Home Autoreverse “Quand c’est”: il cancro come non lo avete mai ascoltato

“Quand c’est”: il cancro come non lo avete mai ascoltato

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16 agosto 2013: esce Racine Carréer, secondo album di Stromae

14 agosto 2015: esce il video della track 10 quand c’est? e il web rimane a bocca aperta

L’album si presentava subito come una ricetta ben scritta i cui ingredienti erano tematiche molto forti che spaziavano dal rapporto padre-figlio (‘Papaoutai’, il singolo di maggior successo) alle aggressività domestiche (‘Tous les mêmes’). “Ma davvero? Mi stai dicendo che quando il venerdì sera mi sballavo in discoteca in realtà dovevo sedermi ad un tavolo con i miei amici radical-chic e discutere di quanto sono sbagliate le guerre?”. Forse. Anzi, dopo l’uscita del video di quand c’est direi proprio di sì.

Stromae si era reso conto della passività a cui erano sottoposte le sue canzoni, dell’incomunicabilità di brani che, diciamo la verità, erano in grado di farti pensare a tutto in discoteca, tranne alla fame nel mondo. Il giro di note del synth ti entrava dentro la pancia ed usciva dalle gambe al triplo della velocità. Per questo da studioso di cinema qual è, il cantautore belga, insieme al regista Xavier Reyé, ha voluto rappresentare la vita di un malato terminale in 3 minuti e 16 secondi. E quando si è di fronte ad un genio, volere è potere. Tutto in bianco e nero, vita e morte. Su un palcoscenico è proprio Stromae a danzare e a rappresentare il dramma di una vita imprigionata da un’aracnide, ma solo ballando (leggasi vivendo) che si può continuare a lottare. Ma l’oscura presenza ha già mietuto vittime tra il pubblico in sala.

Et tu aime les petits enfants
Décidément rien ne t’arrête, toi

Poi il decesso e di qui in avanti si è catapultati in una realtà in negativo, in cui il mostro tentacolare ci mostra tutte le sue vittime, la maggior parte nel mondo tutt’oggi.

D’ora in poi esisterà ancora musica senza videoclip?