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Tutto quello che c’è da sapere sul Giubileo

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Con l’apertura della porta santa, martedì scorso, Papa Francesco ha ufficialmente inaugurato il Giubileo, che ci accompagnerà per le prossime settimane e per buona parte del prossimo anno. L’importanza dell’evento è sicuramente nota, sia per un aspetto turistico, sia per un aspetto legato all’organizzazione ed alla sicurezza. E soprattutto in questa chiave se n’è parlato e se ne parlerà, lasciando quasi sicuramente da parte l’aspetto religioso che invece dovrebbe essere il più importante.

Giubileo è una parola antica che deriva da “yobel”, cioè, in ebraico, il corno d’ariete che ufficializzava l’inizio della cerimonia. Ed è proprio dalla religione ebraica che la festa trae origine: inizialmente, infatti, il giubileo era un anno che, ogni cinquanta, sanciva il riposo delle coltivazioni, la restituzione delle terre confiscate e la liberazione degli schiavi.
È evidente che, oltre alla valenza religiosa, in origine c’erano anche, e soprattutto, dei motivi pratici ad indurre la celebrazione dell’anno “santo”, così affrontata nel Levitico: ogni “sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni […] Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé. Né farete la vendemmia delle vignenon potate. Poiché è il giubileo, esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest’anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo.”
L’idea che un anno santo ogni sette settimane di anni dedicato al riposo è indubbiamente legata al giorno di riposo per ciascuna settimana, che per la religione ebraica è il sabato (da cui, si suppone, la denominazione di “anno sabbatico”).

Per i cristiani, invece, il Giubileo ha assunto sempre più il significato legato all’indulgenza plenaria, ovvero alla cancellazione totale della pena temporale per i peccati commessi da ottenere in cambio di “particolari pratiche religiose”. Ed è proprio la ricerca dell’indulgenza da parte di un numero sempre maggiore di fedeli che ha indotto Papa Bonifacio VIII a promulgare il primo Giubileo nel 1300; in quell’occasione la pratica richieste per l’espiazione dei peccati consisteva nel visitare trenta volte le basiliche dei Santi Pietro e Paolo, per i romani, quindici per i non-romani. Da lì in poi, il Giubileo si sarebbe dovuto ripetere ogni 100 anni, poi ridotto a 50, a 33 ed infine a 25. Con la possibilità però, di indire anche un Giubileo straordinario, legato ad un particolare momento della Chiesa Universale o delle Chiese locali, oppure all’inizio di un pontificato.

È sicuramente questo il caso, considerato che con la scelta del tema della misericordia Papa Francesco impone una riflessione seria sul cammino intrapreso dalla Chiesa nel nuovo millennio, sulle sue contraddizioni e sulle possibili soluzioni. Un Giubileo che più che mettere alla prova la sicurezza di Roma, metterà alla prova la tenuta spirituale del clero e la sua stessa unità.

 

Matteo Cioeta

Gabriele Cimmino