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Il miglior affare di sempre

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Alzi la mano chi ricorda ancora la prima versione di android mobile, il cui debutto, nel 2008, passò sottotraccia nel complesso panorama telefonico, all’epoca ancora inconsapevole delle potenzialità degli smartphone. Tutto è cominciato esattamente dieci anni fa, nell’agosto del 2005, con l’acquisizione da parte di Google della android inc. per 50 milioni di dollari. Nonostante gli inizi difficili, oggi il sistema operativo android è utilizzato in più dell’80% dei dispositivi mondiali, il che vale a dire un miliardo e più di telefonini. Il risultato è, sì, straordinario, ma tutto ciò non ha ancora reso questo il sistema operativo di riferimento nell’immaginario collettivo dei consumatori, a causa della presenza ingombrante di Apple con il suo IOS. Tuttavia ridurre l’analisi ad un confronto tra queste due “potenze” risulterebbe colpevolmente parziale, poiché il discorso comporta una serie di variabili, spesso ignorate o prese in considerazione singolarmente; una di queste è la Microsoft che, dopo l’acquisizione di Nokia per 7 miliardi, è rientrata prepotentemente nel gioco del mercato, salvo poi dover far fronte alle ingenti perdite, attestate negli ultimi trimestri sui 3,2 miliardi di dollari. Tutto ciò causato in parte dalla scarsa popolarità del sistema operativo Windows Phone nella fascia più importante del mercato, cioè quella dei giovani e giovanissimi. Che paradossalmente scelgono sistemi più complessi nell’utilizzo, ma più famosi nella interfaccia grafica.
Il vantaggio del sistema di proprietà della google, è principalmente dato dall’open source, ovvero dalla trasversalità e dalla possibilità di utilizzarlo su qualsiasi dispositivo, anche di fascia bassa o medio-bassa; è l’idea che tutti debbano avere accesso alle comodità che lo smartphone offre nell’aspetto “sociale” della piattaforma, l’utilizzo di internet e la connessione con gli altri, ma anche per quanto riguarda l’aspetto “quotidiano” – penso ai cambiamenti che hanno determinato alcune app, le quali ormai sono indispensabili per chiunque possegga questo oggetto.
Lo smartphone nel suo aspetto generale è diventato a tutti gli effetti quel qualcosa che mancava alle persone, poiché ancor più del pc portatile riesce a soddisfare l’utente nel corso delle giornate anche e soprattutto per la possibilità di connettersi ad internet indipendentemente dal WI-FI.
Come al solito però non è solo il consumatore a trarre beneficio da tutto ciò, poiché dietro a questi prodotti vi sono una serie infinita di multinazionali sia della tecnologia che della pubblicità, che pur di arricchirsi stanno creando una catena di produzione smisurata che rischia di portarci nel giro di qualche decennio ad avere una presenza molto ingombrante di telefonini che non serviranno a nulla e che arrecheranno soltanto danni a noi e all’ambiente.
Bisogna anche inserire nel discorso la qualità dei materiali che per la maggior parte sono plastici e che hanno una durata e una resistenza non consona al prezzo di vendita, specialmente nella fascia alta e medio alta.
Una delle strategie più diaboliche e funzionali è sicuramente il rilascio continuo di nuovi aggiornamenti dei sistemi operativi, che migliorano sì l’efficienza e la fluidità dei dispositivi, ma che a lungo andare li rendono volontariamente obsoleti e lenti, poiché questi upgrade vengono sviluppati per il nuovo dispositivo da lanciare sul mercato che ha migliori caratteristiche hard-ware dei precedenti.
Lasciando da parte discorsi troppo tecnici e specifici, una domanda sorge spontanea… Se veramente questo oggetto è così utile, perché dopo 6 mesi dall’acquisto di un modello il prezzo già si è abbassato di almeno il 20%? Semplice, è la logica del mercato che porta a tutto ciò, è per questo che il miglior affare di sempre non l’abbiamo fatto noi, ma le aziende che hanno investito e creduto in questo progetto di alfabetizzazione tecnologica, la quale ci sta portando sempre più ad essere una società robotizzata e vincolata ad essa.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Gabriele Cimmino