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Burberry ha una nuova sfida: diventare Climate Positive entro il 2040

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Burberry, il primo brand di lusso a diventare “Climate Positive”: un’azienda che cattura dall’atmosfera più CO2 di quella che emette.
Burberry ha una nuova sfida: diventare Climate Positive entro il 2040

La fashion house inglese si pone un obiettivo unico: essere il primo brand di lusso a diventare “Climate Positive”, ovvero un’azienda che cattura dall’atmosfera più CO2 di quella che emette, tenendo anche conto della sua crescita futura.

Il significato di Climate Positive

Il concetto di Climate Positive nasce di recente e cammina in parallelo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. È un obiettivo ben preciso, un percorso complesso e impegnativo che diversi brand di vari settori del mercato stanno adottando come vision aziendale

“Diventare Climate Positive”, vuol dire catturare più anidride carbonica di quella che annualmente viene emessa dall’organizzazione.

L’impegno di Burberry

“Burberry è stato costruito sul desiderio di esplorare la natura e i grandi spazi aperti e sono rimasti la nostra ispirazione per più di 150 anni. Attingendo a questa eredità di esplorazione e guidati dal nostro spirito creativo, oggi fissiamo una nuova audace ambizione: diventare positivi per il clima entro il 2040”.

Queste le parole di Marco Gobbetti, Amministratore Delegato di Burberry dal 2017.

Burberry, il primo brand di lusso a diventare “Climate Positive”: un’azienda che cattura dall’atmosfera più CO2 di quella che emette.
Burberry ha una nuova sfida: diventare Climate Positive entro il 2040

Queste parole spiegano moltissimo e rivelano l’impegno che Burberry vuole impiegare per raggiungere un obiettivo tanto valoroso. La mission del brand di moda si articola in una serie di programmi e goal molto tecnici, per questo inseriamo direttamente le parole tradotte dal manifesto ufficiale caricato nel sito di Burberry.com.

Burberry per arrivare a dama e vincere la sua sfida entro il 2040 si impegna a:

  • accelerare la sua ambizione di ridurre le emissioni lungo la sua catena di approvvigionamento estesa, con l’obiettivo di ridurle del 46% (da un precedente obiettivo del 30%) entro il 2030. Ciò significa che gli obiettivi basati sulla scienza di Burberry saranno allineati al percorso stabilito di 1,5°C nell’accordo di Parigi, il quale prevede di limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C, preferibilmente a 1,5°C, rispetto ai livelli preindustriali. Burberry è già sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi di riduzione di scope 1 e 2 (95% entro il 2022 da un anno di riferimento 2016) in linea con il percorso di 1,5°C; 
  • diventare Net-Zero entro il 2040, 10 anni prima del percorso di 1,5°C previsto dall’Accordo di Parigi;
  • accelerare soluzioni future a basse emissioni di carbonio e investire in progetti basati sulla natura, con benefici in termini di carbonio che ripristinano e proteggono gli ecosistemi naturali e migliorano i mezzi di sussistenza delle comunità globali attraverso il Burberry Regeneration Fund, istituito nel 2020. L’obiettivo: supportare un portafoglio di progetti verificati di compensazione del carbonio e insetting, che consentano a Burberry di compensare e immagazzinare carbonio, promuovere la biodiversità, facilitare il ripristino degli ecosistemi e sostenere i mezzi di sussistenza delle comunità locali.  (Testo ripreso dal manifesto di Burberry.com)

Burberry non si affaccia solo ora nel mondo della sostenibilità e della riduzione del carbonio, la sua agenda presenta già 10 programmi in corso. Il marchio ha l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il prossimo anno. Tutti i suoi eventi e spettacoli sono stati certificati carbon neutral dal 2019. Nel frattempo, ottiene il 93% della sua elettricità da fonti rinnovabili.

Burberry continua, annunciando il suo sostegno a Fashion Avengers, una coalizione di organizzazioni di moda globali che si sono unite per ispirare azioni volte al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.

Dal 1° al 27 giugno 2021, il cortile della Somerset House sarà trasformato in una foresta, nell’ambito della London Design Biennale. Forest for Change – The Global Goals Pavilion, invita i visitatori a scoprire i 17 obiettivi globali delle Nazioni Unite. La foresta è creata da 400 alberi giovani, scelti uno per uno per le loro diverse forme, altezze e forme della chioma.

Burberry, il primo brand di lusso a diventare “Climate Positive”: un’azienda che cattura dall’atmosfera più CO2 di quella che emette.
Burberry ha una nuova sfida: diventare Climate Positive entro il 2040

Le specie sono state selezionate affinché il mutevole ambiente londinese abbia una propria resilienza. Così gli alberi, dopo aver donato respiro al cortile della Somerset House, verranno donati e ripiantati nei quartieri principali di Londra per radicare un’eredità vivente e durevole.

Nel cuore della foresta sono stati piantati diciassette pilastri specchiati. Questi simboleggiano la lista delle cose da fare nel mondo per le persone e il pianeta. Come parte di questa esperienza, i visitatori saranno invitati a registrare un breve messaggio che esprima il cambiamento che desiderano vedere nel mondo. I messaggi verranno aggiunti a un’installazione musicale partecipativa composta da Robert M. Thomas e diventerà parte di “Voices for Change”.

“Come azienda, siamo uniti dalla nostra passione per essere una forza per il bene nel mondo. Rafforzando il nostro impegno per la sostenibilità, stiamo andando oltre nell’aiutare a proteggere il nostro pianeta per le generazioni a venire”, ha dichiarato il CEO di Burberry Marco Gobbetti in una nota.

Questo impegno notevole potrebbe essere il kick-off che segna l’inizio di un campionato in cui i player in gioco sono i brand di moda e il goal è il raggiungimento della sostenibilità e del Climate Positive

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Soprannominata “macchietta”, sono senza filtri, autoironica e la peggior nemica di me stessa. Mi sento male quando non riesco a capire il perché di quello che succede e sono sempre alla ricerca di nuove cose da imparare. Sono curiosa, ecco. Mi è sempre piaciuto sperimentare nuovi outfit, amo scovare hack che risolvano il mio look e mi facciano sentire a mio agio!