Trent’anni fa ci lasciava il grande Eduardo De Filippo, l’icona per eccellenza del teatro italiano, uno dei protagonisti indiscussi del Novecento. Già cittadino onorario di Velletri, Eduardo fu tra gli artisti illustri che si batterono per evitare la chiusura del Teatro Artemisio, quello stesso teatro che oggi lo omaggia con una serie di appuntamenti che contraddistinguono la prima parte della stagione teatrale 2014-2015.
Nel giorno in cui anche il Senato della Repubblica lo ha ricordato con una cerimonia ufficiale, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, Pino Ingrosso che ha aperto la stagione teatrale dell’Artemisio e, naturalmente, Luca De Filippo che, invece, sarà a Velletri il prossimo 20 novembre, abbiamo intervistato Vera Dani, presidente dell’Associazione Teatro Artemisio.
“Il modo migliore per omaggiare Eduardo – commenta Vera Dani – non è ricordarlo, ma farlo vivere nel teatro attraverso quel patrimonio immenso che ci ha lasciato. Ecco perché abbiamo incentrato su di lui la prima parte della stagione teatrale dell’Artemisio, allestendo una programmazione dignitosa, con punte di elevata qualità.”
Non a caso, dopo Pino Ingrosso e Italo Moscati, altri nomi illustri sono pronti a salire sul palco dell’Artemisio come, tra gli altri, il già citato Luca De Filippo e l’attrice Isa Danieli. Ed è proprio pensando a loro, che Vera Dani si lascia andare ad uno sfogo un po’ amaro.
“Con estrema fatica e a titolo gratuito, mossi esclusivamente dalla passione e dalla convinzione della bontà di quello che facciamo, cerchiamo di offrire un servizio alla città, che però è come se mancasse di attenzione.” Con riferimento al poco successo di pubblico nonostante la qualità degli spettacoli, la presidente dell’Associazione Teatro Artemisio si chiede: “com’è possibile che una città di quasi 60.000 abitanti non riesca a sostenere un teatro di 450 posti? Dove sono finiti tutti quelli che fremevano per la sua riapertura, che si sono sbracciati per essere presenti all’inaugurazione?”
“L’amministrazione comunale ha avuto il coraggio di aprire un teatro quando nelle altre città chiudevano, per offrire un servizio, un’opportunità. Adesso è necessario che la Città vada incontro al suo teatro. Non è possibile agire sempre di rimessa. Abbiamo bisogno del supporto della Città, che ci stia vicino così come avviene, giustamente, per altre iniziative.”
E se per Vera Dani la presenza di altri teatri in una città grande come Velletri è assolutamente un fatto positivo, ci tiene a rimarcare come, a maggior ragione l’Artemisio che è il teatro comunale, deve essere percepito come “il teatro di tutti”, che va sostenuto “specie negli appuntamenti importanti” e attraverso il confronto costante tutti gli interessati possono portare il loro contributo. È in questa direzione che vanno alcune delle scelte messe in campo dall’ATA, come quella di fissare il prezzo dei biglietti ad una cifra modica o quella di rivedere al ribasso il costo per l’affitto del teatro alle realtà del luogo.
L’idea è quella del “teatro della Città” quindi, “che sia per i giovani un’opportunità e un’arma del sapere, ma che soprattutto viva, per lasciare aperta una porta, un qualcosa in testa, un’emozione” per dirla alla Eduardo. “Solo così si omaggiano a dovere i grandi artisti come Eduardo De Filippo e Gian Maria Volontè”.
Uno sfogo che suscita per lo meno una riflessione. Occorre far sì che il teatro diventi un appuntamento imprescindibile, c’è bisogno di abituare una generazione che è cresciuta senza, all’idea che il teatro è una parte importante della città, che va sostenuta e curata. Molto probabilmente ci vorrà del tempo, ma intanto dai tanti professionisti, dagli insegnanti, dal mondo della politica e da quello del commercio, da chi è solito frequentare i teatri romani o quelli dei comuni limitrofi a Velletri, ci si attende uno sforzo e quell’attenzione maggiore che fino ad oggi sono mancati.






