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Il fenomeno del Reselling: una moda o un vero e proprio business?

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Dal 2020 in poi, la pratica del reselling è diventato uno dei temi contemporanei più scottanti del mondo della moda.
Il fenomeno del Reselling: una moda o un vero e proprio business?

Dal 2020 in poi, la pratica del reselling è diventato uno dei temi contemporanei più scottanti del mondo della moda.

Reselling: ri-vendita

Resellingè un termine inglese che non ha una specifica traduzione in italiano, se non quella letterale, cioè “doppia vendita”. Il fenomeno consiste nel possedere un capo molto ambito, in tendenza e limited edition e ri-venderlo poi, privatamente o su siti web appositi, ad un prezzo maggiorato da un mark-up.

Il reselling nasce principalmente nel mondo dell’elettronica e del fashion, in particolar modo nel mondo delle sneakers: ha origini americane e si è sviluppato in Europa soprattutto in Gran Bretagna, Germania e Italia. 

Pietra miliare della storia del reselling sono state però anche le mosse commerciali del Lidl, il supermercato che lanciò la collezione Lidl Fun Collection”, le cui scarpe sono diventate le icone del reselling che per la prima volta approda anche nel mondo dei supermarket.

Primo passi del reselling: Raffles

(attenzione carrellata di termini inglesi)

C’è da dire che i primi ad alimentare questo fenomeno sono proprio i brand: di solito il marchio lancia una release – uscita – di una collezione che normalmente conta dei numeri molto limitati. Il digitale diventa il “negozio” per eccellenza su cui vendere i prodotti, a cui però ci si può accedere tramiteraffle, veri e propri sorteggi che hanno inizio ad una determinata ora di un determinato giorno e che, se vinti, danno la possibilità di acquistare il capo. Per partecipare ad una raffle è necessario inviare la propria candidatura e aspettare di essere pescati.

Le raffle sono state introdotte di recente per ovviare all’utilizzo dei “bot informatici” , che come ci dice Wikipedia sono dei “programmi legati all’automazione di compiti che sarebbero troppo gravosi o complessi per gli utenti.”  Infatti quando un brand lanciava la propria collezione, il traffico sull’applicazione era davvero tanto, e l’utente doveva inserire nome, cognome, numero di scarpe o taglia del capo. Questo richiedeva tempo, tempo che veniva surclassato automaticamente dalla velocità dei bot che in un batter d’occhio compraano 20 paia di scarpe, mentre tu eri ancora lì a digitare i tuoi dati. 

Tornando alle raffles, queste hanno valenza internazionale o comunque europea, perciò vi possono partecipare tutti.. vien da sè che se i pezzi limitati sono 500, è davvero difficile riuscire a vincere e poi ad acquistare il prodotto. 

Della serie: o hai fortuna, ma proprio tanta fortuna, o il capo non riuscirai mai a prenderlo.

Passo successivo: Sold out

Con tutto questo meccanismo, il giorno X quel capo o quella sneakers è sold out: introvabile. E qui inizia la vera corsa spasmodica all’accaparramento del prodotto.

I buyers, coloro che acquistano per primi le ultime collezioni, fino circa agli anni ‘90 – inizi ‘00 compravano per passione o per un interesse culturale. Soprattutto nel mondo delle sneakers era motivo di vanto e di orgoglio indossare qualcosa che solo in pochi avessero e che garantissero uno status symbol diverso.

Dal 2020 in poi, la pratica del reselling è diventato uno dei temi contemporanei più scottanti del mondo della moda.
Il fenomeno del Reselling: una moda o un vero e proprio business?

Business che comanda

Oggi, invece, si compra per poi rivendere, e qui cambia tutto. Se prima si parlava di moda, ora si parla di un vero e proprio business: guadagno!

La maggior parte dei primi buyers comprano per poi rivendere ad un prezzo ancor più alto di quanto lo abbiano pagato: non conta più il possesso di un prodotto limitato, ma conta di più comprare modelli esclusivi per poi rivenderli ad altri.

I secondi buyers, cioè coloro disposti a pagare cifre esorbitanti pur di avere quel capo in reselling sono estremamente tanti. 

Sì ma perché la gente è disposta a pagare cifre così alte?

Principio di scarsità, niente più e niente meno. Principio  basilare e fondamentale di marketing che si appella proprio al concetto di urgenza: come se ti stessi perdendo l’occasione di acquistare qualcosa di unico, perciò devi farlo assolutamente e in fretta. 

Sentirsi “unico” è da sempre per l’uomo uno dei concetti di persuasione più forte: sapere di possedere qualcosa che altri non hanno ci fa sentire originali e ci instilla un nonsochè di “potere”.

Ecco che per un paio di sneakers Jordan, Yeezy, saremmo disposti a spendere fior di quattrini, arrivando a pagarle anche 5 volte di più dell’effettivo prezzo di mercato: così tanto da spingerci addirittura a spendere 1000€ per un paio di scarpe del Lidl vendute a 7,90€.

Il reselling di oggi

Questo fenomeno si è così tanto radicato nel mondo del business da creare una nuova tipologia di “negozio”, le piattaforme di reselling online, tipo StockX, Re-stocks, vere e proprie piattaforme ufficiali che rivendono prodotti in reselling di privati. Di base il ruolo di questi player è quello di autenticatori, cioè di coloro che convalidano l’autenticità del prodotto, e di intermediari, poiché mettono in comunicazione reseller e buyer trattenendosi una percentuale.

Dal 2020 in poi, la pratica del reselling è diventato uno dei temi contemporanei più scottanti del mondo della moda.
Il fenomeno del Reselling: una moda o un vero e proprio business?

Altra tipologia di negozio nato dal fenomeno del reselling sono i negozi di reselling offline, cioè tutte quelle realtà che, privatamente acquistano i prodotti, per poi rivenderli all’interno del proprio negozio con prezzi davvero duplicati: uno dei più famosi è Big Soup, situato a Roma.

Tutto questo è un circolo che si autoalimenta: il brand lancia la collezione limitata, va subito sold out, va in reselling e si crea hype, clamore, che garantisce alla prossima uscita della collezione del brand lo stesso identico futuro. 

Quindi, a quanto pare, il reselling è diventata una nuova forma di business a tutti gli effetti. Ora che sai come funziona, ci penserai due volte prima di acquistare le nuovissime Air Jordan 1 o diventerai anche tu, come me, “schiavo” del principio di scarsità?