Home News Vita da Remoto: co-living, co-working, smart-working… smart-life!

Vita da Remoto: co-living, co-working, smart-working… smart-life!

720
0
Dal 2019 al 2020 la quota di lavoratori in smart-working in Italia è quadruplicata, mentre durante il 2021 si è assistito ad un ritorno alla presenza, complice l’attenuarsi della pandemia.
Vita da Remoto: co-living, co-working, smart-working… smart-life!

Dal 2019 al 2020 la quota di lavoratori in smart-working in Italia è quadruplicata, mentre durante il 2021 si è assistito ad un ritorno alla presenza, complice l’attenuarsi della pandemia.

Tuttavia, alcune esperienze di lavoro da remoto hanno lasciato il segno e non sarà così facile rassegnarsi al rientro in ufficio. Specialmente a fronte di formule che permettono di conciliare professione, tempo libero, socialità e bisogno di novità.

Ce ne parla Martina Napolitano, copywriter e grande appassionata di viaggi (di cui ci racconta nel suo profilo Instagram).

Cambiamenti

Q1. Prima del 2020 ti era già capitato di lavorare in smart-working?

In realtà no perché facevo un lavoro molto classico, d’ufficio, dov’era richiesta la mia presenza tutti i giorni 9 – 18 e non c’era flessibilità riguardo al lavoro da casa (anche se obiettivamente si prestava bene, però semplicemente non era un’opzione).

Q2. Come ti è venuta l’idea di uno smart-working da un luogo ancora più remoto?

Con la pandemia tutto è cambiato, a partire dal mio lavoro: ho cominciato a collaborare con un’azienda milanese che prevedeva la formula da remoto, quindi lavoravo da Roma. Da lì mi è venuta l’idea di farlo dall’estero: come si poteva da Roma si poteva da qualsiasi parte d’Europa e del mondo, no?

Q3. Organizzazione step by step: meta, compagni d’avventura, casa, viaggio..?

Ho voluto cominciare con dei piccoli test, per verificare la fattibilità della cosa. Ho colto la palla al balzo con una proposta di SurfWeek, che in tempi normali organizza viaggi in tema surf e con la pandemia ha deciso di mettere a disposizione una propria sede a Fuerteventura per convivere e lavorare in uno spazio comune. Fatta la domanda a fine gennaio vengo selezionata per il mese di aprile, ma decido comunque di anticipare la partenza e cercarmi una casa da sola già a marzo.

Durante il primo periodo quindi sono andata a lavorare negli spazi di coworking, in bar con nomadi digitali e ho stretto diverse amicizie con persone un po’ come me. Poi ovviamente spostatami nella casa di SurfWeek si sono create relazioni più forti.

A distanza, insieme

Dal 2019 al 2020 la quota di lavoratori in smart-working in Italia è quadruplicata, mentre durante il 2021 si è assistito ad un ritorno alla presenza.
Vita da Remoto: co-living, co-working, smart-working… smart-life!

Q4. Lo spazio domiciliare di coworking vi ha permesso di evitare “l’isolamento da remoto” di cui spesso ci si lamenta?

Il co-living è stata una svolta. In Europa è una realtà più affermata e online si trovano tantissime strutture, soprattutto in Portogallo e Spagna.

Ti permette da un lato di non essere solo nel tuo lavoro, che è un aspetto molto negativo dello smart working. Nel co-living prendi le pause insieme, pranzi in compagnia e ti godi il post-lavoro. È un po’ come tornare all’università: non ci si annoia mai ma quando ci si deve concentrare e mettersi sotto, si hanno i propri spazi.

Q5. Senti di essere riuscita a conciliare performance lavorativa e svago?

Avevamo tutti gli stessi ritmi, quindi eravamo più concentrati e motivati. Alle 18 si staccava e si andava a fare surf, aperitivi, etc (le restrizioni lì lo permettevano). Ha funzionato talmente bene che abbiamo poi deciso di prolungare l’esperienza di un ulteriore mese in un nuovo appartamento. 

Credo di aver trovato la mia quadra lavoro-svago. Poter organizzare il mio lavoro e il mio tempo secondo le mie esigenze mi ha permesso di essere molto più produttiva perché sapevo di avere appuntamenti di vita importanti (per me stessa, le mie passioni, il viaggio) che mi attendevano a fine giornata.

Q6. Hai poi replicato con esperienze simili?

Per quasi tutto l’anno in effetti! Sono stata tre mesi a Fuerte, tornando a Roma in varie occasioni. Poi mi sono spostata a Porto, a Madeira e a Santander. Tutto questo insieme a persone che ho conosciuto durante la mia prima esperienza: lì ho coltivato talmente tante connessioni e amicizie con persone simili a me che le ho portate avanti nel tempo. Anche da un punto di vista lavorativo sono nate tante collaborazioni: ho messo in contatto persone che secondo me dovevano incontrarsi, amici in cerca di impiego e amici con business bisognosi di profili specifici che guarda caso corrispondevano.

Tirar di somme

Dal 2019 al 2020 la quota di lavoratori in smart-working in Italia è quadruplicata, mentre durante il 2021 si è assistito ad un ritorno alla presenza.
Vita da Remoto: co-living, co-working, smart-working… smart-life!

Q7. I tuoi tre must per lo smart working ideale:

  1. Un buon wifi! Altrimenti è estremamente limitante, soprattutto se ti trovi in luoghi poco familiari.
  2. La compagnia, che significa condivisione, confronto, brainstorming
  3. Lo svago: staccare permette di ricaricare le energie per una nuova giornata lavorativa

Q8. Bilancio complessivo?

È un esperimento che consiglierei a tutti. Secondo me vale assolutamente la pena ma non si può fare per sempre: cambiare posto da una parte è bello perché ti rimetti in gioco ma consuma tante energie. È molto stancante spostarsi spesso, infatti ad intervalli regolari tornavo a Roma per ricaricarmi. Probabilmente mi è successo perché ho scelto sempre periodi di massimo un mese, magari è diverso pianificando più a lungo termine. 

Inoltre se non si organizzano bene le giornate si rischia di perdersi e non essere efficienti nel lavoro.

Q9. Progetti nel prossimo futuro?

Per ora mi sono fermata e ho dedicato del tempo a formarmi e migliorarmi, sto investendo in una nuova opportunità lavorativa. È un contesto molto flessibile per cui so di potermi prendere due settimane o anche un mese da remoto da ovunque io voglia, però per adesso cerco un po’ più di stabilità. Sono contenta, sto trovando la mia dimensione.