Confusi dal TTIP

Che cos’è il TTIP? In Italia si sa ben poco su cosa sia il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), per motivazioni che cercheremo di spiegare in questo articolo.
Praticamente si parla di un accordo commerciale ideato nel 2013 per il libero scambio tra gli USA e UE ancora in fase di negoziato. L’obiettivo proposto è quello di integrare i due mercati, riducendo i dazi doganali e rimuovendo norme e procedure di omologazione e regole sanitarie che attualmente sono applicate ai prodotti. Ciò renderebbe possibile la libera circolazione di merci e faciliterebbe il flusso degli investimenti per le grandi multinazionali. Ovviamente detto così, a noi semplici consumatori, può toccare ben poco visto che appare come una semplificazione del sistema commerciale di esportazione e importazione tra due continenti il che potrebbe favorirci visto che i prezzi di conseguenza si abbasserebbero notevolmente.

Ma ragionandoci sopra potremmo trovare anche degli aspetti non tanto chiari. Poiché è un trattato pensato per favorire il commercio tra due continenti, appare ovvio che a trarne maggior beneficio sarebbero le grandi multinternazionali, con le piccole imprese locali costrette a lottare per mantenere il mercato e per sopravvivere. Un altro aspetto che viene in mente è la mancanza di una trasparenza del negoziato. Infatti pochi “cittadini d’Europa” sono a conoscenza su cosa sia il TTIP e chi lo sa, si è semplicemente informato su internet dopo la manifestazione fatta a Berlino il 10 ottobre 2015. In realtà neanche chi ha manifestato sa bene su come si svolgano le trattative che continuano a porte chiuse.

Altra domanda che il popolo europeo si pone è “cosa arriverà di così pericoloso nelle nostre case?” dal momento che non si parla solo di alimenti, ma anche di cosmetici e farmaci. Probabilmente verranno rivisti gli standard dei prodotti europei i quali sono, ovviamente, molto diversi da quelli americani, con differenze soprattutto nel settore agroalimentare. Tutte le condizioni sono ancora da definire (o, perlomeno, non sono pervenute all’esterno) ma, se il TTIP andasse “per il meglio”, solo per fare un esempio, ci potremmo trovare davanti a carni piene di antibiotici e di ormoni (beta estradiolo,testosterone,progesterone) che la maggior parte sono classificati dallo IARC come cancerogeni, o a polli igienizzati con il cloro (procedimento sulla quale non c’è certezza di sicurezza). Per non parlare dell’ OGM che in America non è obbligatorio scrivere sull’ etichetta; in questo modo si arriva al mancato diritto di scelta che un compratore deve avere assolutamente nell’acquistare un qualsiasi prodotto. In riassunto sono ben 1.328 le sostanze chimiche vietate nei prodotti e nei cosmetici europei delle quali solo 11 di queste sono proibite negli USA: saremo noi troppo severi o gli americani che pur di trovare un guadagno preferiscono dare in pasto ai compratori sostanze altamente pericolose in primis per la salute dell’ uomo?

Ovviamente ognuno è libero di farsi un suo pensiero sul TTIP , ma mai e poi mai si devono intaccare i diritti di un consumatore, che sia europeo o americano, sulla sua sicurezza, salute, lavoro e ambiente.



Marta Pietrosanti

Ciao a tutti, mi chiamo Marta, ho 20 anni e vorrei far prendere coscienza all'Uomo di quel che fa e di dove vive. Mi rendo conto che questa si avvicina molto ad una presentazione al gruppo "alcolisti anonimi" ma la triste realtà è questa: le uniche cose sicure che so sul mio conto sono scritte sopra e poiché odio pensare al "chi sono" ed al "come sono" cercherò di divertirmi pensando al "cosa è utile e doveroso far sapere alle persone".

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