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Il viaggio. Da Ottaviano a…Alberto. Seconda tappa.

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Seconda tappa dell'espansione di Roma da Ottaviano Alberto. Si costruisce ovunque, persino sulle strutture più antiche.
Il viaggio. Da Ottaviano a...Alberto. Seconda tappa.

La storia continua….

L’espansione di Roma prosegue, si costruisce ovunque, persino sulle strutture più antiche le cui mura spesso diventano parte integrante dei nuovi palazzi. E anche al Mausoleo viene riservato lo stesso trattamento, fagocitato in un conglomerato urbano che lo utilizza all’occorrenza semplicemente come supporto alle nuove costruzioni.

E, come anticipato, è la parte superiore che assume il ruolo di protagonista. 

Seconda tappa dell'espansione di Roma da Ottaviano Alberto. Si costruisce ovunque, persino sulle strutture più antiche.

Giardini e giochi…

Nel XII secolo diventa di proprietà della famiglia Colonna che vi costruisce una roccaforte ed un vigneto che però andranno distrutti ben presto.

Torna nuovamente nell’oblio fino alla metà del XVI secolo quando viene acquistato dal cardinale Soderini che lo annette al suo Palazzo in vicolo Soderini – non più esistenti – nei pressi di via di Ripetta. Ne fa un giardino pensile all’italiana che si fonde armonicamente con le antiche mura e con la ricca collezione di marmi diventando punto di ritrovo per gli intellettuali dell’epoca.

Tra il 1600 e il 1700 Palazzo Soderini viene via via ceduto e con esso la maggior parte delle sue ricchezze. Tra queste la Statua di Esculapio, acquistata da Marcantonio Borghese, che ancora oggi sovrasta il laghetto di Villa Borghese. 

Nella metà del ‘700 il marchese portoghese Correa, prontamente ribattezzato Corea in dialetto romanesco, realizza una locanda sul palazzo esistente e pavimenta il giardino trasformandolo in anfiteatro dove allestisce spettacoli pirotecnici, i fochetti ed equestri come la giostra delle bufale (a metà tra una corrida spagnola e un rodeo). E’ verosimile che gli animali entrassero nelle concamerazioni, ormai libere, dall’allora vicolo Soderini. Il segno del passaggio e del foraggiamento degli animali è infatti ancora visibile sulle pareti dove si trovano gli anelli utilizzati per legarli e i segni delle mangiatoie.

Musica e…

Intorno agli anni Trenta del 1800, a seguito di un grave incidente durante un tentativo di ampliamento e abbellimento del soffitto, le giostre e gli spettacoli notturni vengono vietati e continuano solo alcune attività diurne. L’anfiteatro viene rinominato Auditorium Corea e poi ancora Politeama Umberto I dopo che, a seguito dell’unità d’Italia, passa sotto l’egida del governo italiano

E’ nel 1907 che conosce il suo periodo di massimo splendore. Ora si chiama Auditorium Augusteo: con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia può contare su una platea di 3.500 posti ed un’acustica eccellente e vi si esibiscono i più importanti artisti del panorama musicale dell’epoca, uno tra tutti  Arturo Toscanini.

Dismesso anche come auditorium viene nuovamente “ignorato” fino al maggio del 1936 quando per celebrare il bi-millenario della nascita di Augusto, nel 1938, cominciano i lavori di smantellamento degli edifici adiacenti  e del recupero della struttura.

Con l’approssimarsi della seconda guerra mondiale e per la delusione di non aver rinvenuto reperti di particolare interesse, viene abbandonato di nuovo. Così come nel dopoguerra, perché considerato simbolo di propaganda, anche se scritte ed epigrafi sui muri – tra cui un ciclistico “W Bartali” – rimangono a testimonianza di una vita “clandestina“.

Una nuova vita

Arriviamo alla fine del nostro “giro” e al 2007 quando viene intrapresa l’opera di ristrutturazione ancora in atto. La piazza antistante e la zona adiacente saranno riportate all’antico splendore con uno spazio pedonalizzato aperto a tutti e due scalinate convergeranno verso l’entrata del futuro museo.

E lui, il “dente cariato”, come è stato grossolanamente definito, inaspettato esempio di resilienza, si appresterà a cominciare l’ennesima, nuova vita. 

La Storia continua

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Quota vintage – ma non troppo – del team. Travel expert e shopping addicted (in inglese non solo fa più “figo” ma rende di più), trasteverina (d’adozione), (ultras) romanista, a-social (media), testarda. Amante della musica (dal rock alla lirica), delle serie e dei documentari, mi piace “scoprire com’erano” i posti che conosco attraverso i vecchi film. Amo il mare, soprattutto nelle giornate nuvolose, camminare, leggere (e ora anche scrivere!), i mercatini, gli aperitivi, il colore giallo, la nutella, l’ironia (in primis quella di mia sorella), il sarcasmo. Non amo il suono della sveglia, ma per fortuna esiste, l’invadenza di certa gente, le formiche, l’aglio. Il dono della sintesi non mi appartiene…ma era già chiaro, no?!?