Vis-à-vis

“Ma uno come fa a scrivere un libro, cioè, da dove comincia?”. Quello che legge per passione, quello che legge per dovere, quello che legge per mestiere o quello che non legge e che focalizza il libro come l’oggetto che nei vari cartoni animati viene usato per permettere a quel mobile ballerino di smettere di dondolare: tutti quanti almeno una volta ci siamo chiesti come si fa a mettere insieme un libro, parola dopo parola, frase dopo frase. O quantomeno dove cercarne l’idea.

Siamo  a Teheran, capitale dell’ Iran. Nel 1983, nel carcere di Evin, nacque Sahar Delijiani, scrittrice. Nacque lo stesso anno in cui i genitori venivano condannati alla prigione per attivismo contro il regime di Khomeynī, nei suoi primi anni di vita. Fu affidata ad una zia e solo nel 1996, a dodici anni, una volta che furono liberi i genitori, emigrò in California. Qui Sahar Delijiani cominciò a frequentare la scuola media. Nel 2002 fu accettata dall’Università di Berkeley, in California, dove si è laureata in Letteratura Comparata. Nel 2006, dopo aver conosciuto suo marito a Berkeley, si è trasferita a Torino, dove vive tuttora.

A la sombra del árbol violeta è il suo primo romanzo. Ambientato nell’ Iran post-rivoluzionario, dal 1983 al 2011, il romanzo segue un gruppo di madri, padri, figli e amanti, uniti tutti dalla mareggiata della storia che irrompe nelle loro vite. Sarà la generazione successiva a ereditare il peso del passato e quello del sottile futuro del paese, quando inizia una nuova ondata di protesta e lotta politica. Basato sulle esperienze drammatiche della scrittrice, punto di origine del romanzo, dirige uno sguardo prodigiosamente evocativo sul lato più intimo della rivoluzione. Una storia poetica ma di un’ onestà brutale, dal suono cristallino che fa rimbalzando sul tavolo di marmo della nostra attenzione quando lo si legge. Un libro nudo e crudo basato sul realismo senza concessioni, un trionfo letterario, un continuo appello alla eterna ansia di libertà la quale brulica nel cuore umano, da anni. Da sempre.

Scrivere libri significa puntare i piedi davanti alla verità, dopo averla vista, dopo averla vissuta; la letteratura ha l’ambizione di una capacità intransigente che si spinge nel cuore nauseabondo del mondo e riuscire a pronunciarlo. Delijiani ci è riuscita e ha allontana da sé la giuliva rappresentazione del mondo che altre storie ci danno. È un perenne vis-à-vis tra lei, la sua storia e la storia dell’ Iran, ancora oggi un tassello critico di una più ampia costruzione che chiamiamo “civilizzazione”.



Emanuela Fava

Nasce a Roma nel 1995. Legge molto e parla poco. Ama scrivere, mangiare e ricordare. Walkie Talkie è un'ottima opportunità per dar voce alle cose in cui crede.

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