Momenti di trascurabile felicità

“Mi piacerebbe che nessuna porta stesse sbattendo, che nessun essere umano stesse tossendo, che nemmeno un cittadino non si sentisse un cittadino; e sempre in questo momento che qualcuno stesse dicendo: però com’è bello vivere qui. Anche tra sé e sé.”

Francesco Piccolo (come è piccolo questo suo catalogo dell’allegria di vivere) mette a nudo con un umorismo spietato i tic con i quali tutti quanti prima o poi dobbiamo fare i conti. Le trascurabili felicità consistono nell’arte (o forse nell’abilità) di riconoscersi, quando si arriva a padroneggiare il codice del nostro essere anche attraverso le imperfezioni e le debolezze. Trascurabile perché è una felicità sottile, che si nasconde, come quei due tre granelli di polvere sotto al tappeto: sai che ci sono, sai che prima o poi salteranno fuori, ma non li vedi, in quel momento così ben delineato non li vedi. La prima e l’ultima pagina del libro; le coppie che stanno insieme da tanto tempo e che giocano a carte in silenzio, la sera; l’acqua quando hai sete, il letto quando hai sonno; togliere il cetriolo dal cheeseburger; scoprire che un opera di bene è deducibile; l’idea che adesso ci sono alcune cose che sono anche esfolianti. Eccoli, attimi che punteggiano le nostre giornate, intensi e volatili, che non sono altro che momenti di trascurabile felicità.



Emanuela Fava

Nasce a Roma nel 1995. Legge molto e parla poco. Ama scrivere, mangiare e ricordare. Walkie Talkie è un'ottima opportunità per dar voce alle cose in cui crede.

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