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Liceo “Landi” al collasso, istituzioni immobili e studenti pronti alla protesta

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Il liceo scientifico "Landi" di Velletri

“Anno nuovo, scuola vecchia”: è certamente un’espressione familiare agli studenti superiori di Velletri e ai loro genitori. In molti, infatti, auspicavano un inizio dell’anno scolastico con garanzie rinnovate, all’insegna della fiducia, termine fin troppo abusato da governanti e non. La fiducia nelle istituzioni, come la Provincia e quella nei propri concittadini, tutti insieme uniti per una gestione consapevole del territorio e dell’utenza.
Ma andiamo con ordine.
Degli anni passati, se pensiamo alla scuola ricordiamo molte riforme e altrettante proteste, in entrambi i casi quasi mai decisive. Due anni fa fu la legge “Aprea” a spaventare corpo docenti, alunni e genitori, l’anno scorso invece una situazione disastrosa degli edifici scolastici fece scendere centinaia di studenti in piazza. Il tutto aggravato dal costante problema del sovraffollamento delle strutture (è di pochi giorni fa la notizia di una classe da 43 alunni nel liceo Manzoni di Caltanissetta) e dall’inesistenza di un interlocutore vero.

Ma i termini da aggiungere alle parole abusate, sedotte e abbandonate sono altri due: trasparenza e cambiamento.
La trasparenza non è mai pervenuta alle dirigenze dei nostri istituti, convocate singolarmente dalla Provincia che ha il compito di gestire gli edifici di sua proprietà e, dunque, di individuare le succursali di cui (purtroppo o per fortuna) i nostri licei hanno bisogno.
A tal proposito, ad oggi sappiamo che non tutti a Velletri ne hanno una a disposizione, a partire dal Liceo scientifico “A. Landi”, che pure ha dimostrato nel corso degli anni di essere un’eccellenza nel Lazio grazie ai progetti che ha realizzato, in particolare il laboratorio teatrale e le olimpiadi di matematica.
Ma per il “Landi” non c’è traccia nemmeno del tanto sbandierato cambiamento, dal momento che negli ultimi sette anni scolastici ha alternato cinque sedi succursali e che, nonostante il governo abbia individuato sedici interventi urgenti all’interno del nostro comune, permane ancora l’inagibilità dell’aula magna e la fatiscenza delle strutture, nello specifico delle classi dell’ultimo piano. Eppure la Provincia aveva garantito (stando alle comunicazioni di vari siti web – tra le quali un avviso firmato dal dirigente del Liceo scientifico) la disponibilità delle classi dell’istituto Cesare Battisti, evidentemente ancora non occupate.

Insomma, la situazione non è certo delle più rosee: di cambiamenti all’orizzonte non se ne vedono e la fiducia e la trasparenza si opacizzano nella nebbia dell’incertezza. Quest’ultima incrementata anche dal processo iniziato con la legge n. 56 del 7 aprile 2014, che dispone il passaggio dalla Provincia di Roma alla Città metropolitana e la speranza è che Velletri alla fine non risulti sempre più lontana dalle risposte che le competono.
Il rischio, tuttavia, c’è e si aggiunge a quello di aver creato una scuola-azienda costretta ad una concorrenza insensata e controproducente con gli altri istituti. E con queste premesse, al momento, l’unica certezza sembra essere quella di una nuova mobilitazione, che unisca studenti, genitori e corpo docenti contro il nemico comune, quell’immobilismo che da anni paralizza l’Italia.