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Gli invincibili

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La nazionale siriana alle Olimpiadi di Londra 2012 Foto gqitalia.it

“Invincibili sono quelli che non si lasciano abbattere, scoraggiare, ricacciare indietro da nessuna sconfitta e dopo ogni batosta sono pronti a risorgere e a battersi di nuovo. Chisciotte che si tira su dai colpi e dalla polvere, pronto alla prossima avventura, è invincibile”.
Così descrive l’invincibile Don Chisciotte Erri De Luca.
Oggi l’invincibile, così come descritto, è stato Valentino Rossi. Dopo essere stato dato per finito, bollito, non più in grado di vincere di nuovo, Valentino, sul circuito amico di Misano, ha tirato fuori un lampo illuminato dei suoi. Il mondiale sarà certamente in mano al fantastico Marc Marquez, ma oggi in copertina torna il Dottore delle curve, uno degli sportivi più amati dal popolo italiano. Risorto e pronto a battersi contro avversari agguerriti e veloci. Il gesto del campione lo compie però al termine della gara, quando dedica la vittoria al compianto Marco Simoncelli. “Qui il pensiero di tutti va sempre a lui e potergli dedicare la vittoria è qualcosa di speciale, che va oltre tutto il resto”.
L’invincibile in questa domenica è stato anche sua maestà Roger Federer, un altro “vecchietto” dello sport che spazza via l’arroganza di Fognini e le ultime residue speranze di vedere l’Italia in finale di Coppa Davis. Sarà la Svizzera invece, trascinata dalla coppia Federer – Wawrinka, a giocarsi la Coppa per nazioni contro la Francia. Con “l’invincibile” Federer tutto sarà possibile.
Ma i veri invincibili sono oggi gli sportivi siriani. Da una notizia di qualche giorno fa, battuta da una importante agenzia, sarebbero addirittura 221 gli atleti uccisi in Siria negli ultimi quattro anni. Alcuni però non intendono abbattersi, come per esempio il calciatore Al-Vahdat Ayman Ksayit, che ha annunciato la nascita in Libano, dove è rifugiato insieme a diversi compagni, della “Squadra Siriana Nazionale Libera”.
Lo sport è un magnifico linguaggio universale che unisce i popoli e può essere anche un grande strumento di libertà. L’augurio è quello di vedere in campo una nazionale siriana (nella foto quella impegnata nelle qualificazioni per Londra 2012 – da gqitalia.it) che rappresenti il suo popolo e che possa farlo in un paese libero e democratico.

Daniele Ognibene