Author Archives: Emanuela Fava

Time-out: qualcuno dice no

Time-out: qualcuno dice no

“Il nostro silenzio non ci proteggerà”. Nata ad Harlem, figlia di immigrati dei Caraibi, Audre Lorde rifiutò di essere ridotta al silenzio. Durante tutta la sua vita animosa ha incoraggiato le donne delle più svariate società e tradizioni a trasformare il proprio silenzio in parola e poi in atto. Sublimare attraverso la scrittura. Poetessa d’altri

Anche se il tempo passa

  Purtroppo esiste la trascurabilità. Esistono felicità, sensazioni, persone trascurabili. Esistono persone che trascurano per il solo fatto che ciò che è trascurato si presenterà, così com’è oggi, anche domani. Tutto ciò che è facilmente accessibile, assieme alla sensazione di gioia che ne può derivare, è quindi fortemente trascurabile. Un po’ come l’acqua quando si

Velletri, 3° edizione del concorso letterario “Dalle mimose alle scarpette rosse”

Al via la terza edizione del concorso letterario “Dalle mimose alle scarpette rosse”, presentata durante la conferenza stampa di mercoledì 8 marzo presso il Comitato Soci Coop di Velletri. Lo scopo del concorso, organizzato dall’Unicoop Tirreno in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità del Comune di Velletri, come gli scorsi anni è quello di fondare

Passi assorbiti

Lo scorso gennaio circa 500mila persone hanno intasato la capitale americana per protestare. E la protesta ha abbracciato tutti i temi dell’opposizione: l’aborto, l’immigrazione, la controriforma sanitaria, le donne, noi, gli altri. Un profumo fresco di rivolta si è diffuso a macchia d’olio unicamente con l’idea di appartenere. E l’appartenenza va oltre una salvezza personale,

Un sorso di vita

Da mesi, con gli occhi in un libro, non so camminare in altro modo. Un libro arrivato per caso, comprato per sentito dire, regalato per un senso di sicurezza tanto “a Emanuela i libri piacciono tutti!”. Sbagliato. Ormai, da tempo, finisco solo i libri che mi insegnano qualcosa; e L’isola di Arturo, per caso come

Segretamente, Violette

Si scrive per caso, o coscienziosamente; si scrive tacendo o facendo tanto rumore; si scrive sentendo d’un tratto molta distanza da tutte le cose o si scrive forse per dare ordine a molte di esse. Almeno sulla pagina, s’intende. La scrittura, abusata, sfruttata, forzata, benamata, accudita, amministrata, controllata ha il solo e unico scopo di

Femministi

Alla fermata; una vita d’attesa, mille ritardi, corse sospese, capita di guardare ciò che c’è intorno, per colmare questo perenne indugio, distrattamente. Non sempre però: una ragazzina, seduta accanto a me, parla con un lui non ben identificato che è dall’altra parte del suo Iphone: “Scialla! Ha spiegato il femminismo ma mica ho capito perché

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