“Noi e la giulia” al Saturno film festival tra serietà ed ironia

Prendete un cast di tutto rispetto con un attore che interpreta un ruolo non suo, una sceneggiatura scritta a quattro mani sulla base di una storia che ha come protagonista un’auto d’epoca ed un film che, dati questi presupposti, vuole essere serio ed ironico allo stesso tempo. Nella maggior parte dei casi verrebbe fuori un pasticcio cinematografico ma non nel nostro: “Noi e la giulia” è un esperimento riuscito fatto con degli elementi difficilmente combinabili.

Il libro da cui la sceneggiatura trae ispirazione è “Giulia 1300 ed altri miracoli” di Fabio Bartolomei e la storia è quella di quattro disoccupati che escono dal percorso delle loro vite per provare il “miracolo” e per caso si ritrovano ad aprire insieme un agriturismo. Personalità diverse, interpretate da Luca Argentero, Edoardo Leo e Stefano Fresi, che trovano in Sergio, ovvero Claudio Amendola nei panni di un insolito sindacalista, la forza per portare a termine l’opera ed in Elisa (Anna Foglietta) lo spirito artistico necessario alla causa. Nei panni del cattivo c’è Carlo Buccirosso, alias Vito, portavoce della mafia e proprietario dell’alfa Giulia 1300 che ha dato il titolo al film.

Una commedia all’italiana che introduce aspetti della modernità nel genere che ha fatto grande il Cinema nostrano nella seconda metà del novecento, riadattandolo ai temi ed alle persone che popolano ed animano, ancora, quest’epoca.



RedazioneWT

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