Il punto della situazione sulla vicenda dei 50 profughi arrivati a Velletri

Velletri ha risposto prontamente alla richiesta di sostegno per accogliere i richiedenti asilo arrivati in città nel pomeriggio di sabato 26 giugno per essere identificati presso il Commissariato della Pubblica sicurezza con una rete di solidarietà e assistenza prontamente allestita con la collaborazione dell’amministrazione comunale. Presenti sia l’assessore all’Integrazione Giulia Ciafrei e l’assessore agli Affari generali Luca Masi, che hanno collaborato attivamente alle operazioni di assistenza dei 50 ragazzi arrivati dopo lo sbarco avvenuto sulle coste di Siracusa.

Per la cronaca, il gruppo è giunto in città a bordo di un bus turistico intorno alle 15 per le operazioni di identificazione prima del trasferimento a Rocca di Papa, luogo finale di destinazione. Grazie alla collaborazione dell’associazione San Girolamo Emiliani e alla Parrocchia di San Martino, i ragazzi, tutti giovani maschi provenienti dal Sudan e dal Darfour, sono stati accolti nella struttura utilizzata per la mensa sociale. Acqua fresca, un bagno e qualche panino per chi ha voluto interrompere il digiuno poiché siamo nel periodo del Ramadan. Con difficoltà il personale del Commissariato e la Polizia scientifica hanno provveduto alle formali operazioni di identificazione rompendo la sfiducia e la paura dei profughi evidentemente ancora frastornati dal viaggio e dalle prospettive sul loro futuro.

Così è intervenuto l’assessore Masi: “Un contributo determinante è arrivato dai volontari scout dell’associazione Agesci Velletri 1 e dell’associazione Cngei Sezione di Velletri nonché dal personale del centro di accoglienza Cas che già opera a Velletri. Operatori qualificati e mediatori culturali hanno cercato di rasserenare i ragazzi cercando di far capire loro le opportunità offerte dal protocollo di accoglienza. Per la traduzione è stata preziosa la collaborazione della locale comunità musulmana che ha supportato le operazioni con i loro volontari. Piena disponibilità è stata fornita anche dalla Polizia locale e della Protezione civile che hanno collaborato con il Commissariato per gestire viabilità e sicurezza nelle immediate vicinanze del commissariato, tenendo anche conto che tutto si è svolto nel pomeriggio di sabato, dunque in ora di punta, con tanti cittadini incuriositi che cercavano di capire cosa stesse accadendo. Purtroppo oltre alla Velletri accogliente si sono registrate speculazioni da parte di talune forze politiche che hanno tentato di gettare confusione e paura sui social network con improbabili comunicazioni avventate e false di chiara connotazione razzista.”

La situazione è ulteriormente peggiorata quando alcuni cittadini hanno evidenziato la presenza di un cartello affisso sulla porta del pronto soccorso dell’ospedale Paolo Colombo di Velletri, che segnalava la presenza di due eventuali “profughi” tenuti in isolamento per malaria. Sulla questione è intervenuto l’assessore Giulia Ciafrei:

“Sentito il personale sanitario dell ospedale di Velletri pare che il cartello di isolamento sia stato attaccato da esterni e non dal personale medico! I due ragazzi non si trovano più all’ospedale di Velletri. Io che sono stata con loro sto bene. Per il resto provo tanta pena e vergogna per chi strumentalizza le sofferenze altrui.”

Una situazione di totale emergenza in cui, nonostante la strumentalizzazione mediatica tipica di questi casi, le associazioni locali e l’amministrazione comunale hanno dato prova di grande prontezza.

 

 

 



Matteo Cioeta

Ho studiato musica fin da quando avevo sei anni e ho deciso di raccontare la mia piccola esperienza dentro "autoreverse". Io che un autoreverse non l'ho mai visto.

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