Funghi: tossicità ed effetti correlati

In questo periodo autunnale la natura, nonostante si stia preparando per il letargo invernale, dona ancora molti frutti. Nei boschi spunta una gran varietà di funghi: colorati, dalle forme più stravaganti ed alcuni eccellenti per le nostre tavole. I ricercatori di queste gemme del bosco devono però stare molto attenti a non raccogliere quelle specie che risultano tossiche e/o addirittura mortali per l’uomo! In effetti ogni anno si registrano fino a 40.000 casi di intossicazioni alimentari dovute ai funghi e, all’incirca, dieci decessi (fonte ASL Milano). Per questo non bisogna mai improvvisarsi raccoglitore di funghi!

Ma quali sono le specie più pericolose? Perché sono di tossicità acuta?

Questo articolo non mira a riconoscere e discernere le specie di funghi commestibili da quelli velenosi, ma ha lo scopo di approfondire qualcosa sulla tossicità di questi ultimi. Vedremo i tre più emblematici, indagando sulle tossine prodotte da questi funghi e come agiscono sull’organismo umano. Pronti per la ricerca!

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Amanita Phalloides (Tignosa verde)

Questo tristemente noto fungo è il più tossico tra quelli che si possono ritrovare nei nostri boschi. Spesso viene scambiato, soprattutto se giovane, con specie molto simili ma commestibili. Questo micete contiene grandi quantità di amanitine, micotossine estremamente potenti e in quasi tutti i casi letali. La pericolosità intrinseca di queste tossine sta nel fatto che i sintomi di avvelenamento si manifestano solo 12 ore dopo l’ingestione ed inizialmente sono simili a quelli di una classica sindrome gastrointestinale. Dopo sole 24 ore, queste tossine hanno già interferito pesantemente sulla metabolisi epatica, provocando danni permanenti al fegato e ai reni. Se non si corre ai ripari subito, l’avvelenamento è quasi sempre mortale.

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Amanita muscaria

Anche questo è un fungo celebre: presente in molti film e cartoni animati, viene sempre associato a boschi incantati, elfi e folletti. Purtroppo la sua grazia come fungo è equiparabile alla sua velenosità. Fortunatamente non è mortale come la sua cugina phalloides, ma chi la raccoglie e la mangia per errore passa dei brutti momenti. La micotossina responsabile è la muscarina, una sostanza psicoattiva che agisce a livello del sistema nervoso autonomo. I sintomi sono stato confusionale, broncocostrizione, disfunzioni nel battito cardiaco se ingeriti a basso dosaggio. A più alte dosi, convulsioni, coma e morte. Gli effetti tossici a basso dosaggio sono oggetto di interesse per chi fa uso di stupefacenti, in quanto assumere basse dosi di muscarina provoca alterazioni psichiche. Spesso la quantità ingerita è più alta e l’effetto è sempre molto più negativo e, a volte, letale.

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genere Psylocibes

Questi funghi sono rari in natura e poco riconoscibili. Al contrario, sono coltivati in tutto il mondo e venduti, ove il commercio è legale, per le tossine da loro prodotte. Sono commercializzati infatti con il nome di shrooms o semplicemente funghetti allucinogeni. Le tossine contenute in questi miceti sono prevalentemente psilocina psilocibina e sono dei potenti psichedelici. Nonostante la loro bassa tossicità, gli effetti manifesti sono persistenti per alcune ore e possono alterare in maniera negativa lo stato psico-fisico: si corre il rischio di cadere, in un più o meno grave stato depressivo caratterizzato da paranoie e terrore, chiamato in gergo bad trip. In una esigua percentuale di utilizzatori la depressione e la paranoia possono permanere per diversi mesi dopo l’esperienza. Il rischio aumenta se l’utilizzatore ha già patologie psichiche latenti, e infatti l’assunzione di una dose “classica” di psilocina è solitamente sconsigliata alle persone con forti disarmonie mentali. (si parla di dosi poiché in alcuni stati è legale l’acquisto di psylocibes, ma non in Italia).

Come si può constatare, il regno dei funghi è affascinante e molto elaborato: per questo richiede molto studio e buon senso, anche quando si va a fare una passeggiata per raccoglierne qualcuno. Quando non si è sicuri è bene affidarsi al parere di un esperto, oppure lasciarli sul luogo di ritrovo. Mai improvvisarsi aspiranti fungaioli o micologi: i pericoli in cui incorriamo mangiando un fungo sbagliato sono evidenti e mai da sottovalutare.



Riccardo Cari

Nato a Velletri in provincia di Roma, sono laureato all’Università di Roma “La Sapienza” in Chimica Organica e Biomolecolare. Ho sempre creduto essere riduttivo guardare il mondo che ci circonda senza indagare su quali meraviglie celi, quali meccanismi e ingranaggi fanno girare l’universo e smuovere la vita nel regno naturale. Per questo ho deciso di scrivere per walkie talkie: anche le cose più banali e quotidiane sono degne di nota, e ciò va riscoperto e condiviso!

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