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Remote Working: le Big Tech tornano in ufficio e il south-working non convince

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Contrordine! Nelle Big Tech si torna in ufficio. Il remote working si trasforma in un nuovo modello di lavoro: ibrido.
Remote Working: le Big Tech tornano in ufficio e il south-working non convince - sede di Google (USA)

Contrordine! Nelle Big Tech si torna in ufficio. Il remote working si trasforma in un nuovo modello di lavoro: ibrido.

A più di un anno dallo scoppio della pandemia, il remote working – erroneamente descritto come smart working– è la norma per tutelare il più possibile i lavoratori del settore pubblico e privato. Eppure, questo modello sembra già lasciare il posto alla nuova modalità di lavoro ibrida. Tra i giganti della tecnologia pronti a riaccendere le luci degli uffici c’è Googleche riporterà in presenza i dipendenti in anticipo rispetto alla previsione per il 2021.

In una comunicazione di aprile, il colosso di Mountain View parlava di “modello ibrido”di lavoro. Il CEO di Alphabet Sundar Pichai ha dichiarato: “Crediamo fermamente che essere in presenza, insieme, vivendo un senso di comunità è super importante quando devi risolvere problemi difficili e realizzare qualcosa di nuovo. Ma pensiamo di avere bisogno di creare un modello più flessibile e ibrido.” 

A questo si aggiunge un’altra comunicazione di Google che potrebbe convincere a tornare in presenza sul lavoro. L’azienda fa sapere che “potrebbeaggiustare il salariodei dipendenti sulla base di dove lavorano”. Non sembra l’invito a trascorrere la settimana lavorativa su un’isola affacciata sull’oceano Pacifico.

In vacanza col remote working? Non proprio.

Certo, è suggestivo pensare di aprire la finestra e guardare la spiaggia mentre si apre una finestra sulla prossima videochiamata di lavoro. Chi non l’ha fatto almeno una volta? Eppure, dalla Bocconiarriva lastroncatura al south-working (il remote working svolto in località di villeggiatura, borghi antichi, isole e paesi di montagna). Circa 50 mila lavoratori ad oggi hanno deciso di lavorare da remoto in luoghi tipicamente dedicate alle vacanze. Il motivo? Qualità della vita e possibilità di operare senza particolari limitazioni rispetto alle grandi città.

Complici anche i massivi investimenti nelle infrastrutture tecnologiche, con il posizionamento della fibra ottica, molti immaginano un futuro molto prossimo in cui sarà superfluo una costosa stanza affitto in città, quando si può avere una casaintera con giardino, aria pulita e zero stress da traffico. Quasi troppo bello per essere vero!

In teoria tutto fattibile, purché la mansione non richieda un costante rapporto con colleghi o clienti. Il south-working come lavoro da remoto (qui inteso nel senso più stretto del termine) rischia di creare isolamento sociale a danno della produttività con ricadute negative sui costi aziendali. 

Questo il pensiero di Rossella Cappettadella Bocconi School of Management. Secondo la docente di Management e Tecnologia, il remote working di per sé non è negativo. Purché limitato nel tempo e nelle mansioni. Cappetta afferma che “l’ideale è creare un equilibrio che consenta di stare a casa due giorni e tre in azienda” aggiungendo che “non è pensabile abbandonare del tutto l’ufficio”. Dunque, questo pensiero pare incontrare il modello ibrido della Silicon Valley delle grandi aziende tecnologiche.

Tutti in ufficio quindi? Twitter non la pensa così.

A fare da contraltare a Sundar Pichaici ha pensato un “decano” della Silicon Valley. Il CEO diTwitterJack Dorsey, che già nel maggio 2020 annunciava che l’azienda “permetterà di lavorare da remoto a tempo indeterminato”. Nel 2018 Twitter aveva cominciato a premere in questa direzione, implementando policy per facilitare la vita dei remote workers. Un approccio drasticamente diverso dal modello promosso da Facebook, Amazon, Uber e altre big company, che iniziano a preparare un ritornograduale in ufficio

Il rientro in ufficio sarà lo “stress test” per le aziende che intendono mantenere anche solo parzialmente il remote working. Meeting, riunioni e appuntamenti con clienti e manager potranno quindi tenersi in forma ibrida. Ma con quali risultati per l’efficienza aziendale

Chi deciderà di recarsi in ufficio perché facilmente raggiungibile dalla propria abitazione, avrà unvantaggio competitivo rispetto a chi (magari fuori sede) opta per il remote working? Forse è ancora presto per rispondere. Senz’altro è il momento giusto per cominciare a chiedersi: quale futuro ci aspetta sul posto di lavoro? Ancora una volta sono le grandi società tecnologiche a fare da apripista per tutti gli altri settori industriali.