Lunedì 22 settembre, presso la sala Tersicore del Comune di Velletri, si è svolto il convegno sui diritti civili e, nello specifico, sulla delicata tematica del testamento biologico. Se sul fronte dei diritti civili Velletri si è attivata già da diverso tempo, in particolare con l’istituzione del Registro delle unioni civili, approvato dal Consiglio comunale lo scorso marzo, da qualche settimana è partita anche una raccolta firme (che sarà attiva fino al mese di dicembre) per permettere ai cittadini di Velletri di usufruire di un altro Registro, in cui depositare il proprio testamento biologico al Comune.
Un diritto, prima ancora che una possibilità di scelta, sul quale sono intervenuti Mina Welby, moglie di Piergiorgio Welby, la sorella Carla e suo nipote Francesco, introdotti e affiancati dal consigliere comunale Stefano Pennacchi. Proprio quest’ultimo ha aperto l’incontro, con un breve intervento sull’importanza che ricoprono tali tematiche soprattutto in questo momento storico, che ci vede spettatori e vittime di una profonda crisi dei valori. La parola è poi passata alla signora Carla Welby, che ha raccontato il rapporto profondo che aveva con il fratello e le difficoltà incontrate durante la sua malattia, suscitando un grande coinvolgimento emotivo del pubblico in sala. Successivamente ha preso la parola la moglie di Piergiorgio Welby, Mina, anch’essa emozionata, che ribadendo le difficoltà affrontate dal marito, ha anche svelato il suo profondo rispetto per la vita e la sua costante battaglia condotta per l’approvazione di una legge che rendesse libero ogni cittadino di scegliere le cure da ricevere. Da ultimo è intervenuto il nipote di Welby, Francesco, che è stato anche suo allievo nel campo della poesia e che ha mostrato un altro aspetto della figura dello zio, soffermandosi sul suo impegno come consigliere e poi presidente dell’associazione “Luca Coscioni”, che è promotrice, fra gli altri progetti, proprio della proposta di legge sul testamento biologico, attualmente depositata in Parlamento.
Ciò che però, alla fine, è emerso da tutti gli interventi degli ospiti, è stata soprattutto la volontà di rendere pubblica la battaglia di Piergiorgio Welby, un uomo determinato e fino all’ultimo mosso dalla profonda convinzione che fosse fondamentale estendere a ogni cittadino il diritto di scegliere cosa fare della propria vita.






