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Ciao maschio! Il maschile plurale raccontato da una mostra

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Dal 23 giugno al 1 novembre 2021 alla Galleria d’Arte Moderna di Roma è in mostra “Ciao Maschio!”, l’esposizione che capovolge l’idea di una mascolinità “monolitica” rivelandone le diverse complessità.
immagine guida di Pax Paloscia

Dal 23 giugno al 1 novembre 2021 alla Galleria d’Arte Moderna di Roma è in mostra “Ciao Maschio!”, l’esposizione che capovolge l’idea di una mascolinità “monolitica” rivelandone le diverse complessità.

La mostra

Più di 100 opere esposte alla Galleria di Arte Moderna (GAM) di Roma, tra fotografie, dipinti, sculture e film, rappresentano l’evoluzione della rappresentazione e del ruolo dell’uomo nella società, soprattutto dagli anni Sessanta in poi. 

Ad aprire la mostra, l’installazione urbana site specific della street artist Pax Paloscia  “Contemporary Gods”: un’analisi sull’adolescenza maschile, vista come una fase di passaggio caratterizzata da forti cambiamenti fisici e psicofisici. L’esposizione poi si sviluppa in diverse sequenze tematiche che esplorano la crisi maschile contemporanea, ispirandosi al film diretto da Marco Ferreri del 1978 (da cui la mostra prende anche il nome).

 Il volto del potere

Coprendo un’intera sala del museo, la prima sezione tematica rende l’idea dell’invadenza: mostra come con l’arte del Novecento si sia contribuito a creare nell’immaginario comune l’idea dei super-uomini, dando un volto, non solo metaforicamente, al patriarcato.

 Il volto del terrore

I tre ritratti ufficiali di Hitler, Mussolini e Stalin, fungono da emblemi del terrore e della violenza sui popoli che ha caratterizzato tutto il Novecento. Il potere che questi tre “maschi” hanno esercitato per devastare il mondo non potrà, e non deve, essere cancellato dalla nostra storia. Il significato di questa area insiste sull’importanza della memoria per non ripetere le stesse oscenità. Per questo i ritratti dei tre dittatori vengono messi a confronto con le opere di Fabio Mauri, Gerhard Richter e le parole di Hannah Arendt tratte da “La banalità del male” (1963) .

Identità maschile

In questa sezione si presenta il maschile nella nostra cultura a partire da opere sulla guerra e sulla violenza “dell’uomo sull’uomo”, sulla famiglia in tutte le sue forme e sul tema della bellezza ed autocoscienza del Sé.

  Culto del corpo ed etica dello sport

Intendendo il corpo come una questione che intreccia natura e cultura, in questa parte della mostra si presenta il concetto della “ricerca di un altro corpo”: assumere un aspetto e un’identità che rispondono alle richieste del contesto o contrastare i codici condivisi rinunciando ad essi? Si presentano così sia il tema del genere non-binario o genderqueer che quello del corpo modellato dallo sport, spesso trasformato in opera d’arte.

Uomini visti da donne

Non poteva mancare uno sguardo esterno in questa indagine iconografica sul “maschio”. 

Attraverso l’obbiettivo di importanti artiste e fotografe della seconda metà del Novecento, traspare molto spesso l’idea di un maschio artista o maschio di potere dell’uomo contemporaneo. 

Oltre la mostra

La mostra comprende anche una rassegna cinematografica che osserva il “super-io” filmico maschile del cinema sperimentale italiano negli anni Sessanta e Settanta: “UN SUPERMASCHIO”. Realizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, in collaborazione con il CSC – Archivio Nazionale Cinema Impresa, curata da Annamaria Licciardello (Cineteca Nazionale), la rassegna ha un programma con cadenza quindicinale.

Inoltre, Ciao maschio! È accompagnata da un catalogo con scritti inediti di: Arianna Angelelli, Ritanna Armeni, Claudio Crescentini, Alessandra Grandelis, Mark Jenkins, Annamaria Licciardello, Francesca Lombardi, Andrea Minuz – con intervento di Anselma Dell’Olio, Alex Pagliardini, Federica Pirani, Fiorenza Taricone e Daniela Vasta. Gangemi editore.

Informazioni

Periodo: 23/06 – 14/11/2021

Sede: Galleria d’Arte Moderna di Roma (Roma).

Cura: Arianna Angelelli, Claudio Crescentini, Federica Pirani.

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