Martedì mi sveglio di soprassalto, col rumore di qualcosa che cade in terra. Perfino alle 6:20 del mattino la mente gira velocissima: un ladro…!
Accendo le luci in camera e comincio a parlare a voce alta con un amico immaginario (grande tecnica di sviamento riacchiappata tramite qualche ancestrale meccanismo di sopravvivenza), dopodiché mi avventuro guardinga in corridoio.
Accendo la luce nella stanza adiacente alla mia, il bagno.
Noto che il portaspazzolini è rovesciato, il contenuto sparso in terra.
La mente sbadigliante comincia ad accusare. Fortunatamente basta il tempo di formulare la considerazione “Ma che razza di ladro è?” e ogni mia congettura viene spazzata via, perché una cosa grigia e pelosa grande quanto il mio piede (porto 37/38) striscia rapida tra water e bidet.
E allora tu che hai ratto??
Sempre grazie allo spirito guerriero che ho ereditato dagli antenati, grido e salto sul posto agitando convulsamente le braccia. L’effetto è che il ratto si spaventa e mi supera per andarsene da qualche altra parte. Lo imito in direzione opposta e mi rintano in camera per la successiva mezz’ora (6:20 – 6:50 AM), mentre il mondo giustamente dorme e nessuno mi risponde su Whatsapp.
Non vi ammorberò con i dettagli e gli sviluppi della fognos- ehm, rognosa vicenda, mi limiterò a spargere un po’ di panico dicendovi che abito al terzo piano in città e che non è escluso siano entrati dal water.
Sigh sob, me topina!
Comunque, al di là di ragionamenti (e imprecazioni) vari, dopo giorni di studio sono giunta ad una conclusione: nessuno sa esattamente cosa mangino i ratti.
Nel corso delle ultime nefande giornate, decine di persone tra amici, parenti, vicini, colleghi e professionisti mi hanno offerto consigli, condoglianze e spruzzate di ammoniaca, ma nessuno è stato concorde nell’indicarmi l’esca perfetta da utilizzare per attirare i topi nelle trappole (che volendo possono essere topo-friendly e non necessariamente letali).

Mi sono stati raccomandati, in ordine alfabetico: burro d’arachidi, cioccolato, cioccolato bianco, croccantini per cani, formaggio (!), mela, mortadella, noci, nutella, pera, panettone, salame. Qualcuno spingeva sull’irresistibilità delle granaglie, altri sul loro bisogno di nutrienti, altri ancora su alimenti odorosi o ricchi di acqua.
In realtà, come anche per gli uomini, un ratto è onnivoro e se affamato mangia un po’ di tutto. Potendo scegliere invece si orienterà su alcune cose in particolare (quali non l’ho capito): in ogni caso, temo di avergli proposto una dieta troppo invitante e bilanciata per invogliarlo ad andarsene celermente.
Peccato, mi piaceva Ratatouille
Altre nozioni topesche che ho scoperto e non sapevo:
- si muovono principalmente al buio e perimetralmente, non attraversano il centro delle stanze;
- se si nutrono poi lasciano grandi quantità di escrementi e la loro urina è particolarmente puzzolente e fastidiosa;
- hanno una struttura ossea molto fine, per cui possono passare dentro buchi e attraverso fessure anche di mezzo centimetro;
- sono neofobici (o kainfobici): diffidano di ciò che non conoscono o dei cambiamenti, a fronte dei quali tendono a rintanarsi o scappare;
- sono abbastanza gregari e si riproducono più volte l’anno, per cui spesso si muovono a coppie o gruppetti (piango);
sono intelligenti e godono di ottima memoria (piango due volte, va a finire che ritrovano pure la strada).

Condivido nella speranza che la mia disavventura possa essere d’aiuto a qualcuno, ma con l’occasione rilancio: se avete una tecnica degna del Pifferaio di Hameln, non esitate a commentare!






