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“Io (non) odio ridere”: il ‘Circo Luce’ a Velletri

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“Io odio ridere” è una delle tante frasi, mai banali, che compongono una delle storie raccontate dal Circo Luce, cioè da Luciano Strasio: 33enne torinese, d’inverno artigiano e falegname, d’estate artista itinerante. La sua bicicletta ed il suo circo sono una sola cosa, un mezzo unico e particolare, costruito con materiali di recupero, dalla bici alle scenografie, che da quattro anni percorre le lingue d’asfalto del continente. Tutta la struttura è grande come un’utilitaria e ci si stupisce che abbia solamente due ruote; un pannello solare fornisce l’energia necessaria ad attivare la pedalata assistita, indispensabile per riuscire a percorrere l’intero tour, che ha fatto tappa a Velletri giovedì 27 agosto.

Il motore che spinge ad avvicinarsi è, molto spesso, la curiosità: catturati dalla presenza ‘estranea’ che riempie le vie e le strade a cui siamo abituati, è un piacere lasciarsi condurre nella fiaba di “Castagno taccagno”, l’albero che scaccia il ragno e la talpa che gli si avvicinano, salvo poi essere aiutato da loro contro i tarli, o nella storia autobiografica di “Giuanin”. Non è difficile fare un parallelo con alcune fiabe di Esopo, né trovare la morale; le storie sono raccontate da Luciano attraverso delle marionette, calate nel teatrino di legno o appositamente modellate dentro di esso. Lo spazio della scena è chiuso su tutti i lati e questo costringe lo spettatore a rimanere letteralmente attaccato alle apposite fessure per gli occhi e consente al Circo Luce di sfruttare al massimo la tridimensionalità e l’illuminazione.

L’atmosfera è quella di una festa, come dovrebbe sempre essere per i bambini, come, purtroppo, invece è meno spesso per i “grandi”, affannosamente alla ricerca di ciò che sfugge ogni giorno e che ci viene regalato un pomeriggio qualsiasi: la felicità. Sì, perché la passione di questo ragazzo che da quattro anni investe il proprio tempo e le proprie energie per trasportare il circo è contagiosa e non si può fare altro che restare allibiti. Luciano è l’esempio che “non bisogna mai rinunciare ai propri sogni” e che la forza di volontà e la costanza permettono di realizzarli; la sua storia è sicuramente bella tanto quanto quelle che racconta ed ha il privilegio di trascendere il fiabesco, ha il privilegio di essere straordinariamente vera. E così, si rimane fermi, assorti nei propri pensieri ad immaginare tutta la strada che ha percorso, i visi che ha incontrato e che ha fatto sorridere, convincendosi, ciascuno a contatto con il sé stesso più intimo, che “io non odio ridere” e che ridere è uno dei nostri sogni più grandi e concretamente realizzabili. Adesso lo sappiamo.

INFO: http://www.circoluce.it/
https://www.facebook.com/CircoLuce