Cosa sta succedendo in Venezuela?

Il Venezuela, paese di notevole bellezza naturalistica, è circondato da Brasile, Colombia e le splendide spiagge del mar Caraibico. La sua posizione geografica privilegiata rende possibile un clima versatile che gli permette di ospitare nel suo territorio ogni tipo di paesaggio: mare, montagna, pianura, selva e deserto. In più, il Venezuela può contare su numerose risorse naturali che si basano principalmente sulle riserve di gas naturali, oro, bauxite, ferro e petrolio. Il Venezuela ha tra le più grandi riserve petrolifere del mondo.
Nonostante tutte queste qualità, la nazione si trova oggi schiacciata da una profonda crisi politica, economica ed umanitaria che fa vivere i suoi cittadini nella tragedia totale.
La domanda che sorge spontanea è: come è potuta accadere una cosa del genere ad un Paese come questo?
Anche se si tratta di un tema complesso e difficile da poter raccontare, proviamo con questo articolo a riassumere, in una forma semplice e concreta, il contesto in cui si trova in questo momento il Venezuela.

I motivi della profonda crisi

La caduta del prezzo del petrolio
Per molti anni l’economia venezuelana si è sostenuta con il barile di petrolio a $100 dollari, ma a causa della decrescita del prezzo del greggio, che è arrivato a valere $28 dollari per barile, il Venezuela è caduto nella peggior crisi economica della sua storia.
Da sottolineare il fatto che l’oro nero è la prima fonte di esportazione della nazione.

Il bolivar svalutato e l’inflazione alle stelle
La valuta venezuelana, il bolivar, si è svalutata drasticamente nei confronti del dollaro in pochissimi anni. Solamente per avere un’idea, il 30 aprile del 2016 un dollaro americano valeva 1115,38 bolívares nel mercato parallelo. Il 24 aprile del 2017, un dollaro americano equivaleva invece a 4908,73 bolívares.
Nonostante la Banca Centrale del Venezuela da anni non pubblichi cifre ufficiali sull’inflazione nel Paese, la Commissione Finanza del Parlamento ha segnalato agli inizi di quest’anno che nel 2016 l’inflazione ha chiuso con un +550%.

Cibo e medicine scarseggiano
Qualche anno fa Maduro ordinò il razionamento dei prodotti di prima necessità e delle medicine.
Da lì in poi in Venezuela è praticamente impossibile trovare prodotti come il latte, il riso, le uova, lo zucchero e la farina di mais. Alla lista si vanno a sommare anche i prodotti di igiene personale come la carta igienica, lo shampoo, il bagnoschiuma, il dentifricio e gli assorbenti igienici. Per ottenere questi prodotti i venezuelani devono sottoporsi a lunghe file nei supermercati o ricorrere al mercato nero pagando un prezzo molto maggiore rispetto al valore reale.
Come se non bastasse, scarseggiano le medicine ed è difficile trovare i medicamenti necessari a curare malattie, dall’ipertensione fino al cancro.

La violenza e la criminalità
La crisi economica non ha fatto altro che rafforzare la povertà nel Venezuela e, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, nel primo semestre del 2015 il 33,1% delle famiglie si trovava in condizioni di povertà assoluta. Questa situazione ha chiaramente aumentato la criminalità nel Paese caraibico, dove è molto comune essere derubati a mano armata in pieno giorno per ottenere magari un cellulare in cambio.
Secondo uno studio della ONG (Observatorio Venezolano de Violencia) vi sono state ben 28.479 morti violente nel 2016, un numero dieci volte maggiore alla media mondiale.

La polarizzazione politica
A partire dalla presidenza di Hugo Chavez, il Venezuela ha cominciato a vivere una forte polarizzazione politica che si è ancor più accentuata durante gli anni a seguire.
L’opposizione ha chiesto ad alta voce un cambio di governo sottolineando che il modello della rivoluzione bolivariana di Chavez ha portato il Paese alla rovina.
Nel dicembre del 2015 l’opposizione ha ottenuto una maggioranza qualificata nell’Assemblea Nazionale, però questo non è stato sufficiente per frenare le politiche del presidente Nicolas Maduro.

Il colpo di Stato del Marzo 2017

Il 30 marzo il Paese e la comunità internazionale sono rimaste scioccate quando il Tribunal Supremo de Justicia ha annunciato di attribuire il potere alla Assemblea Nazionale e di togliere l’immunità ai membri del parlamento.
Qualche giorno dopo, il Tribunale Supremo ha rettificato la decisione, però il danno era già stato fatto. L’opposizione ha parlato in questo caso di un colpo di stato ed ha organizzato manifestazioni a livello nazionale per esigere le dimissioni del governo.

Cosa è successo nelle manifestazioni di aprile

L’opposizione venezuelana è uscita per strada il 6 aprile per manifestare contro il colpo di stato. La repressione da parte della Guardia Nazionale Bolivariana è stata estremamente severa.
Il 19 aprile, l’opposizione ha organizzato la cosiddetta “madre di tutte le marce” ed il governo ha ugualmente convocato marce parallele con i propri sostenitori.
Secondo la Procura venezuelana, dall’inizio delle marce sono morte 26 persone con più di 400 persone ferite ed oltre 1000 persone arrestate.
L’opposizione dà la colpa al governo per tutti i danni causati e il governo attacca gli oppositori tacciandoli come terroristi.
Il panorama è incerto e nessuno sa cosa succederà.
Nel frattempo, l’opposizione venezuelana ha annunciato che continuerà a lottare nelle strade per esigere un cambio di governo.



Federico Pasquazi

Mi chiamo Federico, ho 25 anni e sono uno studente di Lingue nella società dell’Informazione. Sono appassionato di calcio in tutte le declinazioni e Laziale da sempre. Cittadino del mondo. Dopo l’esperienza Erasmus in Spagna e un’esperienza lavorativa in Messico e Canada, sono sempre più convinto del fatto che ci si possa arricchire solo attraverso la conoscenza di culture e modi di pensare diversi da quelli in cui siamo nati. Per questo la mia meta è la prossima nazione in cui vivere.

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