Velletri, il sindaco chiede più controlli in difesa dei produttori locali

“È ormai una certezza l’agricoltura è sicuramente un punto fermo della economia della nostra area geografica Velletri, Cisterna e Aprilia; in particolare il kiwi svolge un ruolo centrale rispetto a questa economia sia per la redditività sia per la capacità del richiamato territorio di esprimere un prodotto qualitativamente superiore al resto d’Italia, tanto da sostenere il benessere e la capacità di produrre reddito da parte delle famiglie e degli operatori del settore.” Esordisce così Fausto Servadio, sindaco di Velletri e presidente di Anci Lazio, in un comunicato che ha voluto diramare per chiedere maggiori controlli a tutela dei produttori locali.

“In questi ultimi mesi del 2016 – spiega Servadio – dopo una raccolta scarsa in termini di quantità, ma eccellente in termini di qualità, il settore è in fermento per l’affermarsi di nuove qualità che richiedono ulteriori investimenti condizionati alla sottoscrizione di accordi con gli esclusivisti delle qualità più pregiate, in particolare per il giallo Zespri G3, sul quale si stanno impegnando molti imprenditori del nord che, forti della loro consolidata posizione commerciale e quindi dei rapporti privilegiati con la Zespri, acquistano grandi aziende nel nostro territorio per la coltivazione del kiwi, spostando il reddito nei loro territori di provenienza, avendo la possibilità, per lo più negata agli agricoltori locali, di poter gestire la gran parte delle superfici a coltivazione di qualità privilegiate. Inoltre, nell’eseguire detti investimenti, gli imprenditori suddetti attingono alle risorse finanziarie dei programmi di sviluppo agricolo della Regione Lazio, in concorrenza con gli agricoltori locali.”

Di qui l’auspicio del sindaco: “Probabilmente a difesa ed a tutela dell’economia locale, sarebbe utile una verifica delle attività svolte sul territorio in termini di tutela dell’ambiente e verificare la concessione delle autorizzazioni, da parte delle multinazionali, alla coltivazione di nuove varietà anche alla luce delle negative esperienze subite con la coltivazione di una varietà che ha prodotto una epidemia di peste della batteriosi, mettendo in ginocchio tutto il settore. È opportuno che, un settore vitale per la crescita del territorio e dell’economia locale venga maggiormente seguito affinché i nostri agricoltori non debbano subire le scelte fatte in altre parti del mondo e veicolate sul territorio per mezzo di cartelli, che coltivando il kiwi nelle nostre zone determinano i flussi economici a loro esclusivo vantaggio.”



RedazioneWT

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