Si chiama “I Hate Music” e il titolo non è una presa in giro. Anzi, tutto quello che Michele aveva dentro l’ha letteralmente sputato fuori in questa mina uscita il 2 Ottobre per Universal Italia.
L’avevamo lasciato con quel viso fanciullesco alla finale di X Factor 2013, vincitore ovviamente. Il timbro ha di sicuro qualcosa di particolare che colpiva immediatamente e durante il talent non sono mancate collaborazione importanti come quella con Tiziano Ferro e Zibba.
In potenza c’era molto, ma subito dopo la vittoria a X Factor Michele sembrava disorientato, quasi non a suo agio in questo “mondo dei grandi”. Poco più che ventenne si ritrova quindi ad incidere il suo primo album di inediti, “A passi piccoli”, ma non di suo polso (tra gli autori cito solo qualcosina tipo Luca Carboni, Giorgia e James Blunt…). I singoli vanno in rotazione in radio, la qualità non è in discussione, ma al ragazzo di Città di Castello manca qualcosa. Non è la classica crisi adolescenziale e di certo non sono qui per fare l’analista, ma il vero mondo interiore di Michele era ormai pronto a guardare “i grandi” e a dire: “ora è il mio momento”.
Michele decide contemporaneamente di aprire un canale youtube (leggasi diario dei segreti per gli amanti degli anni ’90) per mettere in ordine i suoi pensieri e rendere partecipi i suoi fan di questo nuovo progetto. Viene affiancato da giovani professionisti (no, almeno stavolta non è un ossimoro) a 360°, dalla produzione, affidata a Francesco Catitti, pioniere dei synth degli Electric Diorama e della movida romana al timone del Tromborama, all’arrangiamento strumentale con Daniele Giuili (About Wayne), Jacopo Volpe (Vanilla Sky), fino alla distribuzione affidata a Showreel. Il botto è impressionante con il 3° posto in classifica Itunes Italia il primo giorno di uscita.
Ora veniamo a quello che più ci interessa: il disco.
Sono però costretto a fermarmi perché ancora sotto estremo fomento per l’ascolto no-stop dal 2 Ottobre.
Sette giorni dopo sono qui e cercherò di essere il più imparziale possibile. Vista l’ardua impresa ho deciso di pormi dei paletti spendendo due parole su ogni brano.
The Days: è il singolo uscito il 30 Settembre scorso che ha anticipato l’album. Il video apparentemente criptico calza a pennello all’interno della filosofia di “I hate music”. L’intro è un sospiro profondissimo di aria internazionale, il potente quartetto d’archi fa il suo mestiere e ci accompagna per tutto il resto della canzone su un tappeto volante sopra i tetti di Londra.
Sweet Suicide: Ritmo incessante di chitarra elettrica che più pop non si può. Dopo 35 secondi ci si aspetta il classico ritornello all’italiana, e invece no, bel bridge sospeso con un motivetto che non ti si toglie più dalla testa e poi ritornello nel senso più proprio del termine: non vedi l’ora che ritorni.
Sometimes (Just Let Go): qualcuno non ce la faceva più con i pad incessanti di Lorde? Michele qui li prende e li fa suoi oltre i limiti di qualsiasi ventenne. Mi sbilancio e dico che questo sarà il pezzo che ci accompagnerà lungo tutte le nostre buie serate invernali.
The Fault In Our Stars: E’ talmente sua da sembrare scritta a quattro mani con Troye Sivan.
Big Dreams And Bullet Holes: dopo il quarto brano di un album di solito ci si ferma perché le cose cominciano a farsi ripetitive e invece quando meno te lo aspetti sto ragazzino ci piazza una bella ballad di quelle da Wembley Stadium.
Insane: al primo ascolto ti arrendi e saprai già che ti accompagnerà in radio per i prossimi mesi. Non scappi. La voce di Michele poi si alterna ad un violoncello e non lo lascia più. Voliamo veramente alti signori, si consiglia di allacciare le cinture di sicurezza.
Say My Name: riprendiamo l’enfasi iniziale di “The Days” con un corno. Si, avete capito bene, un intro di corno. Ma dopo essere arrivati qui possiamo aspettarci di tutto e infatti BOOM. Ritornello ossessivo con pad compulsivo. Prima dell’ultimo ritornello un intermezzo con voce che farà “emozionare” parecchie ragazze.
The Days (Acoustic Version): qualsiasi parola qui è vana. Come l’uruboro che si morde la coda qui finisce (o inizia?) “I Hate Music” in duo voce-pianoforte che farebbe emozionare anche il suo mentore Morgan.
Vi ho dato otto motivi per evitare di inciampare negli escrementi della musica italiana che negli ultimi giorni stanno tappezzando i muri di vari hotel nel mondo. Ora sta a voi decidere dove passare.






