La ballata dell’articolo 18 è una danza popolare molto conosciuta in Italia, ballata dai più, durante ogni legislatura. Si balla, in genere, da sinistra verso destra e prevede un triplo salto carpiato del Governo che tenta di demolire l’articolo in questione e il successivo passo dei sindacati che lo blocca, proprio sul più bello.
Come da tradizione, la ballata dell’articolo 18 si pratica ormai da molti anni. Ma in cosa consiste esattamente l’articolo 18? Esso costituisce l’applicazione della cosiddetta tutela reale, disciplinando in particolare il caso di licenziamento di un lavoratore. Il datore di lavoro non può, infatti, licenziare un dipendente “senza una giusta causa o un giustificato motivo”. E a stabilire se si tratti di licenziamento giustificato o meno, è un giudice.
Dopo il salto famoso della Legge Fornero, che è riuscita a demolirlo in parte, arriva Renzi con il nuovo passo del Jobs Act. Durante un’intervista a “Che Tempo Che Fa”, Renzi afferma che l’articolo 18 è un grande intoppo per l’economia italiana e che gli investitori stranieri ne sono intimiditi. Eppure sono sicuro di aver sentito lo stesso Renzi, due anni fa, affermare che il problema per cui non s’investe più in Italia non è l’articolo 18. Disturbo Bipolare?
Su una cosa ha ragione il Primo Ministro: una legge che aiuti gli imprenditori a snellire l’ingente peso della burocrazia serve e tantissimo. È altrettanto certo, però, che per un imprenditore onesto i diritti dei suoi dipendenti non possono costituire un peso. Renzi, poi, dice un’altra cosa giustissima: un imprenditore deve avere la possibilità di licenziare i suoi dipendenti in caso di problemi. E, infatti, se la causa del licenziamento è legittima, non c’è articolo 18 che tenga.
Ma il problema, per il Presidente del Consiglio, è che solo in Italia si contempla una legge simile ed è per questo che il Jobs Act si rifà al modello tedesco. Falsissimo: in quasi tutti i paesi europei, infatti, si considera il risarcimento o il reintegro in azienda, previa decisione del giudice. E quale sarebbe il motivo per cui Renzi dichiara di non essere favorevole al mantenimento dell’articolo 18? Forse il fatto che la questione sia messa nelle mani dei giudici. Ma quale paese prevede che si ricorra al giudice in caso di presunto licenziamento illegittimo? Proprio la tanto moderna Germania.
In un paese in cui la disoccupazione giovanile è salita al 44.5%, siamo sicuri che la soluzione sia facilitare i processi di licenziamento? Siamo sicuri che non debbano essere i giudici a decidere quando un licenziamento è ingiustificato? Siamo sicuri che la soluzione per snellire l’ingente peso della burocrazia italiana sia quello di cominciare togliendo diritti? Siamo sicuri che l’articolo 18 sia solo una vecchia e inutile battaglia della sinistra? Ma soprattutto, Renzi, non era di sinistra?
Mentre noi continuiamo a farci tutte queste domande, la ballata continua…
(foto: Repubblica.it)






