cui 12 di laboratori, si presenta una mancata attuabilità del POF (Piano Offerta Formativa), quindi un danno agli studenti. Danno perché mancherà la possibilità di fare nei laboratori l’esperienza che forma lo studente, che ha liberamente scelto di frequentare una scuola che dava la possibilità di testare, sviluppare e migliorare le capacità intellettive realizzando manualmente delle opere. Questo secondo me è un grave danno, un dolo e la nostra frase: “va bè ma noi che possiamo farci?” è l’autorizzazione per chiunque di fare dei nostri figli quel che vuole, impedendogli di avere ciò che gli spetta. L’istruzione è un diritto! Anche quella degli studenti del Liceo Artistico. E lo è anche il rispetto!

Sicuramente si può ancora fare qualcosa, non il solito scarica barile, perché non è questo l’esempio di vivere nella società che è giusto dare ai ragazzi. Riprendiamo coscienza dei diritti che abbiamo. Tutti! Anche gli studenti dell’ex Istituto “Juana Romani”.

Stefania Catese