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Alle Olimpiadi il fashion conta tanto quanto lo sport

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Alle Olimpiadi il fashion diventa parte integrante e fondamentale del patrimonio culturale e dell’identità nazionale
Alle Olimpiadi il fashion conta tanto quanto lo sport

Sono iniziate le attese Olimpiadi 2020 di Tokyo. Gli Stati sono in fermento e il mondo del fashion vuole essere il protagonista anche in questo caso. D’altronde quale miglior celebrazione, se non questa, è in grado di accendere (ed infuocare) tanto forte i riflettori sul proprio paese?

La cerimonia di apertura: spettacolo da non perdere

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi è uno spettacolo immenso e super emozionante, forse è il momento più seguito rispetto a tutto il resto delle Olimpiadi (per quanto possa sembrare assurdo).

È per questo che ogni qualvolta si celebra questo enorme evento sportivo, ogni paese ha il desiderio di esprimere come meglio può la propria identità ed apparire al resto degli occhi, che scrutano e si emozionano, la versione migliore di sé.

E non parlo solo a livello sportivo, ma di moda! Uniformi, divise personalizzate per ogni Stato si alternano ogni 4 anni sfidandosi, in questo caso, a colpi di tessuti e design. Infatti, nel corso del tempo, ogni squadra nazionale ha deciso di rivolgersi ai più eccellenti fashion designer per donare alle proprie uniformi un tocco unico e distintivo.

Soprattutto quest’anno, il tema “fashion” è davvero molto sentito. E si vocifera che proprio le Olimpiadi 2020 potrebbero diventare i primi giochi Olimpici in cui vengono effettivamente portate nel campo sportivo le ultime tendenze di moda. 

L’introduzione degli ultimi trend in tema moda è ovviamente mirato: aiuta a poter guadagnare valore sotto un ulteriore punto di vista rispetto a quello dello sport. 

Un po’ di storia

Oggi brand famosi come Ralph Lauren per gli Stati Uniti, Armani per l’Italia, Lacoste per la Francia vestono le proprie nazionali, mentre tutti gli altri paesi del resto del mondo hanno ingaggiato importanti maison di moda che creassero dei look ad hoc per il proprio team. 

Ma non è sempre stato così: nell’antichità addirittura, nelle Olimpiadi si gareggiava completamente nudi, già dal 1908 si iniziarono a vedere le prime uniformi standardizzate, ma si dovette aspettare fino agli anni ‘70 e ‘80 per assistere all’entrata trionfale e definitiva della moda nei giochi olimpici: André Courrèges, Halston e Valentino Garavani furono i primi. Oggi, il fashion diventa parte integrante e fondamentale del patrimonio culturale e dell’identità nazionale.

Uno degli eventi storici che hanno segnato il percorso della moda nei giochi Olimpici è stato il brand Levi’s che in occasione di Los Angeles ’84 divenne pioniere del concetto dell’interattività tra brand e persone. Infatti, lasciò che fosse la gente a scegliere le nuove divise degli 800 atleti e, con la partecipazione al voto di quattro milioni di americani, vinse lo stile “active”. Le Olimpiadi diedero ulteriore visibilità e riconoscibilità a quello stile da baseball tipico dell’immaginario americano con tracksuit colorate dai tre colori della bandiera statunitense: bianco, rosso e blu. 

Members of the US Olympics Team wave to spectators as they march into the LA Coliseum during the opening ceremonies for the 1984 Summer Olympics.

Indimenticabile lo styling di Christian Louboutin per la nazionale cubana nelle Olimpiadi di Rio del 2016. Il designer decise di rappresentare attraverso le uniformi la realtà contemporanea del Paese: il risultato fu una divisa mai vista prima, con giacche sartoriali rosse o beige con patch della bandiera cubana e ispirate alle tradizionali camicie “guayabera”, scarpe in pelle e sandali in stile Louboutin. La moda in questo caso servì per creare un nuovo immaginario a livello internazionale caratterizzato da modernità ma pur sempre storia e tradizione. 

Alle Olimpiadi il fashion diventa parte integrante e fondamentale del patrimonio culturale e dell’identità nazionale
Alle Olimpiadi il fashion conta tanto quanto lo sport – Rio 2016 Louboutin x Cuba

E oggi? I momenti fashion più iconici delle Olimpiadi Tokyo 2020

Ecco una carrellata dei look più iconici delle Olimpiadi 2020.

