The art of the Brick

Considerata una delle dieci mostre imperdibili al mondo dalla CNN, “The arte of the brick” sbarca a Roma per la prima volta, mettendo d’accordo adulti e bambini. L’idea nasce dalla mente di Nathan Sawaya che, nel 2004, decide di lasciare la sua carriera di avvocato per far uscire il suo “Io Artista” e inseguire il suo sogno ovvero realizzare sculture fatte interamente di mattoncini lego.

La mostra è divisa in più sale tematiche; la prima è una sala introduttiva vi sono esposte opere che richiamano oggetti di vita quotidiana come le mele, una matita gigante ed un contrabbasso. Successivamente Sawaya sfoggia le sue doti artistiche riproducendo alcune delle opere d’arte più famose al mondo, come  “La Gioconda” di Leonardo Da Vinci, “Il bacio” di Gustav Klimt, “L’urlo” di Edvard Munch e “La notte stellata” di Vincent Van Gogh.

Fiore all’occhiello della mostra però sono le sculture che parlano della condizione umana. Qui troviamo opere che parlano di perdita, di ascensione, della condizione per cui l’uomo indossa una maschera di fronte alla società, di amore e dell’importanza della musica. Una di queste opere viene dedicata a tutte quelle persone che hanno detto “no” a Nathan Sawaya. Questo concetto viene realizzato con una figura umana a grandezza naturale interamente in rosso che esce letteralmente dal resto dell’opera e cerca di liberarsi dalla sua morsa. Con quest’opera Sawaya vuole incoraggiare le persone a seguire i propri sogni senza lasciarsi frenare e soprattutto senza guardarsi indietro.

L’ultima opera esposta è dedicata ai bambini che, come affermato dall’autore stesso, sono stati il primo pubblico alla sua primissima mostra. Stiamo parlando di un dinosauro lungo circa 5 metri e realizzato con 80.020 mattoncini.
È sicuramente una mostra che vale la pena andare a vedere, e che potrete trovare a Roma esposta fino al 14 febbraio 2016 allo Spazio Eventi Tirso (SET). Vi stupirà cosa è possibile creare con dei semplici mattoncini lego.



Giulia Siracusa

Classe 1996, appassionata di letteratura e musica, mi ritengo una persona che vuole sempre mettersi in gioco. Per questo ho deciso di lanciarmi in questa nuova avventura, che mi permetterà di far conoscere a tutti la mia visione del mondo e che mi avvicinerà sempre più alla realtà del giornalismo.