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Persimale suona bene

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I Persimale, band emergente nel panorama della musica romana e contemporanea. Hanno la sperimentazione come metodo, la sinestesia come mezzo, testi pensati su melodie orecchiabili come risultato.
Persimale suona bene

Carlo de Caro, in arte Kahn, storico-filosofo, cantante e autore.

Mattia Crescini, noto nell’ambiente come Meiden e già produttore di alcuni brani di Rancore, compositore e produttore artistico.

Alessandro Farnè, Undo per gli amici, chitarrista e ideatore della grafica.

Loro sono i Persimale (attenti allo spelling!), band emergente nel panorama della musica romana e contemporanea. Il genere è indefinibile: indie, pop, elettronica, rock… Hanno la sperimentazione come metodo, la sinestesia come mezzo, testi pensati su melodie orecchiabili come risultato.

Nel 2020 durante la pandemia sono usciti i loro primi EP, frutto di “computer, telefono e talento” (cit. Rockit) e da qualche mese a questa parte hanno ripreso i concerti dal vivo, l’ultimo proprio lo scorso 22 ottobre allo Zalib. 

In attesa del loro primo disco, realizzato in collaborazione con la factory Camarilla e prossimo alla sortita, abbiamo pensato di farci raccontare più nel dettaglio i brani già disponibili (su Youtube e Spotify), per conoscerli meglio e prepararci al grande debutto!

Teoria del Dubbio

Q1. Dio mio – potrei sbagliarmi ma mi sembra un po’ il manifesto della vostra “Teoria del Dubbio”… in cosa consiste?

A.1 La teoria del dubbio è una linea guida esistenziale. Il suo nucleo fondamentale si può sintetizzare con: “non pendere mai dalle labbra di nessuno”. Noi crediamo che sarà il senso critico a salvare il mondo, specie nell’era delle fake news e dell’analfabetismo funzionale.

Q2. Sete di te – parliamo del video: un tema da Odissea moderna, richiami alla Carroll, atmosfera a tratti fiabesca a tratti apocalittica. Ogni canzone ha un suo stile grafico, come mai questa scelta?

A.2 Volevamo che “Teoria del dubbio” fosse un caleidoscopio di linguaggi, sia sotto l’aspetto musicale, che sotto l’aspetto visuale. Ci piaceva l’idea di raccontare la ricerca di noi stessi, nell’atto di perderci. In quella fase del viaggio, che era solo all’inizio, volevamo far vedere che abbiamo gli occhiali per poter fissare, senza distogliere lo sguardo, tutti i tipi di luce.

Q3. Eva : il “sei di fatto normale” che le rivolgete sembra inteso come un complimento. Eva va difesa da accuse ingiuste?

A.3 Eva è stata, e in alcuni contesti purtroppo ancora è, il capro espiatorio per eccellenza.  C’è bisogno di difenderla da accuse ingiuste? No, per fortuna sa difendersi benissimo da sola

Q4. Orologi: cos’è il tempo per voi?

A.4 Il tempo è il contesto che dà senso al divenire? È l’assoluto complementare allo spazio di Newton?  È una forma a priori della sensibilità come diceva Kant? È la ricerca di Proust? Il tempo è una domanda. Cos’è il tempo per te?

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Che senso ha?

Q.5 Che senso ha (Non ce l’aspettavamo. Da soli. Senza poterci toccare.): che senso hanno i sottotitoli ad accompagnare le canzoni dell’album?

A.5 Raccontano una storia nella storia. Parlano di come il nostro secondo EP è stato concepito, di come è cresciuto nel nostro grembo e infine ha visto la luce. Abbiamo scritto, registrato, prodotto e postprodotto questo lavoro durante il lockdown, ognuno da casa sua,  e per giunta, non potendo raggiungere lo studio dove lavoriamo solitamente, con mezzi di fortuna quali telefoni, cuffiette e laptop. È stato un bel modo di combattere questa simulazione di apocalisse che è stata, ed in parte è, la pandemia.

Q.6 Inferno (Negli armadi. Nella rete. Nelle nostre teste.) “Inventerò l’inferno per vederti anche un secondo” – care to elaborate?

A.6 Viaggiare nella mente di Dio è faticosissimo. Soprattutto quando Dio è una proiezione delle nostre ansie, delle nostre paure e delle nostre aspirazioni, come diceva Feuerbach. Questo universo interiore, tramite il quale molti cercano se stessi sperando di trovarsi anche per un secondo, non può che contenere almeno un pezzettino di oscurità. Ma con un po’ di fortuna, a un certo punto, si ritorna “a riveder le stelle”.

Q.7 Osiride (Creare per reagire. Infine rinascere): la canzone è un dialogo tra Osiride e Iside?

A.7 Precisamente. Una delle storie d’amore più antiche che l’immaginazione umana abbia mai partorito. E forse anche una delle più belle. Lei che ricuce il corpo spezzato di lui, e gli ridà la vita per un istante, il tempo di concepire un figlio. Perché tornare indietro, permanentemente, non si può più. Mai.

Q.8 Scilla e Cariddi (Un telefono può catturare una voce. Un computer può renderti un direttore…): mare, eroi e mitologia sono temi ricorrenti nei vostri pezzi. A cosa deve “dire di no” l’eroe?

A.8 All’ignoto che lo chiama ogni giorno, che lo induce a lasciare di nuovo casa dopo essere stato via per decenni. Ma la natura umana a nostro avviso si esprime a pieno nella virtù di Ulisse, la curiosità. Puoi provarci, ma se sei un eroe non puoi proprio dirle di no quando comincia a cantare come una sirena.

I Persimale, band emergente nel panorama della musica romana e contemporanea. Hanno la sperimentazione come metodo, la sinestesia come mezzo, testi pensati su melodie orecchiabili come risultato.
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Anteprime dal disco in arrivo

Q.9 Galois: la storia di un matematico che muore a vent’anni per amore. Le avete dato musica perché la sentite attuale?

A.9 La morte in giovane età ha una valenza drammatica immortale. In questo caso poi stiamo parlando di una vicenda straordinaria. L’esistenza di uno dei più grandi geni della Storia dell’umanità spezzata sul nascere. È un incredibile spreco  di potenzialità! Abbiamo pensato che scrivere e cantare questa canzone fosse il minimo per onorare la memoria di questa grande mente, purtroppo quasi dimenticata.

Q.10 Amore non piangere: ad un primo ascolto rischia di sfuggire il riferimento storico, poi il quartiere Sempione emerge protagonista. Come siete arrivati al partigiano o come è giunto lui a voi?

A.10 È una figura importante per il quartiere in cui siamo cresciuti, Montesacro. Una storia potente, che racconta di valori che, nel bene e nel male, nel nostro presente cinico e post-ideologico stanno scomparendo. Di quell’ardore romantico che infiammava gli animi delle giovani generazioni, che sentivano, a differenza nostra, di star contribuendo sensibilmente al corso generale degli eventi. Certo quello stesso ardore li spingeva ad arruolarsi volontari e ad andare a morire in trincea per le guerre di qualcun altro. Ma, come sappiamo, in questo universo nulla è mai del tutto bianco o nero.

Se ora anche voi vi siete persimale e volete compagnia, potete seguire la band sui loro profili Facebook e Instagram !