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Il reselling da capogiro su Roblox è firmato Gucci

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Il reselling da capogiro su Roblox è firmato Gucci
Il reselling da capogiro su Roblox è firmato Gucci

Il nuovissimo videogame Roblox torna a far parlare di sé. Questa volta c’entra il fashion, c’entra Gucci e la mania dei giocatori di vestire i propri personaggi con capi firmati, unici. Qual è lo scopo a livello di gioco? Nessuno, puramente estetico. Reselling, di nuovo!

Roblox e l’evasione dalla vita reale

Per chi non lo conoscesse, Roblox non è un semplice “gioco”, ma molto di più. 

Roblox è una piattaforma di programmazione in cui è possibile creare dei mondi virtuali, visitare quelli altrui, entrare in contatto con i diversi utenti e conoscere nuove persone. 

Ah sì, si gioca anche. Ma questa forse sembra essere la cosa “meno importante”. 

Creato negli USA nel lontano 2006, la pandemia, la quarantena, lo sconforto e la mancanza del contatto fisico con le persone hanno contribuito alla crescita del gioco. È più considerato come un mondo virtuale a cui poter accedere ogni qualvolta si ha voglia di evadere dalla propria realtà, quando si vuole smettere di essere ciò che si è per essere qualcun altro, un “io” diverso, virtuale.

Come un qualsiasi mondo che si rispetti, Roblox ha stabilito anche una propria moneta, Robux, attraverso cui è possibile monetizzare con le proprie creazioni. Mi spiego: 400 Robux equivalgono a 5€ per cui si possono anche acquistare o vendere dei prodotti. 

Su Roblox ognuno ha un proprio personaggio che può vestire, truccare, tingere i capelli in tutti i modi possibili e immaginabili. Poteva quindi il mondo della moda non sfruttare questo potenziale? Certo che no! Primo fra tutti ad accorgersi del potere del videogioco: Gucci.

Gucci Garden Archetypes 

Il 17 maggio, il visionario Alessandro Michele, nonché direttore creativo della maison fiorentina, ha deciso di dar vita al “Gucci Garden Archetypes” che ha sede nel palazzo Gucci di Firenze e virtualmente proprio su Roblox. Una mostra immersiva che celebra l’anniversario dei 100 anni della casa di moda e, allo stesso tempo, ripercorre i 6 anni di estetica portati da Michele. Il tutto a partire dal concetto di “archetipo”, ossia la forma originale da cui tutte le copie vengono tratte.

Luci psichedeliche, linee e colori floreali e proiezioni contribuiscono ad animare il parco giochi di emozioni creato da Gucci. 

Il reselling da capogiro su Roblox è firmato Gucci - Gucci Garden Archetypes preso da gucci.com
Il reselling da capogiro su Roblox è firmato Gucci – Gucci Garden Archetypes preso da gucci.com

Ma il bello arriva qui…

Reselling virtuale esiste eccome

In onore della mostra Gucci ha rilasciato dei prodotti in collezione limitata, virtuali, tra cui la Dionysus GG Supreme Canvas Embroidered Queen Bee, borsa già lanciata nel 2015.

Eccolo l’oggetto del misfatto, proprio lei. 

Venduta ad un prezzo originale di 475 Robux che equivalgono più o meno a 6$ USD, è (naturalmente) andata in sold-out immediatamente. E ormai cari lettori, sapete meglio di me – dato l’articolo sul Reselling – che la scarsità, la mancanza, l’assenza provocano: hype, mania, ossessione di possesso. Vogliamo essere, anzi possedere, qualcosa di unico!

Roblox impazzito.

E quindi? Quindi la famosa Gucci Bag è andata in reselling quasi immediatamente, con un nuovo prezzo di vendita: la modica cifra di 4 mila dollari. Ma la cosa che più sbalordisce è che il prezzo della borsa reale è di 2.788€, assurdo non credete?

C’è da precisare che a livello di “gioco” il vantaggio è zero su zero: questa mossa è da collegare puramente al lato estetico, vedere il proprio personaggio indossare la Dionysus ed essere più “cool” di tutti gli altri!

Dionysus GG Supreme Canvas Embroidered Queen Bee
Dionysus GG Supreme Canvas Embroidered Queen Bee – Roblox edition

L’imprenditore Alexis Ohanian, fondatore del social network Reddit, ha fatto sapere con tweet che il valore della borsa fuori dal mondo di Roblox è nullo, anche se vale comunque di più rispetto a quella del mondo “fisico”.



È proprio bizzarro sapere che oggi un oggetto virtuale possa essere così tanto desiderato al punto di valere, in maniera simbolica, il doppio del prodotto reale, fisico che possiamo vedere, toccare, indossare.

Il desiderio di sentirci unici, di possedere qualcosa che altri non hanno, in un mondo schiacciato dalla pandemia, che pian piano si sta riprendendo, sembra essere uno dei desideri primari. Come a dire che quel valore così alto, automaticamente, possa identificare anche il nostro di valore… 

Un pensiero che potrebbe spaventare: dimostrare chi si è possedendo oggetti, prodotti desiderati. Di sicuro, questo concetto ha visto nel mondo digitale “il” luogo dove attecchire, il virtuale diventa strumento che i brand, ora, conoscono molto bene, di cui si servono per i loro scopi. Nel caso specifico di Gucci creare un gap che inneschi nella mente degli utenti: “Lo voglio, mi serve, devo arrivare prima degli altri!”.