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I “ragazzi” del Don Guanella si raccontano, le emozioni di ieri e quelle di oggi

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Non sembra affatto che manchi circa un mese da natale, un sole tiepido ed il vento di scirocco creano un’atmosfera primaverile qui a Velletri, nonostante sia il 30 novembre. Il piazzale antistante la chiesa di San Giuseppe comincia ad animarsi, sono i “ragazzi e le ragazze” che negli anni ’70 frequentavano il collegio maschile “Don Guanella” e quello femminile di Santa Marta. Ci sono Ciarla Elisabetta, Morelli Lucio, Teresa Laudano, Paladini Angelo, Carolei Franco e Mario Ercoli ad accogliere i loro compagni venuti anche da lontano, come ad esempio Alessandro Ricci. L’atmosfera è serena e gioiosa, ma non mancano momenti di commozione, quando arrivano i familiari di Ciarla Marco uno degli organizzatori di questo evento, prematuramente scomparso.

La cerimonia religiosa officiata da don Mario Marino, formatore dei collegiali, è mesta nel ricordo di Marco e Giorgio, ma anche di Acchioni Bruno, Guglielmo e Fabio Sambucci. Ciascuno porta con sé tanti ricordi e il fatto che sia fatiscente non li ferma. “Qui c’era il refettorio, qui c’erano le nostre camere… Quante partite a calcio”, affermano quasi all’unisono man mano che rivisitano i luoghi che li hanno ospitati quarant’anni orsono. Don Mario ci tiene a ribadire l’affetto immutato nei confronti dei collegiali. Un prete un po’ fuori delle righe, all’avanguardia per quei tempi: “La mia esperienza pastorale mi ha portato anche a Scampia, luogo tristemente noto per essere la più grande piazza di spaccio d’Europa. Il parroco che mi aveva preceduto teneva i banchi rigorosamente divisi tra maschi e femmine. Abolii subito questa prassi. L’oratorio non era frequentato quasi da nessuno, andai a cercare ragazzi e ragazze nei bassi dei vicoli dove svolgevano le loro attività, in molti casi fuori di ogni regola. Riuscii a cerare un bel gruppo. Per questa mia attività non mancarono le minacce. Al termine del mio mandato pastorale l’oratorio era frequentato da circa trecento persone. Una bella soddisfazione. Torno ancora a trovare quei ragazzi.”

Ciascuno dei collegiali del Don Guanella ha una storia che meriterebbe di essere raccontata. “Frequentavo il collegio di Santa Marta – afferma Acchioni Carla – ero in classe con i ragazzi del collegio, ma non ne ero ospite. Non posso dimenticare insegnanti quali le maestre Lucia Mammucari e Rosanna Bucciarelli, nonché la professoressa Anna Spadoni e il direttore didattico Langella di Velletri, che hanno creato le premesse perché svolgessi la professione che amo: insegnare. All’epoca le maestre erano rispettate dagli alunni e dalle famiglie, veri e propri pilastri nella educazione dei ragazzi. Oggi, invece, si manca loro di rispetto, sia da parte degli alunni che dei genitori. Eravamo state educate ad essere accoglienti con tutti i ragazzi del collegio che vivevano spesso situazioni di sofferenza. Voglio ringraziare Mario Ercoli che non avrei mai potuto riconoscere se non fosse stato lui a farlo all’interno del suo luogo di lavoro. Cambiano il colore dei capelli e le sembianze ma non le emozioni. Tanti ricordi si affollano nella mia mente e incontrarci di nuovo è significato riviverli, come se fossero successi ieri.”

Elisabetta Ciarla aveva due compianti fratelli Marco e Giorgio presso il Collegio Veliterno Don Guanella: “Per molti anni i ricordi della vita di collegio erano stati quasi sepolti dalle vicende della vita quotidiana, questi incontri dopo oltre quarantanni, mi fanno tornare in mente il fatto che Marco visse il collegio come un abbandono e, quindi, per lui l’esperienza fu, inizialmente, traumatica. Non amava studiare e mia madre pensava che in questo modo potesse essere stimolato allo studio, invece se ne allontanava sempre di più. Ogni fine settimana andavo a riprendere i miei fratelli in collegio e sono certa che anche per Giorgio sarebbe stata un’emozione fortissima poter rincontrare i compagni di collegio, cosa che Marco ha potuto fare per una volta.” Anche Lucio Morelli si racconta: “Uscivo da otto anni di “suore” e già ad undici anni ero in collegio. Sono stato in armonia quasi con tutti, ma per me è indimenticabile la figura di don Mario Marino, il nostro educatore. Un vero maestro di vita che per la prima volta ci ha avvicinati anche all’altra metà del mondo, quella femminile, favorendo in qualche modo, sia pur con tutte le accortezze del caso, i nostri incontri con le ragazze ospitate nel centro di Santa Marta. Devo a Don Mario il fatto di averci aperti alla vita in un mondo, allora, molto maschilista e sessista. Per noi ragazzi che venivano da realtà sicuramente non semplici i metodi duri potevano anche essere utili, ma difficili da sopportare.”

Interviene Paolo Santolin: “La vita di collegio era dura – afferma Paolo Santolin – all’età di dieci, undici anni era difficile dovere obbedire senza potere minimamente contestare le imposizioni degli istitutori, compreso il cibo da mangiare, sempre e comunque. La formazione religiosa per me è stata molto costruttiva e mi ha permesso di trasferire solidi valori ai miei figli. La forza datami dalla esperienza di collegio mi ha consentito di affrontare tranquillamente il servizio militare avendo fortificato in collegio il mio carattere, altri invece lo vivevano come un dramma, essendo la prima esperienza distacco dalle famiglie”. Anche gli assenti sicuramente hanno emotivamente partecipato all’evento ed hanno già dato la loro adesione al prossimo evento, che si svolgerà nel mese di settembre 2015. Un’esperienza, quella dei ragazzi del Don Guanella, che li accomuna da molti punti di vista, ma soprattutto, nessuno escluso, possono affermare che ce l’hanno fatta a vincere la sfida della vita dopo quello che ad alcuni, come Marco Ciarla, la vita in collegio era apparsa come un abbandono, uno strappo dall’affetto e dalle amorevoli cure familiari.

Nella foto “I Ragazzi del Don Guanella”