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L’ascesa di TikTok

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Considerato ancora da molti solamente il social “dei balletti” e dei ragazzini, TikTok conta oggi 689 milioni di utenti attivi in tutto il mondo.
L'ascesa di Tik Tok

Considerato ancora da molti solamente il social “dei balletti” e dei ragazzini, TikTok conta oggi 689 milioni di utenti attivi in tutto il mondo.

Ancora pochi, si potrebbe argomentare, rispetto ai numeri del ben più anziano Facebook, che annovera 2 miliardi 740 milioni di utenti attivi.

Il vero potere di TikTok si rivela, però, in altre cifre: secondo un recente sondaggio di Adweek, il 49% dei TikTokers avrebbe acquistato prodotti o servizi dopo averne visto la pubblicità o la recensione sull’app.

In pratica, quasi metà delle persone attive sulla piattaforma sarebbe stata portata all’acquisto grazie ai contenuti visualizzati al suo interno.

Non stupisce, dunque, che TikTok abbia di recente cominciato a testare anche nel mercato europeo le vendite in app, una feature già presente sulle piattaforme dei principali competitor Instagram e Facebook, per ottimizzare ulteriormente il percorso di acquisto.

Considerato ancora da molti solamente il social “dei balletti” e dei ragazzini, TikTok conta oggi 689 milioni di utenti attivi in tutto il mondo.
L’ascesa di Tik Tok

Dai primi fallimenti alla nascita di TikTok

La storia di TikTok comincia nel 2014, con il lancio di un’app di lip sync chiamata Musical.ly.

Musical.ly è nata dalle menti di Alex Zhu e Luyu Yang, due amici che si erano conosciuti qualche anno prima lavorando in una compagnia di assicurazioni di Shanghai.

Musical.ly non era la prima app nata dalla collaborazione dei due: il loro primo tentativo si chiamava Cicada Education, una piattaforma pensata per creare brevi video educativi su smartphone, che però non ebbe successo.

L’idea per Musical.ly arriva grazie ad un’osservazione di Alex che, passando molto tempo come pendolare sulla linea ferroviaria della Bay Area di San Francisco, notò quanto i giovani amassero guardare a lungo video sui propri cellulari.

Considerato ancora da molti solamente il social “dei balletti” e dei ragazzini, TikTok conta oggi 689 milioni di utenti attivi in tutto il mondo.
I fondatori di TikTok, Alex Zhu e Luyu Yang.

I primi grossi finanziamenti, per ben 151 milioni di dollari, arrivano a Musical.ly da venture capital come Greylock e GGV.

Zhu e Yang gestiscono l’azienda dalla Cina, ma al contempo sviluppano un avamposto oltreoceano a Santa Monica in California. Musical.ly si rivela un successo nettamente superiore rispetto alla loro prima impresa. L’app, che al tempo stava cercando di andare oltre i semplici video di lyp sync, faticava però a mantenere gli utenti coinvolti nel tempo.

Nel 2017 i due amici decidono di vendere la loro creazione alla società cinese ByteDance per quasi un miliardo di dollari. Zhu e Yang cominceranno poi a lavorare come dirigenti per la casa madre.

Nell’agosto 2018 è proprio ByteDance a combinare Musical.ly con un’app di nome TikTok, lanciata quasi un anno prima.

TikTok porta nel mix un elemento cruciale al futuro successo del social: un algoritmo raffinato per offrire video agli utenti in base ai loro interessi. ByteDance era riuscita a sviluppare questo algoritmo grazie all’esperienza acquisita con la creazione di Toutiao, il proprio aggregatore di notizie, che usava una tecnologia simile.

Per la fine dell’anno, TikTok aveva 271 milioni di utenti mensili. Sarebbero quasi raddoppiati, superando la soglia dei 500 milioni, prima del Natale 2019.

Le ragioni del successo globale

TikTok è riuscito sin dagli albori ad occupare una fetta di mercato che, fino al suo arrivo, era stata lasciata (forse saggiamente) scoperta, vale a dire quella dei giovanissimi.

Mentre il competitor Vine cercava utenti adolescenti, magari studenti delle superiori, TikTok non si fece particolari scrupoli nel puntare ad un target ancora più giovane, quello dei dodici-tredicenni.

Un altro fattore che ha giocato un ruolo chiave nel successo di TikTok è stata la sua capacità di fidelizzare i propri content creators. L’azienda ha dedicato al suo Creator Fund più di un miliardo di dollari per i prossimi tre anni, un fondo a cui gli influencer possono fare domanda per ricevere finanziamenti dall’azienda.  L’obiettivo è quello di rendere i creatori di contenuti fedeli all’app ed evitare, così, che passino ai propri competitor.

Charlie D’Amelio, influencer con 115, 5 milioni di followers su TikTok.
L’ascesa di Tik Tok

La reazione dei competitor

Facebook ha risposto alla minaccia rappresentata da TikTok aggiungendo su Instagram una propria funzione di video brevi, i Reels, e concentrandosi sull’aggiunta di funzionalità che consentano agli utenti di guadagnare dai propri follower.

Snapchat, nel frattempo, sta pagando fino a un milione di dollari al giorno gli utenti che pubblicano contenuti nel suo nuovo feed, Spotlight, che a marzo contava 125 milioni di utenti.

Lo scorso anno YouTube ha lanciato a livello internazionale i suoi YouTube Shorts. Sono stati un successo: anche prima del lancio negli Stati Uniti a marzo, i video in questo format avevano raccolto ben 6,5 miliardi di visualizzazioni.

Per rispondere all’offensiva del gigante di Palo Alto, TikTok si sta concentrando sull’espansione della sua tecnologia di live streaming che, a causa delle restrizioni ai movimenti, è diventata particolarmente popolare durante la pandemia. Inoltre ha introdotto nuovi strumenti di modifica come Stitch, che consente agli utenti di ritagliare e utilizzare scene da altri video.

TikTok continua, poi, a diversificare i propri contenuti: i generi recenti più popolari includono #TeachersOfTikTok (9,2 miliardi di visualizzazioni), #EarthDay (4,5 miliardi), #MentalHealthAwareness (3,3 miliardi) e #SupportSmallBusiness (2,1 miliardi).