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“Buonasera Padron de’ Casa”

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Se stanotte, rientrando a casa o porgendo l’orecchio fuori dalla finestra, sentirete un allegro suono salire e crescere da strade vicine o lontane, non preoccupatevi, perché nessuna banda improvvisata è all’opera in prove per chissà quale esibizione. Sono infatti i Pasquellari, che stanno passando vicino casa vostra a portare la loro novella.

Infatti, la notte tra il 5 ed il 6 di gennaio le vie di Velletri e delle sue campagne, come ogni anno da tempo immemore, si animano del suono di fisarmoniche e tamburelli e della voce di chi si appresta a suonare la tradizionale Pasquella. A Velletri, tutti o quasi la conoscono quantomeno di nome e molti si cimentano nel mantenere viva una tradizione le cui origini si perdono nel tempo, che vede un gruppo di cinque o sei persone, detto “Gavetta”, fermarsi davanti alle case che incontra sulla sua strada. Il segnale di buona predisposizione ad accogliere i Pasquellari, consisteva anticamente nell’appendere una lampada fuori la porta, trasposta oggi nel lasciare accese le luci di casa così da invitare i suonatori a fermarsi. In origine, la Pasquella, aveva come scopo quello di augurare un anno prospero e ricco, soprattutto nei raccolti, per quelle popolazioni rurali che anticamente non godevano certo di grande abbondanza e ricchezza. Serviva inoltre, attraverso uno stretto legame religioso, ad annunciare la venuta del Messia e del successivo arrivo della Pasqua.

Oggi, le visioni e le versioni di questo rito caro a tutti i Veliterni sono molteplici, si è forse abbandonato lo scopo per la quale è nata, fortunatamente non sia ha bisogno di ingraziarsi la fortuna per un fiorente raccolto e le “Gavette” si muovono per amor della tradizione millenaria, per racimolare qualche soldo e qualcosa da mettere nello stomaco nella fredda notte.

Ma per chi non conoscesse la Pasquella, le “Gavette” e tutto quello che sta attorno, sappiate che ci sono cinque cose fondamentali da sapere:

  • La Pasquella, si suona indossando il tradizionale costume veliterno, che ricorda quello indossato da pastori e contadini nelle campagne. Suonarla in abiti moderni sarebbe uno smacco imperdonabile alla tradizione;
  • La Gavetta, porta con sé un cesto, che viene riempito dal padrone di casa di quello che vuole regalare agli avventori;
  • La Pasquella, nonostante ognuno la suoni apportando modifiche personali, non si suona con strumenti casuali. E’ bene, infatti, siano sempre presenti una fisarmonica e la caratteristica Caccavella, che altro non è che una pelle d’animale tesa su di un recipiente cilindrico che viene bucata da un fine bastone. Lo sfregamento e il movimento del bastone nella pelle producono un suono grave molto particolare e difficile da descrivere. Sono spesso usate anche chitarre e tamburelli;
  • I Pasquellari iniziano a suonare fuori casa e se il padrone decide di aprire la porta per ascoltare quel che la Gavetta ha da dire è bene che una volta terminata la musica, faccia entrare in casa i questuanti, non lasciandoli fuori al freddo, ma accogliendoli tra le proprie mura domestiche.
  • Infine, la cosa che da sempre provoca il maggior trambusto nella notte della Pasquella, è il cosiddetto “Gaglinaro”, cioè il “Pollaio”. Questo termine identifica la situazione in cui, una Gavetta, giunga in una casa in cui si sta già cantando. In questo caso, la prima Gavetta, per rispetto del padrone deve finire di cantare e poi deve svuotare il contenuto del proprio cesto in quello della seconda arrivata. Ovviamente nessuno vuole cedere il ricavo della nottata e molto spesso il tutto finisce in fughe dalle finestre, dai balconi e dalle porte secondarie, e nel peggiore dei casi in baruffa.

Quindi che voi siate Veliterni o forestieri, che siate di passaggio o meno in questa nostra bella città tanto attaccata alle sue radici, ricordatevi che far tintinnare il fondo del cesto del Pasquellaro potrebbe portarvi fortuna e magari aiutarvi ad avere un anno migliore.

Buona Pasquella a tutti!