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Tu da che parte deciderai di stare?

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Accade ormai troppo spesso, che si scambi la forza con la violenza. Che si scambi il coraggio con l’infamia. L’autorevolezza con l’abuso. Accade ormai troppo spesso che si faccia passare il crimine per una ragazzata. Accade ormai, terribilmente troppo spesso, che qualcuno ci faccia rendere conto della crudeltà cui può tendere l’essere umano. Se essere umano è definibile un ragazzo, che in realtà è un uomo, che in verità è una bestia, che in fondo sarebbe meglio non fosse annoverabile come parte dell’umanità, al fine di risparmiare tutti noi del peso di tale coesistenza.

Perché è di questo che si parla, di falsi uomini, di bestie che tristemente riempiono le pagine di cronaca. Sono lì, in piena luce, celati però dietro un viso dai cui non immagineremmo possa trapelare mai tale crudeltà, nella loro pellicola di normalità, sotto la cui pelle si nasconde qualcuno capace di atti ignobili. Sembrerebbe la descrizione di un personaggio letterario di fine ottocento, di un protagonista di un thriller, di un mostro di qualche storia del terrore. Invece no, si parla di veri personaggi. Dei Dr. Jekyll e Mr. Hide pronti a seviziare, violentare, rendere meno di nulla, i reputati deboli ed inferiori. Coloro i quali sono considerati vulnerabili e di cui appare umanamente accettabile approfittarsi, nascondendosi dietro lo scudo del gioco. Ma è uno scudo inefficace, uno scudo inconsistente, perché il gioco è tale e questo è crimine. Un crimine nei confronti dei meno forti. Un abominio in nome di una tanto ricercata predominanza, una bramata sensazione di onnipotenza, di una assoluta forza. Quella forza che spinge alcuni a calare la mannaia sulla dignità altrui.

Ma è questa la forza? È questo essere forti? È questo che prova chi si alza dal letto la mattina e, guardandosi allo specchio, si sente forte? Chi è forte? E chi è debole? È debole un diversamente abile? Un obeso? Un ragazzo con difficoltà di relazione o che porta gli occhiali? È debole chi ci appare diverso?
Tutti questi interrogativi sorgono al fine di ispirare in ognuno di noi una riflessione. Per un fatto del genere è corretto uscire fuori dai confini geografici del territorio veliterno perché quel che accade è concettualmente più vicino di quanto si pensi.

Mi rivolgo sopratutto a voi ragazzi, che più di tutti leggete WalkieTalkie News. Ad ogni ragazzo che si raffronta col bullismo, anche a chi alla fine un po’ bullo ritiene di esserlo. Ad ogni ragazzo che tra i banchi di scuola crede di dover scegliere dalla parte di chi stare. Per alcuni di voi si tratta semplicemente di stare dalla parte degli apparentemente forti, o da quella dei ritenuti deboli. E a volte la risposta è quella che porta alla via più facile e sicura, molto spesso per paura di essere gettati nella parte sbagliata, di quelli presi di mira, di quelli la cui la serenità è minata. Oppure per voi tutto questo, magari, sembra addirittura lontano ed irreale.

Ma di fronte all’ultimo, solo cronologicamente, atto di questo genere di barbarie, che vede un ragazzino di quattordici anni, che avrebbe potuto essere un vostro vicino di banco, ridotto in fin di vita a causa di un tubo di un compressore brutalmente inserito nel retto, con la colpa di essere in sovrappeso, si ha la certezza che tutto questo è vero e accade e può accadere ovunque.

Quale sarà la vostra scelta domani? Sceglierete di chiudere gli occhi e tacere o di farvi avanti in difesa di chi rischia di essere oppresso?

E non si tratta di essere dei supereroi, nessuno di noi lo è. Si tratta di essere umani, giusti, adulti e di capire che solo voi potete essere il cambiamento. È giunta l’ora del coraggio, della vera forza, della vera autorevolezza, della vera superiorità. È l’ora di mettere all’angolo i cosiddetti bulli. È giunta l’ora di squarciare il velo che copre chi opprime e spaventa, di far vedere che i forti siete voi e loro sono estremamente deboli.

Coraggiosi si cambia! Uniti si vince ragazzi!

Immagine da www.formiche.net