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Yahoo! News: vivo o morto, Washington voleva Julian Assange

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Julian Assange torna a far discutere. Stavolta non per aver divulgato informazioni top secret sulla rete attraverso il sito WikiLeaks.
Yahoo! News: vivo o morto, Washington voleva Julian Assange

Julian Assange torna a far discutere. Stavolta non per aver divulgato informazioni top secret sulla rete attraverso il sito WikiLeaks. Bensì perché la CIA di Mike Pompeo pianificava il suo rapimento o assisinio, secondo quanto riportato da Yahoo News.

Scoppia il “caso WikiLeaks”

Ripercorriamo rapidamente il caso WikiLeaks per capire cosa spinge un governo democratico come gli Stati Uniti, che non è certo assimilabile a regimi autoritari contemporanei, a programmare un rapimento o assasinio di un giornalista su territorio straniero.

Julian Assange balza alla cronaca nell’autunno 2010, quando attraverso il sito di informazione WikiLeaks pubblica migliaia di documenti classificati statunitensi ricevuti da Chelsea Elizabeth Manning – nata Bradley Edward Manning – riguardanti crimini di guerra delle truppe americane in Iraq e Afghanistan. Assange diventa una minaccia alla sicurezza nazionale.

Julian Assange diventa rifugiato politico

WikiLeaks con le sue rivelazioni ha irritato non poco la politica americana. Inviso a Obama, Trump e ora Biden.

I suoi guai giudiziari iniziano presto dopo le prime scottanti rivelazioni. Il tribunale di Stoccolma spicca un mandato d’arresto; spunta un’accusa di stupro. Assange nega, e punta il dito contro gli Stati Uniti che lo vorrebbero estradare per le sue rivelazioni. 

Viene arrestato a dicembre 2010 da Scotland Yard, dove si era presentato spontaneamente in seguito al mandato di cattura dell’Interpol. La Svezia chiede l’estradizione, ma si teme che dietro ci sia la volontà di estradarlo negli Stati Uniti, dove lo aspetterebbe un processo per spionaggio – con condanna che va dall’ergastolo alla pena di morte.

Nel giugno 2012 Assange si rifugia presso l’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove rimarrà per quasi sette anni. Il governo Correa gli concede lo status di rifugiato politico mentre è ancora nella sede diplomatica, sotto la minaccia di un blitz del Regno Unito che non vuole concedere un salvacondotto verso l’Ecuador. 

La sconfitta di Hillary Clinton

Nel frattempo tramonta nel 2016 l’esperienza di Obama, e ormai è tempo di un nuovo presidente: Hillary Clinton è certa della vittoria contro l’outsider “The Donald” Trump. Nel mezzo delle primarie democratiche, WikiLeaks rivela email riservate dell’account personale di posta dell’allora Segretario di Stato Clinton.

Scoppia lo scandalo che vede coinvolta la candidata Presidente in comunicazioni che dimostrerebbero il coinvolgimento di Qatar e Arabia Saudita nel supportare la nascita dell’ISIS. Subito si insinua che dietro questa nuova fuga di notizie ci sia Mosca. Assange nega e lancia accuse di neo-maccartismo.

Vince Donald Trump e per Julian Assange adesso arriva anche l’ostracismo della politica e della stampa progressista statunitense, che fino ad allora lo aveva incensato come un oracolo della trasparenza e della verità sopra ogni cosa.

Il piano della Central Intelligence Agency

Nel 2017 il leak “Vault 7” di WikiLeaks assesta un colpo brutale al servizio di intelligence USA, rivelando tutti quei trucchetti che permettono all’agenzia di spiare attraverso computer, smartphone e smart tv

Come mettere fuori gioco Julian Assange dunque? Rapirlo e se necessario assassinarlo. Questo è il piano della CIA. Anche su territorio straniero. Anche se quel territorio si chiama Regno Unito, ed è l’alleato per eccellenza oltre oceano. 

Il timore che la Russia possa farlo fuggire da Londra è troppo grande perché il numero uno Mike Pompeo si lasci sfuggire un bersaglio del genere. Così prende corpo il piano.

Un’operazione a metà tra un film di James Bond e il macabro omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Quest’ultimo, ucciso nel 2018 presso il consolato saudita di Istanbul per ordine – presunto – del principe ereditario Mohammed bin Salman.

Si deve procede a ogni costo, fino a ingaggiare uno scontro a fuoco nelle strade di Londra tra servizi americani e inglesi contro agenti dello spionaggio russo. Speronare l’automobile o crivellare di colpi gli pneumatici dell’aereo che lo avrebbe imbarcato. 

Questo è ciò che emerge dalle rivelazioni di Yahoo! News. Mike Pompeo, ex capo dei servizi segreti era pronto a tutto per mettere a tacere Assange.

Oggi Julian Assange è rinchiuso nella HM Prison Belmarsh, a Londra. Le accuse di stupro sono cadute in prescrizione, restano le accuse di rivelazione di segreti di stato. I suoi difensori auspicano che la corte inglese tenga conto delle ultime rivelazioni nella loro decisione sull’estradizione negli Stati Uniti.

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