“Io so. Ma non ho le prove.” A citare l’espressione che Pier Paolo Pasolini usò nel famoso editoriale pubblicato sul Corriere della Sera nel 1974, sono stati i tanti studenti del liceo “Landi”, quando questa mattina hanno trovato il muro antistante alla propria scuola nuovamente imbrattato da scritte. Proprio lo stesso muro che, poco più di una settimana fa, era stato ripulito e riverniciato dai ragazzi dell’associazione studentesca “Angels & Devils”, con un gesto di sensibilizzazione dal senso civico elevatissimo, proprio perché pensato e realizzato dai più giovani.
“Loro sanno”, come del resto tutti noi, perché questi “paladini della notte” da anni ci mostrano fieri il loro modo di agire, sprezzante e totalmente incurante di qualsiasi regola che sta alla base della convivenza civile. Sono sempre i soliti vandali che, stavolta nel giorno dell’anniversario della morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso nel 2007, hanno pensato bene di sporcare i muri di varie zone della nostra città, mossi sempre dall’assurda convinzione che questo sia il modo migliore per omaggiare qualcuno, come se il ricordo possa dare loro la legittimazione ad agire e poi difendere quelle che, invece, rimangono azioni da condannare fermamente. A maggior ragione perché, per quei simboli e quelle diciture che compaiono insieme ai “graffiti”, non c’è spazio nell’epoca in cui viviamo.
Non servono prove, dunque, basta la tradizione ad inchiodarli, quella che nello stesso posto, con lo stesso stile e la stessa mano, ma senza mai metterci la faccia, li marchia da decenni.
Dinanzi all’ennesima dimostrazione di immaturità di pochi, Velletri è stufa e con essa i tanti cittadini che fanno della correttezza e della legalità il proprio stile di vita.








