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I giovani del “Don Guanella“ si ritrovano e festeggiano i 50 anni di sacerdozio di Don Mario Marino

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Una rinnovata gioia e il piacere di incontrarsi, questa l’esperienza vissuta il 10 ottobre 2015 da tutti gli ex allievi dell’Istituto “Opera Don Guanella” di Velletri, proprio nei locali che li videro protagonisti di tante vicende in un momento fondamentale della loro crescita. Incontrarsi è stata anche l’occasione per festeggiare i cinquant’anni di sacerdozio di Don Mario Marino.

Don Mario è entusiasta di rincontrare i suoi ex allievi proprio in quest’occasione e vuole lanciare un messaggio alle nuove generazioni: “Ai giovani di oggi chiedo di avere coraggio, di affrontare la vita con decisione, di non perdersi dinanzi alle difficoltà, come hanno fatto i ragazzi del “Don Guanella”. Ogni volta che incontro i miei ex allievi sono orgoglioso di costatare che hanno saputo superare momenti difficili, anche in virtù degli insegnamenti che hanno ricevuto in collegio, che hanno costituito i pilastri su cui basare il loro percorso di vita”.

Quest’anno l’iniziativa è stata arricchita dalla presenza di Don Nino Minetti, già padre superiore generale e poi superiore provinciale dell’area centro e sud dell’Opera “Don Guanella”. Chiedo a don Nino di raccontarsi. “Mi preme innanzitutto ringraziare don Mario Marino che è riuscito, nonostante siano passati molti anni, a catalizzare gli ex allievi con il suo carisma. Una continuità di rapporto che consente di perpetuare i valori di solidarietà, attenzione all’altro e condivisione. Ho avuto la fortuna – esordisce Don Nino – di occuparmi delle nostre sedi all’estero, che ho avuto modo di visitare: USA, Colombia, Brasile, Paraguay, Argentina, Cile. Anche gli ex allievi vogliono esprimere la loro opinione. “Esperienza dura ma molto formativa quella del collegio – esordisce Sandro Capasso – emozionante rincontrare i miei compagni dell’anno scolastico 1971/1972, in particolare Paolo Santolin, Danilo Ciarla, Sandro Quadri. Sono sicuro che i valori che mi sono stati trasmessi in collegio mi siano tornati molto utili nell’attività che svolgo, essendo un membro delle forze dell’ordine che opera in Vaticano. Un’esperienza, quella del collegio, che ci ha rafforzato trasmettendoci il senso e il valore delle cose. Eravamo abituati a fermarci dinanzi ad ogni piccola difficoltà, oggi posso affermare che sicuramente non è più così. Ringrazio i miei compagni di collegio che mi hanno consentito di rivivere, con questo incontro, tanti momenti di quel periodo della nostra vita”.

Anche Danilo Ciarla racconta la sua esperienza: “Ero in collegio perché i miei genitori, molto impegnati nel loro lavoro, volevano che fossi seguito negli studi e, nello stesso tempo, potessi svolgere anche attività ludiche e sportive, che mi permettessero di socializzare. Ho un ricordo molto nitido di una prassi del collegio che ritenevo molto formativa: il diario personale, nel quale ciascuno di noi scriveva le proprie considerazioni che poi erano oggetto di riflessione con il nostro istitutore, nel mio caso si trattava di Don Antonio Merlin, scomparso nel mese di agosto. Ricordo anche che il mio compito era di portare la posta da inviare. Per me era diventato un momento di svago e l’occasione per conoscere una ragazza. Fu un amore meramente platonico, con lei, infatti, era difficile comunicare essendo sordomuta”. Anche Paola Pontecorvi, compagna di classe, ci racconta la sua esperienza: “Ho un ricordo vivido della nostra insegnante di Italiano Anna Spadoni, che ci considerava non solo studenti, ma soprattutto persone, per cui riusciva a capirci e a individuare anche le nostre problematiche extrascolastiche, insomma un docente che tutti avrebbero voluto. Non mancavano contrasti tra i compagni e anche qualche libro dato in testa a mo’ di clava, ma mai con cattiveria; c’era, infatti, una forte coesione di classe, che oggi è difficile trovare. Mi piace costatare che i miei compagni hanno mutato il loro aspetto fisico ma non la loro giovialità, il loro modo di essere schietto e spontaneo.”

Anche Quirino De Carolis ha un ricordo vivido di quel periodo: “In prima media ero in seminario, dove regnavano severità, ordine, e disciplina molto ferrea. A quell’epoca ero piuttosto inquieto, non è un caso che mio padre abbia voluto che andassi in collegio. Provenivo da Giulianello ed era frequente che marinassi la scuola, al “Don Guanella” invece sarei stato seguito e controllato. Ringrazio tutti i compagni di collegio che mi hanno dato modo di rivivere questa esperienza, tra tutti ricordi Mario Ercoli, che avevo incontrato nel suo luogo di lavoro e che non avevo assolutamente riconosciuto”.

Non e mancato un momento di commozione generale quando sono stati ricordati tutti gli allievi che non ci sono più: Acchioni Bruno, Ciarla Marco e Giorgio, Leoni Fernando, Mimmina D’Adamo, Sambucci Fabio e Guglielmo e Aiello Paolo. La pioggia copiosa non è assolutamente riuscita a rovinare il clima di amicizia, affetto, simpatia e gioia che ha accompagnato l’iniziativa molto voluta dai promotori, tanto è vero che si sono già dati appuntamento il 22 ottobre 2016.

Mario Ercoli