Il “caso Moro” e quel revisionismo che fa bene all’Italia

Mi è capitato già due volte di assistere agli incontri del deputato Gero Grassi, in merito al caso Moro. Ascoltare per due ore e poco più quello che è il risultato del duro lavoro svolto (e che è ancora in atto) dalla Commissione istituita per far emergere la verità storica e per capire se combacia con quella ufficiale, significa non solo assistere ma anche contribuire a costruire un futuro diverso e migliore per le giovani generazioni.

Quel 9 maggio ’78 e tutto ciò che ruota intorno alla figura di Aldo Moro ha infatti segnato l’Italia fino ai giorni nostri; l’alone di mistero – figlio di depistaggi, della decisione di imporre il segreto di Stato per un lunghissimo periodo etc. – nel quale tutta la questione è caduta, ha sicuramente contribuito a costruire un Paese che poco e male sa della sua storia repubblicana, che di questi 70 anni conosce solamente l’infarinatura che si fa a scuola. Ma l’opera di Gero Grassi e della Commissione sul caso Moro, la possiamo considerare la cura per quel muro di omertà che troppo spesso nel nostro Paese si innalza.

Quando si va ad ascoltare Gero Grassi, si va ad assistere anche (forse) alla più grande opera di revisionismo dal dopoguerra ad oggi. Detto così, sembra una cosa brutta. D’altronde, Renzo De Felice* è stato notevolmente criticato riguardo i suoi studi sull’effettivo ruolo della Resistenza durante l’occupazione nazifascista (Norberto Bobbio, dopo aver inizialmente difeso l’opera di De Felice, giunse alla conclusione che questi stava attuando un preciso scopo politico, cioè il ridimensionamento del ruolo della lotta partigiana). Ma il Revisionismo altro non è che un metodo di studio e ricerca, un’attività continua di analisi delle fonti volta a mettere alla luce la verità di un determinato pezzo di storia, molto spesso ridotta – nella migliore delle ipotesi – ad una narrazione essenziale, se non addirittura edulcorata.
Il revisionismo è questo, è un continuo ricercare la verità. È ciò che ti permette di scoprire che i «Tondi di Centuripe»* non sono affatto ritratti policromi in terracotta risalenti al III° sec.a.C., ma ai primi del ‘900, dunque trattasi di clamorosi falsi.

E Revisionismo è anche quello della Commissione sul caso Moro. Si tratta di un ottimo vaccino contro il dilagare della storia falsa o manipolata, contro quella narrazione di fatti realizzata soprattutto in nome della «Ragion di Stato».

La verità è illuminante e ci aiuta ad essere coraggiosi, diceva Aldo Moro. Bene, è arrivato il momento di dirla.

*Per approfondire, invito a leggere la fonte da cui ho tratto le informazioni: Revisionismo, breve seminario per discuterne (Simoncelli Paolo).


Angelo Cioeta

Sono uno studente universitario che al momento prova a prendersi una laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Ho diverse passioni: la lettura, la politica, lo sport etc. Ma di una cosa non posso fare assolutamente a meno: stare all'aria aperta, cercare di fugare i luoghi chiusi il più possibile. Camminare, andare in bicicletta, visitare luoghi, girare l’Italia e il mondo significa per me vivere nel vero senso del termine. E a tutto ciò, ci aggiungo anche l'incredibile pazzia (per me) di ballare la salsa cubana. Così son fatto.

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