Giappone

Largo spazio agli stilisti indipendenti per il Giappone: alla sfilata d’apertura la cantautrice giapponese Misia si è esibita nell’inno nazionale vestendo lo stilista indipendente Tomo Koizumi. Una mossa controcorrente rispetto a tutti gli altri brand, ma che ha permesso al Giappone di far parlare di sé sotto un altro punto di vista rispetto a quello sportivo. Un abito che sembra quasi un’opera d’arte, strati e strati di tulle cuciti come fossero origami: un abito da brividi.

Alle Olimpiadi il fashion diventa parte integrante e fondamentale del patrimonio culturale e dell’identità nazionale
Alle Olimpiadi il fashion conta tanto quanto lo sport – Tomo Koizumi x Giappone

Argentina

Gli ultimi trend più amati dalla Generazione Z è quello dei “bucket hat” o volgarmente conosciuti come “cappelli da pescatore”: per l’Argentina vale la pena indossarli per le proprie uniformi con trama a scacchi.

Bermuda

Impossibile non presentarsi con un must della moda che tra l’altro è nativo del proprio paese: le Bermuda fanno la propria entrata trionfale indossando, appunto, gli bermuda! Il colore rosa confetto è tutto dire: dona un pizzico di brio al look colorato con camicia bianca e giacca blue navy.

Alle Olimpiadi il fashion diventa parte integrante e fondamentale del patrimonio culturale e dell’identità nazionale
Alle Olimpiadi il fashion conta tanto quanto lo sport – Bermuda

Liberia

L’atleta liberiano Emmanuel Matadi e la compagine sportiva e amministrativa del paese chiamano personalmente lo stilista vegano Telfar Clemens per chiederne il suo coinvolgimento. Un brand che nasce con lo scopo di portare una moda inclusiva, sostenibile e genderless. Telfar disegna una collezione di 70 pezzi tra cui felpe, tute, borsoni e scarpe da ginnastica, tutti decorati con la bandiera liberiana e il logo di Telfar. La rivista Vogue, ha già designato le uniformi della Liberia come le più cool di tutte le Olimpiadi. 

Alle Olimpiadi il fashion conta tanto quanto lo sport – Telfar x Liberia

USA

Gli Stati Uniti Semper Fidelis e si lasciano rappresentare ancora una volta da Ralph Lauren che sfodera la carta della sostenibilità. Al centro la collaborazione con Dow e l’impiego della linea l’ECOFASTTM Pure, ovvero il Sustainable Textile Treatment: una soluzione avanzata di pre-trattamento volta a una tintura del cotone più rispettosa dell’ambiente che riduce l’inquinamento e lo spreco di acqua.

Le tute sono state realizzate utilizzando materiali a basso impatto ambientale, introducendo come novità una variante di pelle in poliestere prodotta con plastica interamente riciclata.

Alle Olimpiadi il fashion diventa parte integrante e fondamentale del patrimonio culturale e dell’identità nazionale
Alle Olimpiadi il fashion conta tanto quanto lo sport – Ralph Lauren x USA

Messico

Il Comitato Olimpico messicano e “High Rise”, un’etichetta di design, chiedono l’aiuto del pubblico da casa: una competizione online diventa il luogo di decisione per coinvolgere gli utenti nella scelta dell’estetica nazionale che avrebbe rappresentato la squadra messicana alle Olimpiadi. Il risultato è un’uniforme dal ricamo tradizionale zapoteco sui risvolti e abiti con ricami delle donne dell’istmo di Tehuantepec a Oaxaca.

Dulcis in fundo: Italia

“Squadra che vince non si cambia” e l’Italia di certo non vuole rinunciare anche questa volta al designer Giorgio Armani e all’omonimo brand Emporio Armani, che ha stupito il mondo intero (anche negativamente) con una collezione che parla di diversità che accomuna, di valori nazionali e linee semplici ma d’impatto che elogiano il Sol Levante.

Le divise italiane sono state realizzate in poliestere tricot shiny riciclato bianco, colore che rappresenta la purezza dello sport, e un tricolore un po’ particolare: l’unione tra il patriottismo italiano e lo stile del Sol Levante giapponese si fondono per diventare un perfetto connubio di stile e racconto culturale.

 

Nonostante gli styling discutibili e opinabili, il mix generato dall’unione della forza creativa e lo spirito tecnico sportivo è in ogni caso da brividi. 

Alle Olimpiadi il fashion conta tanto quanto lo sport – Emporio Armani x Italia