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Freud tra scienza e psicoanalisi: gli albori

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Una lezione di storia della psicologia: Freud da neurologo e scienziato, a padre della psicoanalisi. Leggi l'approfondimento!

Gli inizi 

Talvolta mi è stato chiesto di parlare o scrivere dei passaggi più rilevanti di Freud e delle sue scoperte, e come ogni discente il timore è maggiore tanto più ci si avvicina al maestro. Poi, nelle manifestazioni quotidiane della mia divisione soggettiva, fra l’ospedale e la clinica a studio, ho ripensato ad una preziosa lezione frequentata durante la scuola di specializzazione in cui la mia spaccatura aveva un luogo e in cui la storia della psicologia non era poi differente dalla mia personale storia della psicologia. 

La lezione era Storia della Neuropsicologia per essere più precisa e ci addentravamo all’interno degli albori delle scoperte e ricerche che a posteriori rappresentano i precursori della nascita della psicologia. Ognuno aveva un autore miliare su cui studiare, cercandone i cavilli storiografici, scarsamente raggiungibili, non spiegati dai docenti universitari ma soprattutto i cui dettagli e passaggi erano la vera e propria ricerca poiché scarsamente cronologizzate.

Mi aggiudicai Jean Martin Charcot, che assieme all’ospedale della Salpêtrière, propriamente detto Gruppo ospedaliero de la Pitié-Salpêtrière, mi accompagnarono in un viaggio da sogno. Il contesto era già metà dell’opera, infatti la Salpêtrière non era un luogo di accoglienza di malati, poiché non venivano svolte funzioni mediche, bensì accoglieva i pazzi, specificatamente gli incurabili, almeno fino alla Rivoluzione Francese. 

Una nuova era prese piede grazie a Philippe Pinel nel XVIII secolo, grazie al quale alcuni metodi sconsiderati furono abbandonati per un trattamento di rispetto definito “le traitement moral“: dunque iniziò l’era dei trattamenti terapeutici che prevedevano rispetto morale e cura delle persone, e nel 1862, a ventitré anni, con aria trionfante, ebbe inizio la storia della neurologia a cavallo con la psicologia per mezzo di Jean-Martin Charcot. Tralasciando la lungimirante idea di suddivisione delle specializzazioni mediche a lui dovuta, nel 1873 iniziò a tenere un corso sulle malattie nervose che lo resero un vero e proprio cultore dell’essere umano di successo poiché intraprese qui i primi studi sull’isteria e l’ipnosi

Se si parla di isteria, automaticamente come nei migliori teatri, vengono in mente alcune figure in modo prorompente: Charcot appunto, Breuer e Sigmund Freud, noto come il padre della psicoanalisi (e in quanto tale non poté nascere come psicoanalista, almeno prima di essere stato un medico, più precisamente un neurologo). 

Medicina a Vienna

Nel 1873, alla fine di un brillante percorso terminato con  un esame fiorito di lode, Sigmund si iscrive alla Facoltà di Medicina di Vienna nota come «un centro di formazione non solo per medici ma anche per i futuri ricercatori nel campo della biologia». Teorico e appassionato, ambizioso e spregiudicato impiegò alcuni anni per terminare gli studi di medicina poiché era solito dare attenzione fugace a letture filosofiche e seguire le lezioni di Brentano, ma le sue passioni erano molteplici e seguendo i corsi Claus sulla zoologia e sul darwini­smo si intrattenne infine alle lezioni di Briicke sulla fisiologia per mezzo del quale usufruirà di una borsa di studio a Trieste nella stazione zoologica sperimentale dove condurrà uno studio sugli organi sessuali delle anguille. 

Quando tra le sei e le sei e mezza, le mani sporche di sangue bianco e rosso degli ani­mali marini e con ancora frammenti di cellule che mi tremulano davanti agli occhi e che mi turbano anche nei sogni[…] lo torturo me e le anguille per trovare il loro maschio, ma invano, tutte le anguille che apro sono del sesso debole (Freud, 1871). 

