Quarto e il Movimento di plastica

Il giorno prima presentata dai suoi come un’onesta ricattata da un disonesto espulso dal movimento, il giorno dopo espulsa anche lei dal movimento. Oramai le frittate politiche si rigirano in 24 ore. E i grillini, questa volta, l’hanno girata con una tale naturalezza da sembrare politici navigati. Si fa presto a prendere per i fondelli l’anima piazzista di Renzi, ma forse vale la pena parlare anche dei vari piazzisti di nome Fico, Di Battista, Di Maio.

Il giorno prima stanno lì a prendere a cannonate il Pd romano e nazionale per una scandalosa (e siamo d’accordo) decisione di vertice che ha fatto dimettere Marino senza passare per l’aula consiliare, il giorno dopo i nostri tentano di far cadere ed espellono una loro amministratrice a partire da un post di Grillo. Senza i voti degli iscritti al Sacro Blog, senza assemblee, senza riunioni. Niente. Il giorno prima stanno lì a spiegarti che la giunta non cade perché loro hanno espulso la mela marcia da tempo, il giorno dopo ti spiegano che la giunta di Quarto Flegreo deve cadere perché è stata “inquinata dai voti mafiosi”. Suona bene, no? Peccato che sia una cazzata, utilizzata per coprire le vere ragioni dell’espulsione.

I giovani leader del Direttorio grillino, prima di tutto, avrebbero dovuto spiegarci com’è possibile che in un territorio controllato dalla Camorra non arrivi nessuno voto camorristico. Riformuliamo la domanda: nessun voto camorristico a Quarto Flegreo? Ma se ce ne sono a Milano di “voti camorristici”, volete farmi credere che in un territorio con un clan camorristico di riferimento qualche partito possa affermare: “Nessun camorrista ci vota!”? Molto, molto improbabile.

Ma soprattutto le tre Grazie pentastellate avrebbero dovuto spiegarci un altro aspetto lunare delle loro argomentazioni: come si fa, scientificamente, a distinguere un voto “mafioso” da uno “non mafioso”? A meno che non siano intenzionati a fare iscrivere tutti gli italiani al Blog per poter votare, il voto è come la pecunia: non olet.

Ma poniamo per assurdo che il voto sia palese: ricevere il voto da un camorrista mi rende un camorrista o un personaggio poco di buono? Evidentemente no. Nel caso fosse dimostrato uno scambio o legami di altro tipo ovviamente il discorso sarebbe diverso. Ma non è questo il caso. E quindi?

In parole povere: o i grillini hanno avuto legami e scambi con qualche clan camorristico e allora il ragionamento del “tutti a casa” fila, oppure cosa devono rimproverarsi i grillini di Quarto?

Come già detto: è evidente che tutte queste argomentazioni sono balle della propaganda pentastellata. Il M5S nazionale ha silurato, con un ordine di vertice impartito dal Sacro Blog, una figura che stava diventando mediaticamente molto scomoda. Specialmente per le arene Tv, i Tg e la televisione in generale, che come sappiamo rimane il medium più utilizzato dagli italiani. L’hanno espulsa per puro calcolo elettorale. Come un qualsiasi partito.

Anzi, come un qualsiasi partito di plastica.



Giuseppe Carteny

Laureato in Scienze di Governo, chitarrista liberale e aspirante politologo rock. O quantomeno blues. Militante di me stesso, per due anni attivista di Fare per Fermare il Declino. Ex membro della Direzione Regionale del Lazio ed ex membro della Direzione Nazionale del partito. Fondatore del sito collettivo Immoderati.it, collaboro con Geopolitica.info e TheFielder.net.

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