Velletri, ecco la Fondazione per dare respiro alla Cultura

La cornice non poteva che essere quella della Casa delle Culture e della Musica. Lì, nell’Auditorium di quello che è divenuto a tutti gli effetti il simbolo della rinascita di Velletri, lo scorso 2 febbraio è stata presentata la Fondazione di partecipazione “Arte e Cultura Città di Velletri”, che tradotto vuol dire lo strumento operativo fortemente voluto dall’amministrazione comunale, con in testa il sindaco Servadio, e dalla maggioranza di centrosinistra, pensato per gestire i due poli culturali più importanti della Città: la Casa delle Culture e della Musica, per l’appunto, e il Teatro Artemisio “Gian Maria Volonté”.

Come noto, la Fondazione ha a disposizione risorse derivanti dalla partecipazione congiunta del Comune, della Banca Popolare del Lazio e della Clinica Madonna delle Grazie e si avvale di due direttori, amministrativo e artistico, funzionali al raggiungimento del suo scopo istituzionale, che è quello di valorizzare, promuovere, gestire e finanziare attività ed iniziative atte a favorire la crescita culturale della collettività rispetto a tutte le discipline artistico-culturali […] come il teatro, la musica, la danza, la letteratura, le arti visive, enologiche, culinarie.

In particolare, a spiegare nel dettaglio il progetto dei prossimi tre anni è stato Claudio Maria Micheli, neo direttore artistico, il quale ha individuato tre concetti chiave che orienteranno il suo lavoro: coinvolgimento, collaborazione e coordinamento, affinché la Fondazione diventi un polo in grado di attrarre a sé tutte le realtà culturali ed artistiche del territorio. Da qui la previsione di una fitta rete di incontri con la platea di interlocutori, funzionali al confronto sulla progettualità.
Una progettualità che, dunque, non si esaurisce solo nella programmazione di una stagione teatrale con spettacoli di compagnie nazionali all’Artemisio e di una stagione concertistica all’Auditorium, ma che al contrario vuole fondarsi soprattutto su una serie di iniziative da condividere e sviluppare insieme alle forze culturali del territorio, tutte, dalle personalità del mondo della cultura, ai dirigenti scolastici e i loro collaboratori, passando per un censimento delle realtà associative e dei singoli che operano nell’ambito culturale così da conoscere e far conoscere in maniera approfondita la complessa e variegata realtà del tessuto culturale di Velletri. Un progetto lungo e articolato, che nella testa del maestro Micheli è apparso estremamente chiaro e deciso: educazione al teatro e alla musica, costituzione di un premio letterario e teatrale dedicato ad Achille Campanile, poesia dialettalerassegne di musica etnica, jazz e cantautorale, un concorso nazionale di musica contemporanea elettronica, rassegne cinematografiche d’autore, una delle quali dedicata a Gian Maria Volonté, una rassegna di danza contemporanea, concorsi fotografici, premi per le scuole sulla conoscenza e concorsi culinari per giovani chef per portino sulla tavola le tradizioni dei Castelli Romani e molto altro ancora.

Un progetto ambizioso, che segna uno spartiacque decisivo nella concezione propria della Cultura rispetto a quanto visto e vissuto fino ad oggi. Un progetto che non sarà semplice realizzare, così come non sarà semplice convincere chi ancora oggi rimane legittimamente scettico sulla strada intrapresa. Al di là di tutto però, con l’aumentare degli spazi culturali a disposizione e viste anche le problematiche riscontrate nella gestione del Teatro Artemisio dopo la sua ristrutturazione, dalla politica ci si aspettava un’indicazione e un’assunzione di responsabilità. Avrebbe poco senso, infatti, spendere risorse della collettività per il recupero di strutture senza poi renderle funzionali e fruibili nel tempo. Se tutto questo funzionerà ce ne accorgeremo a breve, certo non si può dire che il 2 febbraio scorso, in quella cornice brevemente descritta in precedenza, non si sia respirata una piacevole ventata di freschezza. La speranza è che si riveli anche una boccata d’ossigeno per la cultura locale.

Auditorium



Giorgio Zaccagnini

Ventottenne appassionato, giornalista solo per hobby. Almeno per ora. Prima di fondare WalkieTalkie ho scritto due tesi di laurea, la seconda più bella della prima. In cambio ho ricevuto il titolo di dottore in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni. Fortemente condizionato dalla convinzione che la sostanza sia più importante della forma, pratico tutte le mie passioni. Attivista politico e tifoso laziale, parteggio. Sempre.

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