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Il viaggio. Da Ottaviano a…Alberto

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Quando antico fa rima con moderno. Prima tappa di un viaggio alla scoperta del Mausoleo di Augusto. Scopri tutto nell'articolo!
Il viaggio. Da Ottaviano a...Alberto.

Quando antico fa rima con moderno. Prima tappa di un viaggio alla scoperta del Mausoleo di Augusto.

No, non è un viaggio sulla linea A! Anche se un rimando ai mezzi di trasporto c’è: ci troviamo a Piazza Augusto Imperatore – per anni capolinea degli autobus ed immortalata in una delle scene cult di “Febbre da Cavallo”…quella del whisky maschio… – o almeno per il momento ciò che ne rimane. Perché da qualche tempo si sta procedendo con la riqualificazione della piazza e il recupero del Mausoleo di Augusto collocato al centro.

Alzi la mano chi almeno una volta passandoci davanti non si sia chiesto come fosse dentro. Ora, finalmente, questa curiosità può essere soddisfatta: il Mausoleo è nuovamente aperto al pubblico come  “anteprima” di quello che potremo vedere quando al termine dei lavori ancora in corso, indicativamente per gli inizi del 2023, diventerà un museo.

Il percorso, infatti, si snoda in quello che è ancora un cantiere e, per questioni di sicurezza, le visite sono guidate, contingentate e richiedono la prenotazione obbligatoria.

Il Mausoleo di Augusto

Il Mausoleo di Augusto viene fatto erigere da Ottaviano, figlio adottivo di Giulio Cesare e primo Imperatore di Roma, che nel corso della sua lunga vita – muore a 77 anni – cambia nome diverse volte fino a che il Senato nel 27 a.C. gli attribuisce il titolo di Augustus con il quale viene ricordato da quel momento in poi.

Costruito come monumento funerario in travertino e marmo nell’area a nord del Campo Marzio a pochi passi dall’odierna via del Corso (all’epoca via Flaminia), ha un diametro di circa 90 metri – superiore a quello della mole Adriana – ed un’altezza pari alla collina del Pincio poco distante, un colosso che si ritiene fosse visibile da ogni parte di Roma.

L’area prospiciente era lastricata ed accessibile a tutta la popolazione e ai lati del dromos, il viale d’ingresso, erano posti due obelischi, oggi visibili sul retro della Basilica di Santa Maria Maggiore e davanti al Quirinale.  

La costruzione originale prevedeva cinque muri concentrici in parte collegati tra loro da mura radiali e le cavità tra il terzo e il quarto muro, dette concamerazioni, completamente ricoperte di terra per sorreggere, probabilmente, una parte sovrastante coperta e piuttosto pesante. Si ipotizza che sulla sommità ci fosse un’imponente statua in bronzo dell’Imperatore, la cui copia in marmo potrebbe essere quella ritrovata nella Villa di Livia, sua moglie, a Prima Porta ed oggi visibile presso i Musei Vaticani.

Gli interni del Mausoleo

All’interno gli ambienti erano piuttosto sobri quasi a stridere con l’imponenza della struttura: d’altra parte il Mausoleo era stato costruito solo per ospitarne le spoglie e non per elogiare la grandezza dell’Imperatore.   La parte centrale, ricostruita negli anni Trenta del ‘900, conteneva la camera funeraria con tre nicchie per le urne, all’epoca i Romani usavano cremare i defunti. Un’ultima costruzione quadrangolare posta all’interno si presume ospitasse l’urna di Augusto che, proclamato dio dopo cinque giorni dalla sua morte meritava un posto di riguardo, rialzato rispetto agli altri, e al tempo stesso fungeva da basamento per la grande statua.

Quasi tutti i reperti sono stati trafugati e di originale al momento non è rimasto molto, solamente qualche iscrizione. Una menzione però va al “cubo” di Agrippina, copia dell’originale in marmo conservato presso i Musei Capitolini, che si è “salvato” perché utilizzato nel Medioevo come unità di misura per il grano, la cosiddetta “Ruggitella”. É auspicabile che ritrovi il suo posto originale a lavori finiti.

Nel corso dei secoli il Mausoleo è via via utilizzato per altri scopi e alterna periodi di grande splendore a periodi di completa opacità. 

E sono proprio le sue alterne fortune a rendere particolarmente avvincente la visita. 

Assolve al suo compito originale ospitando le urne dell’Imperatore e dei suoi discendenti – tranne sua figlia Giulia e Nerone perché condannato alla damnatio memoriae – fino al I secolo d.C. quando con l’avvento del Cristianesimo l’interesse per quella che è comunque una tomba pagana decade e l’urbanizzazione di Roma si concentra sempre più a ridosso delle rive del fiume a mano a mano che gli antichi acquedotti perdono la loro funzionalità.

Lasciato al degrado e ai saccheggi, la parte centrale crolla  e nessuno se ne cura più fino al XII secolo.

Da qui la visita si sposta al piano superiore al quale si accede dal dromos attraverso una serie di scalinate recuperate e ristrutturate. Attualmente è in costruzione anche un ascensore e una ristrutturazione mirata all’abolizione delle barriere architettoniche.

La Storia continua…

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Quota vintage – ma non troppo – del team. Travel expert e shopping addicted (in inglese non solo fa più “figo” ma rende di più), trasteverina (d’adozione), (ultras) romanista, a-social (media), testarda. Amante della musica (dal rock alla lirica), delle serie e dei documentari, mi piace “scoprire com’erano” i posti che conosco attraverso i vecchi film. Amo il mare, soprattutto nelle giornate nuvolose, camminare, leggere (e ora anche scrivere!), i mercatini, gli aperitivi, il colore giallo, la nutella, l’ironia (in primis quella di mia sorella), il sarcasmo. Non amo il suono della sveglia, ma per fortuna esiste, l’invadenza di certa gente, le formiche, l’aglio. Il dono della sintesi non mi appartiene…ma era già chiaro, no?!?