Dalle parole scritte in uno scambio epistolare si evince il turbamento che lo coglie in questa posizione di sperimentatore, che tuttavia rappresenta la prima pubblicazione della sua vita. Tra il 1876 e il 1882 si occupò dello studio dell’istologia del sistema nervoso grazie ai quali si intravede un ulteriore tratto visionario circa le future teorie dei neuroni grazie agli studi sulle caratteristiche morfologiche del sistema nervoso nei pesci, costituito da cellule bipolari e delle cellule degli animali superiori definite monopolari.

“Über Coca”

Ma le questioni economiche e di pubblicazione fanno leva sulla necessità di spostarsi, quindi il dottor Freud nel 1884 passa dal laboratorio alle stanze dei malati e alle loro storie cliniche.

“Oggi finalmente ho messo in ordine le mie storie cliniche, e ho cominciato a studiare un caso nervi, dunque l’inizio una nuova era[… ] se farò una scoperta nei pros­simi tre mesi avrai il serpente d’oro che ti avevo promesso ai tempi di Nothnagel (7 gennaio 1884, Freud alla fidanzata).” 

Nell’aprile del 1884 comunica alla fidanzata di un nuovo progetto che lo appassiona molto.

​​”Ho in mente inoltre un progetto e una speranza che voglio co­municarti; forse non ne verrà fuori nulla. Si tratta di un esperimento terapeutico. Sto leggendo qualcosa a proposito della cocaina […] voglio procurarmi questo preparato e sperimentarlo […]. Forse già altri lavorano a questa cosa. Ma non voglio tralasciare di tentare, e sai che ciò che si tenta spesso e si vuole sempre finisce per riuscire. A noi non occorre più di questo colpo fortunato per pensare alla nostra casa… (aprile 1884).”

Pubblicherà così nel 1885 “Über Coca” studiando gli effetti antidolorifici e stimolanti della cocaina, grazie al quale si intravedono i passaggi dalla descrizione fenomenica alla spiegazione.  Nel giugno dello stesso anno riceve l’incarico di docenza che ricoprirà con gli insegnamenti anatomici, fisiologici e clinici. 

“ Il dado è tratto. Oggi mi sono fatto la barba e sono andato da Nothnagel [ … ] “le chiedo se in base ai lavori che ho fatto posso chiedere la docenza o devo aspettare ancora”. “Quante cose ha fatto dottore? Sulla coca (la coca dunque è legata al mio nome)”. Interruppi presentando il pacchetto delle mie “opere raccolte” […] si limitò a contare “Otto-nove, disse, o Dio si presenti senz’altro.”

“Sto provando il mio saggio di lezione sotto un caldo implacabile […] sono curioso di sapere chi verrà domani a lezione. Non ho invitato nessuno. strano che debba trovarmi proprio nell’aula di Briicke, dove con entusiasmo senza pari ho fatto i miei primi lavori e dove speravo di trovarmi accanto al vecchio, almeno come assistente. Che sia un segno secondo il quale posso tornare al lavoro scientifico e alla teoria ? [ … ] il colloquio è andato benissimo […] da ora in poi posso essere veramente considerato docente (giugno 1884). 

Alla fine di giugno partirà per 69 mesi a Parigi, dove seguirà le lezioni di Charcot sull’anatomia cerebrale che lascerà un segno indelebile all’interno dei suoi studi e delle sue ispirazioni.

Pediatrica, Afasia e Isteria

Ma rispetto al Freud immesso nella scuola francese, c’è al ritorno un Freud che si occupa per qualche mese di patologie pediatriche a Berlino: prendono così piede gli studi sulle paralisi cerebrali infantili presso il reparto neurologico dell’istituto pediatrico di Kassowitz. Così al rientro a Vienna si divide tra la clinica e la ricerca: facendo tesoro degli studi fatti con Charcot sull’isteria, prosegue con le scoperte neuroanatomiche e neuropatologiche. Fanno parte di questa epoca gli studi sull’afasia che lo vedono critico rispetto alla posizione Wernikiana a favore di una interpretazione meno localizzazionista e più fluida della lesione e dei suoi derivati. Ma nel 1897 lo studio sulla sessualità infantile e sul complesso di Edipo segna la linea che separa il Freud neurologo e scienziato con ciò che il divenire inizia a mostrare, gli albori della psicoanalisi