Motivazione della crescita della spesa sociale e i diversi modelli di Welfare

Indipendentemente dall’intervento pubblico o privato, nel corso del tempo si è verificata una crescita delle spese sociali, specialmente nei paesi in via di sviluppo, questo per due motivi, principalmente: infatti, nelle società economicamente in crescita si è verificata la tendenza all’aumento della quota dei consumi complessivi assorbita da beni e servizi sociali i quali soddisfano bisogni sempre più legati al crescere del reddito. In secondo luogo l’effetto dell’invecchiamento demografico incide sia sull’aumento delle spese sanitarie che sull’incidenza dei trasferimenti pensionistici in confronto al Pil.

Lo sviluppo sociale trova dunque una spiegazione in una combinazione di cause storico-politiche, economiche e tecnologiche che si sono presentate in tutti i paesi economicamente avanzati.

Possiamo evidenziare alcuni elementi di classificazione dei sistemi di Welfare state, concretamente realizzati.

In particolare possiamo distinguere, a seconda della tipologia di “copertura” adottata, l’impostazione universalistica e quella occupazionale.
La prima (universalistica) è più affermata nei paesi anglosassoni e scandinavi, dove le prestazioni sono rivolte ai cittadini in quanto sono finanziate dalla fiscalità generale, lasciando meno o più spazio all’iniziativa privata.
L’impostazione occupazionale, tradizionale in Europa continentale, ha un carattere più assicurativo, cioè si rivolge al lavoratore (differenziandolo in categorie), estendendo le prestazioni anche ai suoi familiari, finanziandole con i contributi a carico del lavoratore stesso.

Nel 1974, Richard Morris Titmuss, tentò una prima classificazione del Welfare State, basato su tre modelli (o funzioni della politica sociale):

  1. MODELLO RESIDUALE; Lo Stato si impegna al minimo, limitandosi a fornire interventi di tipo temporaneo in risposta a bisogni individuali e solo quando gli altri canali di intervento (famiglia e mercato) non riescono ad attivarsi , quindi possiamo parlare di un modello di tipo assistenziale
  2. MODELLO REMUNERATIVO; Lo stato fornisce protezione “completando” quella fornita dal sistema economico generale e che deriva all’individuo dalla sua posizione occupazionale, quindi un modello di tipo assicurativo.
  3. MODELLO ISTITUZIONALE-REDISTRIBUTIVO; La protezione sociale pubblica costituisce il cardine di questo modello. Lo stato fornisce prestazioni di tipo universale, parliamo di un modello bastato sulla sicurezza sociale.

Le varie impostazioni spesso convivono nelle concrete esperienze di ciascun paese, ma con una diversità di pesi che, insieme ad altre specificità (come la differente estensione quantitativa delle prestazioni pubbliche) determinano le caratteristiche di ciascun sistema nazionale.

Questo è il terzo di una serie di articoli a cura di Gian Marco Mastrella con il fine di avvicinare le persone a questo argomento economico di natura sociale.
Qui i link del primo articolo e del secondo articolo, sugli elementi definitori e sui cenni storici del welfare state.



Gian Marco Mastrella

Studente di economia, 23 anni, da sempre appassionato per l'economia, soprattutto su interessi che spaziano un po' su tutto, dallo sport, dalla musica, alla cultura.

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